Art Brut

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Categoria:Storia dell'arte
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Adolf Wölfli, Band-Hain, 1910
Jean Linard Tête d'ange
Weltachse mit Haase, di August Natterer, 1919
Scultura "Kater" di Adam Dario Keel, Rebstein, Suisse

Il concetto di Art brut (in italiano, letteralmente, Arte grezza) è stato inventato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet per indicare le produzioni artistiche realizzate da non professionisti o pensionanti dell'ospedale psichiatrico che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali (autodidatti, psicotici, prigionieri, persone completamente digiune di cultura artistica). Egli intendeva, in tal modo, definire un'arte spontanea, senza pretese culturali e senza alcuna riflessione.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Secondo lui, l'arte grezza deve:

« naître du matériau [...] se nourrir des inscriptions, des tracés instinctifs»
(sorgere dal materiale [...] nutrirsi delle iscrizioni, delle disposizioni istintive). »

Ecco la definizione di Jean Dubuffet: L'arte grezza designa “lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo, contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali, abbia poca o niente parte, in modo che i loro autori traggano tutto (argomenti, scelta dei materiali messa in opera, mezzi di trasposizione, ritmo, modi di scritture, ecc.) dal loro profondo e non stereotipi dell'arte classica o dell'arte di moda„. L'Art Brut, secondo i suoi adulatori, va distinta dall'arte popolare, dall'arte naïf, dai disegni dei bambini.

Ed ancora: “Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici - dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono - sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti„[1].

Il sinonimo inglese di Art Brut è Outsider Art, termine coniato nel 1972 dal critico d'arte inglese Roger Cardinal.
Mentre il termine del Dubuffet è abbastanza specifico, il termine inglese Outsider Art è applicato spesso più largamente, per includere gli autodidatti o i creatori di Arte naïve che non si sono mai istituzionalizzati. Generalmente, quelli identificati come Outsider Art hanno poco o nessun contatto con le istituzioni del mondo tradizionale d'arte; in molti casi, il loro lavoro viene scoperto soltanto dopo la loro morte. Molte opere di Art Brut o Outsider Art illustrano stati mentali estremi, idee non convenzionali, o mondi di fantasia elaborati.

Importanti esponenti dell'Art Brut[modifica | modifica sorgente]

Altri esponenti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lucienne Peiry (ed.), "Collection de l'Art Brut, Lausanne", Skira Flammarion 2012.
  • Roger Cardinal, Outsider Art, Londra, 1972 (in inglese).
  • Marc Decimo, Les Jardins de l'art brut, Les presses du réel, Digione, 2007 (in francese).
  • Jean Dubuffet: L’Art brut préféré aux arts culturels 1949 (in francese).
  • Tarciso Merati opere 1975-1991 - Saggi di Vittorio Sgarbi, Mauro Ceruti, Maria Rita Parsi Ceribelli Editore Bergamo 1993. ISBN 88-86185-01-4
  • L'arte Naive nr. 69 Arte Marginale dicembre 2002 Reggio Emilia
  • Oltre la Ragione - le figure, i maestri, le storie dell'arte irregolare di Bianca Tosatti editrice Skira 2006
  • Greg Bottoms, I Colori dell'Apocalisse - Viaggi nell'outsider art, Odoya, Bologna 2009 ISBN 978-88-6288-026-8
  • Sergio Perini,L'arte disperata di Agosytino Goldani,Marco Serra Tarantola,Brescia,2008 ISBN 978-88-95839-18-9
  • Agalma n°14 - Outsider Culture, Roma, Meltemi, 2007 ISBN 978-88-8353-599-4

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean Dubuffet, Place à l'incivisme
  2. ^ www.adolfwoelfli.ch

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