Bannalità

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Il termine Bannalità deriva dall'antica parola germanica "Ban",[1] che indicava "sia il diritto di convocazione sia il diritto di punizione esercitati dai capi dei clan e della tribù",[2] e quindi il potere supremo e legittimo dei capi germanici.

In età medioevale si riferisce al potere dei Signori feudali di imporre monopoli a scapito dei loro censuari. Con la bannalità essi rivendicavano il diritto esclusivo, ad esempio, di fornire, a pagamento, gli animali necessari alla riproduzione delle mandrie, o alla costrizione imposta ai contadini dal Signore, di usare il suo mulino per macinare, cuocere il pane nel suo forno o fare il vino con il suo torchio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Banno.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ciro Manca, Introduzione alla storia dei sistemi economici in Europa, dal feudalesimo al capitalismo - Parte seconda: Il sistema economico feudale, CEDAM.
  • (FR) Eugène Bonnemère, (1813-1893), Histoire des paysans, depuis la fin du moyen âge, BNF.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani
  2. ^ Renato Bordone; Giuseppe Sergi, Dieci secoli di medioevo, Torino, Einaudi, 2009, p. 38.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]