Assedio di Očakov (1788)

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L'assedio di Očakov 1788, di Sučodolskij

Il secondo assedio di Očakov (oggi in Ucraina), spesso ricordato come Assedio di Otchakov[1], fu uno degli eventi più rilevanti della Guerra russo-turca (1787-1792), durante il quale fu posto l'assedio alla città di Očakov nel 1788

Nel 1788 l'esercito russo guidate dal Principe Grigorij Potëmkin e dal Generale Aleksandr Suvorov assediarono la città, controllata dall'esercito ottomano sotto il comando di Hasan Pasha. Nonostante Suvorov insistesse per un attacco immediato a Očakov, Potëmkin circondò con le proprie forze la città, cannoneggiandola e impedendo al nemico di rifornirsi di cibo e munizioni. Pur essendo accusato dai suoi generali di codardia, Potëmkin, evitando lo scontro diretto, riuscì con successo a minimizzare le perdite. Le discussioni relative all'opportunità di un attacco perdurarono nel quartiere generale russo durante tutto l'assedio.

I Turchi effettuarono una lunga serie di incursioni nel tentativo di aprirsi un varco tra le file nemiche: il 27 luglio circa 5.000 giannizzeri attaccarono le posizioni occupate da un contingente cosacco costringendolo al ripiegamento. Suvorov accorse personalmente con i rinforzi e, nonostante fosse stato ferito nello scontro, ricacciò i giannizzeri all'interno di Očakov.

Hassan Pasha sperava che la flotta turca, stanziata a Limans, riuscisse a raggiungerlo con rifornimenti e rinforzi ma dopo la sconfitta di quest'ultima nella battaglia contro la flotta russa dell'Ammiraglio Aleksej Senjavin ogni aiuto via mare apparve impraticabile.

Le condizioni di entrambi gli eserciti iniziarono quindi a peggiorare: le temperature si abbassarono bruscamente e vi era un forte rischio di un'epidemia. Potëmkin capì allora che non era più opportuno temporeggiare: la notte del 17 dicembre i russi attaccarono e presero il palazzo di Hassan Pasha costringendo le guardie di quest'ultimo alla resa. All'incirca 4.000 Turchi furono fatti prigionieri, incluso lo stesso Hassan Pasha, ma la maggior parte della guarnigione cittadina fu massacrata durante gli scontri che si verificarono nelle strade di Očakov.

La vittoria russa fu celebrata in una famosa ode di Gavrijl Deržavin.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Esempio: Christophe Koch, Histoire abrégée des traités de paix, entre les puissances de l'Europe depuis la paix de Westphalie, tomo IV, capitolo LXX, Parigi, 1817.