Apella

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L’Apella (in greco antico Απέλλα) era l'assemblea popolare di Sparta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Apella era composta da tutti i cittadini di Sparta (spartiati) che avessero superato i trent'anni di età. L'apella si riuniva una volta al mese in una località all'aria aperta nella valle dell'Eurota. Si presume che anticamente, o per lo meno prima dell'VIII secolo a.C., l'apella avesse poteri effettivi di iniziativa legislativa. Tali poteri diminuirono progressivamente a favore dei due re, dell'eforato e della gherusia, per cui attorno al V secolo a.C. la sua competenza era ridotta a ratificare per acclamazione le leggi e le deliberazioni prese dalle altre magistrature competenti. Nell'apella non avveniva nessuna discussione: si poteva solo approvare o respingere le deliberazioni altrui (dei due re, degli efori o dei membri della gherusia) in base all'intensità delle urla.

All'apella competeva l'approvazione delle alleanze, la ratifica della dichiarazione di guerra, l'elezione dei funzionari civili (la nomina di cinque efori ogni anno, quella dei membri della gherusia, eletti a vita, e talora la nomina degli armosti). La gherusia aveva diritto di veto sulle deliberazioni dell'apella.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie
  • Vincenzo Costanzi, Le costituzioni di Atene e di Sparta. Bari: Giuseppe Laterza e Figli, 1927
  • Karl-Wilhelm von Welwei, Athen und Sparta. Wiesbaden: F. Steiner, 1974
  • Mario Attilio Levi, Le istituzioni delle polis. In: Peter Levi, Riccardo Giglielmino, Mario Attilio Levi, Giovanni Giorgini, La Grecia e il mondo ellenistico. Milano: Mondadori, 2004, pp. 306-357

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]