Basilica

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Il termine basilica assume al giorno d'oggi tre significati:

Nell'antica Roma la basilica era un edificio pubblico utilizzato come luogo di riunioni pubbliche e di amministrazione della giustizia. Il termine indicava una costruzione con navata centrale rialzata,[1] sulla cui parte superiore potevano essere ricavate finestre, permettendo di risolvere i problemi di illuminazione tipici dei grandi edifici.

Il significato della parola si è esteso, a partire dal IV secolo, ai luoghi di culto cristiano, divenendo un particolare e definito tipo architettonico, costituito da uno spazio suddiviso in tre o cinque navate, generalmente con un'abside finale.[1]

Infine, tale prestigio religioso sì è evoluto in un vero e proprio titolo canonico, che dà particolari privilegi alle chiese che lo ottengono, consacrato in riti cerimoniali officiati direttamente dal Papa.[1]

La basilica romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica civile.

La basilica nasce nel Mediterraneo orientale durante il periodo ellenistico, come suggerisce anche l'etimologia del termine: aulè basilikè era una zona dei palazzi reali di Efeso o di Alessandria d'Egitto, dove il significato letterario era sala o regia (il basileus è ancora il nome tradizionale degli imperatori bizantini).

La forma della basilica ellenistica, con colonnati e un'aula centrale, venne importata a Roma, dove dall'età repubblicana vennero costruite molte basiliche civili, come la Basilica Giulia e la Basilica Emilia nel Foro romano.

La basilica normalmente aveva pianta rettangolare, internamente suddivisa in tre o cinque navate da pilastri o colonne (la divisione in navate era uno stratagemma per facilitare la copertura e l'illuminazione) e presentava una o due absidi semicircolari o rettangolari, al centro del lato maggiore o minore. Gli ingressi (uno o due) erano posizionati sul lato opposto rispetto ad ogni abside. Anticamente nella basilica la parte centrale poteva essere anche scoperta.

La basilica romana ospitava riunioni di vario genere e usata per vari scopi: per le assemblee della municipalità, come mercato, come tribunale, per esercitazioni militari, come vestibolo di un tempio, di un teatro o di un edificio termale, come sala di ricevimento nelle dimore signorili e infine come sala del trono nei palazzi imperiali. Ci poteva essere la tribuna dove alcuni magistrati esercitavano la funzione di giudice (da cui la parola tribunale e basilica forense), altre magistrature amministrative, negozi e uffici, anche ai piani superiori.

Le basiliche cristiane[modifica | modifica sorgente]

Le basiliche del cristianesimo sono chiese di particolare antichità, specialmente le chiese paleocristiane, quelle aventi almeno tre navate, la centrale delle quali è rialzata (altrimenti si parlava di "sala").

Nel tempo il titolo di basilica acquisì un significato onorifico, e ad alcune chiese venne conferito uno speciale titolo d'onore per la loro importanza storica e religiosa, equiparandole nel titolo alle basiliche maggiori di Roma.

Le basiliche dell'età paleocristiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura paleocristiana.
Planimetria della basilica di Santa Maria Maggiore in Roma
Planimetria della basilica Costantiniana di San Pietro in Vaticano

Nel 313 con l'Editto di Milano, l'Imperatore Costantino concesse la libertà al culto cristiano. Per impulso dello stesso imperatore e della sua famiglia (in particolare Sant'Elena) prese avvio a Roma - e presto si svilupperà altrove nel vasto territorio imperiale - un grandioso programma di costruzione di imponenti edifici basilicali da adibire a luoghi di culto e in memoria dei martiri cristiani. La costruzione di queste grandi chiese porta alla luce la nuova fede e la esalta e induce la progressiva, rapida, scomparsa dei Tituli o domus ecclesiae, i precedenti, modesti, luoghi di culto, per lo più ricavati all'interno di abitazioni private di patrizi convertiti al nuovo culto o riutilizzando mitrei, sovente sotterranei. In altri casi templi dedicati al vasto Pantheon delle divinità greco-romane vengono riadattati alla funzione di chiesa, o demoliti e sostituiti da un nuovo edificio di culto. Per motivi liturgici non era possibile, né desiderabile, adottare il modello templare romano, dove all'interno del tempio si custodiva solo la statua di culto del dio e la maggior parte dei riti avveniva in prossimità dell'altare esterno. Solo in alcuni interventi più tardi (IX-X secolo) vennero riutilizzati templi greco-romani murando gli intercolunni e aprendo le pareti della cella (come il Duomo di Siracusa, trasformato in epoca bizantina).

Le primissime basiliche, promosse dall'imperatore, sono edificate a Roma, e sono in grado di raccogliere migliaia di fedeli. Vengono costruite prevalentemente fuori le mura aureliane, sui luoghi di sepoltura - già da tempo oggetto di venerazione e caratterizzati da edicolette votive - dei principali apostoli e martiri cristiani (Martyria). La primissima basilica cristiana è probabilmente San Giovanni in Laterano, costruita su un terreno donato da Costantino I intorno all'editto di Milano del 313. Furono costruite poi San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Le ultime due in particolare vennero commissionate nel corso del IV secolo dal vescovo di Roma invece che dall'Imperatore, segno della crescente importanza del papato nella vecchia capitale.

Il tipo edilizio detto basilicale si ispirava agli esempi delle basiliche civili romane, realizzate per accogliere grandi folle, e fu adottato sia pure con sostanziali trasformazioni. Dovette avere peso nella definizione della nuova tipologia architettonica più che la basilica usata come tribunale, la tipologia della cosiddetta basilica palatina, dove l'imperatore si mostrava al popolo nell'enfasi dell'abside di fondo (come nella basilica di Costantino a Treviri); in questo senso alla maiestas imperiale si assimilò e poi sostituì la maiestas divina del cristianesimo.

L'ingresso era posto su un lato minore dell'edificio, opposto all'abside; lo spazio venne diviso in navate da esili muri sorretti da file di colonne, spesso di reimpiego, architravate o che sorreggono archi a tutto sesto. Ai lati dell'abside inizialmente vennero ricavati due locali di servizio, i pastoforia, detti prothesis e diakonikon, e successivamente si diffonde l'uso di affiancare absidi minori a quella principale; il numero di navate va da tre a cinque, mentre generalmente non veniva realizzato alcun transetto.

Esso infatti venne inizialmente associato a chiese (come la basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano e la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme) dette martyria ossia dove si tributa un culto sepolcrale a un importante personaggio: da questi illustri esempi si diffuse a tutte le altre chiese. L'asse principale era quindi quello longitudinale, più adatto ad ospitare le processioni dei presbiteri e dei fedeli. Le chiese sono (quando è possibile) orientate, ovvero l'asse della chiesa è disposto sulla direttrice est-ovest, con l'abside ad est. Un testo attribuito a Clemente I, ma forse del IV secolo recita a proposito della costruzione della basiliche: "[Preghiamo Dio] che ascese sopra il cielo dei cieli verso oriente, ricordando l'antica passione per il Paradiso, posto a oriente, da dove il primo uomo, disobbedendo a Dio, persuaso dal consiglio del serpente, fu cacciato." Oriente era quindi il luogo dove si trova il Paradiso e dove si trova quindi Cristo, che tornando sulla terra proverrà da tale direzione. Nello stesso testo si recita come il seggio del vescovo debba stare al centro, affiancato dai sacerdoti, e che i diaconi abbiano cura di disporre in zone separate i laici, divisi tra uomini e donne; nel mezzo, in un luogo rialzato, doveva stare il lettore dei testi sacri. La struttura longitudinale, dall'ingresso all'abside, indica anche il percorso spirituale e salvifico dell'uomo, la "via Salutis" ("via della Salvezza") e rispecchia l'idea del "tempo lineare", propria della tradizione biblico-cristiana. Infatti da sant'Agostino in poi nel pensiero cristiano il tempo è concepito in senso lineare-progressivo e non più circolare-ciclico come nel mondo pagano. Dalla caduta di Adamo l'escatologia cristiana procede verso la "consumazione del tempo", il riscatto dell'uomo verso Dio, il Giudizio Universale e l'eternità spirituale.[2]

Il soffitto è piano o a capriate in legno a vista; le murature molto esili precludono la possibilità di impiegare volte in muratura.

Esternamente, la facciata presenta un disegno detto a capanna con tetto a falde inclinate a coprire la navata centrale, ai lati della quale troviamo spioventi semplici che coprono le navate laterali. Di fronte alle basiliche maggiori si trova talvolta un quadriportico, un cortile colonnato quadrangolare, riservato ai catecumeni.

La Basilica del Santo sepolcro nel IV secolo

Di pochi anni successive alle basiliche romane e tradizionalmente dovute al viaggio di Sant'Elena, sono le tre basiliche della Terra santa:

  1. Basilica della Natività a Betlemme;
  2. Basilica dell'Annunciazione a Nazaret;
  3. Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

La Natività aveva originariamente cinque navate e una copertura che formava due spioventi per lato (invece di tre, su ciascuna navata) come a San Pietro in Vaticano: questo perché la copertura delle navate laterali proseguiva all'esterno senza interruzione come se si trattasse di un'unica navata. Un'altra analogia con la basilica vaticana era anche la presenza di un quadriportico antistante, dove si alloggiavano i catecumeni ed i pellegrini. La particolarità consisteva nell'ambone ottagonale al posto dell'abside, che custodiva la Grotta della natività, e che fece forse da modello alle prime chiese a pianta non oblunga (ma centrale) dette martyrion.

La Basilica del Santo Sepolcro presentava anticamente le cinque navate e il quadriportico antistante la facciata, ma sul retro si apriva un secondo quadriportico che probabilmente portava a un deambulatorio che girava attorno al sepolcro di Cristo. Nel IV secolo venne edificata al posto del deambulatorio la Rotonda dell'Anastasis, un edificio a pianta circolare che inglobava l'edicola a tre absidi del Santo Sepolcro. Distrutta e ricostruita più volte oggi la basilica che si ammira risale al periodo dei crociati (XII secolo).

Dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente fu realizzata una sola basilica con cinque navate, a Milano, con probabile sovvenzione da parte dell'imperatore Costante (figlio di Costantino) e si chiamò Basilica maior o Nova (in seguito Santa Tecla; all'epoca non era ancora in uso la dedicazione ai Santi), iniziata nel 343 in previsione del concilio. La chiesa fu inaugurata nel 345. Conforme agli stili della corte imperiale, la Maior non fu “umile”, ma fu grandiosa per dimensioni, stile e ricchezza.

Per tutta l'età di Sant'Ambrogio vescovo di Milano, questa chiesa fu il cruento pomo della discordia tra cattolici (il popolo) ed ariani (la corte e la nobiltà). La corte costruì un'altra chiesa (l'attuale San Lorenzo) in antitesi con la cattedrale, più rappresentativa del potere politico centrale, ricca di ori, mosaici, statue, e con la nuova architettura dell'impero; cioè non ebbe più la forma allungata come le basiliche, ma fu a pianta centrale, sormontata da un'immensa cupola; nacque così il primo "duomo".

Attila distrusse tutto nel 452, e le più modeste ricostruzioni del Medioevo ebbero nome di Santa Tecla, sul luogo della Maior, e San Lorenzo sul luogo del Duomo. Santa Tecla conservò tuttavia l'idea delle 5 navate, che fu ripresa sistematicamente nelle chiese di stile gotico, perché, per elevare l'altezza, fu necessario anche allargarne la base.

Le basiliche di età romanica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura romanica.

Per tutto l'alto medioevo si costruirono chiese sul tipo della basilica ambrosiana, ma furono sempre senza cupola e con soffitti a capriate di legno, perché si era persa la tecnica del costruire.

Nelle basiliche più tarde troviamo la presenza del transetto che, intersecando la navata (o le navate), conferisce loro la caratteristica pianta a croce. A seconda che il transetto sia della stessa lunghezza del corpo principale o più corto di esso, si parla rispettivamente di pianta a croce greca o di pianta a croce latina.

La basilica romanica si distingue dalle precedenti perché ha i soffitti a volta ed il primo tipo di cupola, non romana, di forma ottagonale. Essa fu realizzata attorno all'anno Mille, con l'avvento dell'architettura romanica, quando i Magistri cumacini (superstiti discendenti di architetti romani), peregrinarono chiamati dalle famiglie nobili per costruire i loro palazzi, e con ciò insegnarono ovunque le tecniche di costruzione delle volte e delle cupole.

Le basiliche del Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura rinascimentale.

Andrea Palladio dopo aver studiato le rovine delle basiliche romane, nel 1500 progettò e portò a termine a Vicenza la costruzione di una basilica laica: la Basilica Palladiana, destinata ad essere la prestigiosa nuova sede delle attività del comune.

Il titolo di Basilica della Chiesa Cattolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica minore, Basilica maggiore, Basilica patriarcale, Basiliche papali e Basiliche in Italia.

Il titolo di basilica conferito dalla Chiesa cattolica si suddivide tra basilicae maiores, caratterizzate dalla presenza del trono e dell'altare papali, e basilicae minores. Inoltre esiste il titolo onorifico di Basilica papale, assegnato a soltanto 6 chiese nel mondo[3](le quattro maggiori a Roma e due minori ad Assisi)

La più antica basilica è San Giovanni in Laterano a Roma, per questo chiamata Arcibasilica; in seguito furono costruite San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura: queste quattro hanno il rango di basiliche maggiori.[3]

La Chiesa ha regolamentato negli Acta Domus ecclesiae de titulo basilicae minoris, del 9 novembre 1989, le condizioni necessarie per ottenere il titolo di basilica, e i privilegi da esso dipendenti, ma non ha mai definito norme precise riguardo ai simboli di privilegio (tra cui l'ombrello pontificio, da tempo emblema delle basiliche[4]) o all'araldica degli stemmi: essi dipendono quindi da tradizioni più o meno consolidate.

Le basiliche minori, nel 2011, erano 1647 nel mondo.[5]

Le basiliche per continente[modifica | modifica sorgente]

Africa[5]
Nazione Basiliche
Algeria Algeria 2
Benin Benin 1
Camerun Camerun 1
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 1
Egitto Egitto 2
Ghana Ghana 4
Kenya Kenya 1
Niger Niger 1
Ruanda Ruanda 1
Senegal Senegal 1
Tunisia Tunisia 1
Uganda Uganda 2
Zimbabwe Zimbabwe 1
Asia[5]
Nazione Basiliche
Cina Cina 1
Filippine Filippine 12
India India 21
Israele Israele 8
Palestina Palestina 1
Sri Lanka Sri Lanka 1
Taiwan Taiwan 2
Turchia Turchia 2
Vietnam Vietnam 4
Americhe[5]
Nazione Basiliche
Argentina Argentina 45
Bolivia Bolivia 8
Brasile Brasile 58
Cile Cile 9
Colombia Colombia 30
Curaçao Curaçao 1
Canada Canada 22
Costa Rica Costa Rica 2
Cuba Cuba 1
Ecuador Ecuador 12
El Salvador El Salvador 4
Guadalupa Guadalupa 1
Guatemala Guatemala 2
Messico Messico 29
Nicaragua Nicaragua 3
Panamá Panamá 2
Porto Rico Porto Rico 2
Santa Lucia Santa Lucia 1
Paraguay Paraguay 1
Perù Perù 12
Rep. Dominicana Rep. Dominicana 2
Stati Uniti Stati Uniti 77
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 1
Uruguay Uruguay 5
Venezuela Venezuela 15
Oceania[5]
Nazione Basiliche
Australia Australia 5
Guam Guam 1
Samoa Samoa 1
Europa[5]
Nazione Basiliche
Austria Austria 30
Belgio Belgio 29
Bielorussia Bielorussia 3
Città del Vaticano Città del Vaticano 1
Croazia Croazia 7
Francia Francia 170
Germania Germania 73
Grecia Grecia 1
Irlanda Irlanda 2
Islanda Islanda 1
Italia Italia 550
Lettonia Lettonia 1
Lituania Lituania 5
Lussemburgo Lussemburgo 1
Malta Malta 8
Montenegro Montenegro 1
Paesi Bassi Paesi Bassi 23
Polonia Polonia 130
Portogallo Portogallo 7
Regno Unito Regno Unito 3
Rep. Ceca Rep. Ceca 15
Romania Romania 4
Russia Russia 1
San Marino San Marino 1
Serbia Serbia 2
Slovacchia Slovacchia 11
Slovenia Slovenia 7
Spagna Spagna 112
Svizzera Svizzera 12
Ucraina Ucraina 1
Ungheria Ungheria 16

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Basilica in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Garzantina della Filosofia, p. 1111
  3. ^ a b Alessandra Menardi, LA PARROCCHIALE È BASILICA in Voci di Cortina, nº 81, 1 febbraio 2011.
  4. ^ Basilica, Enciclopedia Cattolica
  5. ^ a b c d e f Basilicas in the World, GCatholic.org

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno Zevi, Saper Vedere l'Architettura
  • R. Krautheimer, Architettura paleocristiana e bizantina, Einaudi, Torino 1986
  • R. Krautheimer, The Beginnings of Early Christian Architetture, 1939
  • L. Crema, L'architettura romana, Torino 1959
  • J. B. Ward Perkins, Constantine and the Origins of the Christian Basilica, 1954
  • G. Giovannoni, La basilica dei Flavi sul Palatino, Roma 1940

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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