Bathyergidae

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Batiergidi
Nacktmull.jpg
Heterocephalus glaber
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Rodentia
Sottordine Hystricomorpha
Infraordine Hystricognathi
Famiglia Bathyergidae
Waterhouse, 1841
Sottofamiglie

I Batiergidi (Bathyergidae Waterhouse, 1841), noti comunemente come ratti-talpa o ratti-talpa africani, sono una famiglia appartenente al sottordine degli Istricomorfi.[1] Rappresentano un ramo di Roditori evolutosi ad uno stile di vita completamente sotterraneo, addirittura più dei gopher del Nordamerica, dei tuco-tuco del Sudamerica e degli Spalacidi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

I Batiergidi moderni vivono unicamente nell'Africa sub-sahariana. Anche le forme fossili vivevano quasi esclusivamente in Africa, sebbene siano stati ritrovati anche alcuni reperti in Israele. Nowak (1999), inoltre, cita il genere scomparso Gypsorhynchus, i cui resti sono stati scoperti in depositi della Mongolia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nell'aspetto i Batiergidi ricordano moltissimo le talpe e, come queste ultime, hanno corpi cilindrici e arti brevi. Misurano, a seconda della specie, 9-30 cm di lunghezza e pesano 30-1800 g. Così come molti altri mammiferi fossori, hanno occhi e padiglioni auricolari notevolmente ridotti, coda relativamente breve, pelle rilasciata e (a eccezione dell'eterocefalo glabro, privo di pelo) una pelliccia vellutata. I Batiergidi hanno una vista molto scarsa, nonostante possano utilizzare la superficie oculare per percepire le correnti d'aria. Malgrado abbiano padiglioni auricolari piccoli o del tutto assenti, hanno un buon senso dell'udito, ma il senso più sviluppato sembra essere quello del tatto. Come altri roditori, hanno un ottimo olfatto, e sono inoltre in grado di chiudere le narici durante i lavori di scavo, sì da impedire che vengano otturate dalla terra[2].

Gli occhi dei ratti-talpa sono strutturalmente normali, malgrado le dimensioni relativamente piccole, e sono dotati di normali cellule fotosensibili. Tuttavia, le regioni cerebrali deputate alla visione sono ridotte, specialmente quelle adibite alla localizzazione degli oggetti nel campo visivo. Le ricerche hanno dimostrato che almeno due specie di ratti-talpa (Cryptomys mechowi ed Heliophobius argenteocinereus) non sono cieche, come ritenuto comunemente, anzi, sembrano rifuggire le sorgenti di luce azzurra o giallo-verde. Non sembrano in grado di percepire la presenza di luce rossa, e probabilmente non possono distinguere tra loro i vari colori. La capacità di percepire la presenza della luce, probabilmente, permette loro di individuare crolli nei loro sistemi di gallerie e di ripararli prontamente[3].

Quasi tutte le specie di ratti-talpa scavano utilizzando i potenti incisivi e, in maniera minore, le unghie delle zampe anteriori, ma i ratti-talpa delle dune scavano soprattutto con le zampe, e per questo vivono unicamente in zone caratterizzate da terreno soffice e sabbioso[2]. È stato riportato che alcune specie, ovviamente non i ratti-talpa delle dune, siano in grado di perforare addirittura pareti di calcestruzzo spesse 2,5 cm. Al loro cranio, dalla forma peculiare, aderiscono potenti muscoli masseteri laterali, che conferiscono una notevole forza alla porzione anteriore della bocca. Gli incisivi dei ratti-talpa sono rivolti in avanti e sporgono dalla cavità orale perfino quando la bocca è chiusa. Questa caratteristica consente a questi animali di scavare con i denti senza riempire di terra la bocca. Il numero dei denti posteriori varia notevolmente da una specie all'altra, caratteristica insolita tra i Roditori, e la loro formula dentaria è, quindi:

Formula dentaria
Arcata superiore
0-3 2-3 0 1 1 0 2-3 0-3
0-3 2-3 0 1 1 0 2-3 0-3
Arcata inferiore
Totale: 12-28
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Anche la morfologia del cranio differisce da quella di tutti gli altri Roditori. Come tutti i membri del loro sottordine, i Batiergidi hanno mascelle istricognate, ma, diversamente dai loro parenti, hanno un forame infraorbitale notevolmente ridotto. I muscoli masseteri mediali consentono solo un minimo passaggio attraverso il forame infraorbitale, e per questo motivo quasi tutti gli autori li considerano Roditori protrogomorfi, gli unici all'interno dell'infraordine degli Istricognati.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

I ratti-talpa vivono all'interno di elaborati sistemi di gallerie e le varie specie mostrano diversi gradi di socialità. La maggior parte di esse è solitaria, ma due specie, il ratto-talpa del Damaraland (Cryptomys damarensis) e l'eterocefalo glabro (Heterocephalus glaber), sono considerati gli unici esempi di mammiferi eusociali. All'interno delle colonie di questi animali, infatti, vi è un'unica coppia riproduttrice e tutti gli altri membri sono sterili.

Questi animali prediligono i terreni soffici e sabbiosi e sono spesso associati ad habitat aridi. Si spingono in superficie solo raramente e trascorrono tutta la loro esistenza sottoterra. I ratti-talpa sono erbivori e si nutrono prevalentemente di radici, tuberi e bulbi. Sono perfino in grado di trascinare sottoterra piccole pianticelle, tirandole per le radici, senza dover abbandonare la sicurezza delle tane, e riescono così a consumare foglie, steli e altri parti della pianta che sarebbero a loro inaccessibili. I ratti-talpa scavano in cerca di cibo, e la grande maggioranza dei loro complessi di gallerie consiste appunto di gallerie di foraggiamento, circondate da un numero inferiore di aree deputate all'immagazzinamento, nidi e camere-latrina[2].

La maggior parte delle specie si riproduce solo una o due volte all'anno, ma alcune non hanno una vera e propria stagione degli amori e possono riprodursi in ogni periodo dell'anno. Le nidiate, poco numerose, sono costituite solo da due a cinque piccoli, forse perché, vivendo in un ambiente sufficientemente sicuro, non hanno bisogno di rimpiazzare rapidamente le perdite come altri Roditori. Tuttavia, alcune specie hanno nidiate più numerose, comprendenti fino a dodici piccoli nel caso dell'eterocefalo glabro, e addirittura più consistenti[2].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sebbene vi siano ancora controversie fra i vari studiosi, si ritiene che i parenti viventi più stretti dei ratti-talpa siano altri Istricognati africani, come i Trionomidi (ratti dei bambù) e i Petromuridi (topi delle rocce). Queste tre famiglie odierne, assieme ai loro parenti fossili, costituiscono l'infraordine dei Fiomorfi[4].

Al momento gli studiosi riconoscono 16 specie di ratti-talpa suddivise in 5 generi[5][6], ma è probabile che il loro numero tenda ad aumentare. Come altri Roditori fossori come i gopher, i tuco-tuco e gli spalaci, i ratti-talpa tendono a evolversi rapidamente in nuove specie. Le varie popolazioni, infatti, geograficamente separate, sviluppano varie forme cromosomali e razze geneticamente distinte. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che le specie del genere Bathyergus rappresentino le forme basali dalle quali si sono sviluppate tutte le altre, ma altri ritengono che tale posizione sia occupata dal genere Heterocephalus[5][6][7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Bathyergidae in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b c d Jarvis, Jennifer U.M. in Macdonald, D. (a cura di), The Encyclopedia of Mammals, New York, Facts on File, 1984, pp. 708–711, ISBN 0-87196-871-1.
  3. ^ Kott, O. et. al., Light Perception in Two Strictly Subterranean Rodents: Life in the Dark or Blue? in Andrew Iwaniuk (a cura di), PLoS ONE, vol. 5, nº 7, 2010, pp. e11810, DOI:10.1371/journal.pone.0011810, PMC 2911378, PMID 20676369.
  4. ^ Savage, RJG, & Long, MR, Mammal Evolution: an illustrated guide, New York, Facts on File, 1986, p. 124, ISBN 0-8160-1194-X.
  5. ^ a b Ingram, CM, Burda, H & Honeycutt, RL (2004) Molecular Phylogenetics and Taxonomy of the African Mole-Rats, Genus Cryptomys and the New Genus Coetomys Gray, 1864. Molecular Phylogenetics and Evolution, 31:997-1014, [1] DOI: 10.1016/j.ympev.2003.11.004
  6. ^ a b Kock, D, Ingram, CM, Frabotta, LJ, Honeycutt, RL & Burda, H (2006) On the Nomenclature of Bathyergidae and Fukomys n. gen. Zootaxa, 1142:51–55, ISSN 1175-5334
  7. ^ Faulkes, CG, Verheyen, E, Verheyen, W, Jarvis, JUM, & Bennett, NC (2004) Phylogeographical patterns of genetic divergence and speciation in African mole-rats (Family: Bathyergidae). Molecular Ecology 13(3): 613–629, DOI: 10.1046/j.1365-294X.2004.02099.x

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kingdon, J. 1997. The Kingdon Field Guide to African Mammals. Academic Press Limited, London.
  • McKenna, M.C. and S. K. Bell. 1997. Classification of Mammals above the Species Level. Columbia University Press, New York.
  • Nowak, R. M. 1999. Walker's Mammals of the World, Vol. 2. Johns Hopkins University Press, London.

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