Amalgama

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Si definisce amalgama una lega di mercurio con altri metalli[1]. Nel medioevo il mercurio era popolare tra gli alchimisti per la sua capacità di dissolvere gli altri metalli e formare con essi una miscela metallica che indurisce rapidamente, denominata appunto dai latini amàlgama (=con mercurio), oppure dai greci málagma (= impasto tenero)[2]. Troppo poco mercurio (<44%) produce degli amalgami fragili, friabili, non lucidi. Troppo mercurio (>70%) produce amalgami deboli, granulosi, non resistenti[3]. Per questo il materiale usato in odontoiatria, l'amalgama dentale, ha un contenuto di mercurio che va dal 50% (amalgama convenzionale) al 65% (amalgama ad elevato contenuto di rame).

I vari tipi di amalgama prendono il nome dal metallo che è presente in quantità maggiore dopo il mercurio: per esempio l'amalgama d'argento, o amalgama convenzionale (28% di argento), oppure l'amalgama di rame, o amalgama non gamma-2 (18-30% di rame)[4].

Gli amalgami sono ancora utilizzati nell'industria estrattiva dell'oro e nella produzione di idrossido di sodio per via elettrolitica. Un altro utilizzo (anch'esso in declino) è appunto quello in campo dentistico.

Rilascio di mercurio[modifica | modifica wikitesto]

L'amalgama non è completamente inerte, infatti oltre al problema della corrosione, cioè rilascio dei suoi ioni metallici, che dipende dalle condizioni di temperatura, di stress meccanico e galvanico, si verifica anche un rilascio di vapori di mercurio[5]. La tensione di mercurio nell'amalgama dentale convenzionale è decisamente più bassa di quella del mercurio liquido, ma sufficiente comunque per produrre un rilascio a 37 °C di 43.5 μg di vapore di mercurio per centimetro quadrato di superficie al giorno[6]. Lo stato di ossidazione anche influenza la velocità di emissione di vapori di mercurio, ma in ogni caso stiamo parlando di un rilascio che in media è 200.000 volte inferiore a quello che ci sarebbe con il mercurio liquido[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Acerra 1999, p. 134
  2. ^ Silvestroni, p. 233
  3. ^ http://airforcemedicine.afms.mil/idc/groups/public/documents/afms/ctb_108340.pdf
  4. ^ http://books.google.it/books?id=0HuD97BIQdIC&pg=PA129&dq=denti+tossici+gamma+2&hl=it&ei=5kxSTvL-Dajm4QSJwYHXBw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCsQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false
  5. ^ Gocce di mercurio sulle otturazioni in amalgama
  6. ^ Biological and Mercury-free Dentistry - The Doctors' Medical Library, Health and Medical Information
  7. ^ No Job Name

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Silvestroni, Fondamenti di chimica, 10ª ed., CEA, 1996, ISBN 88-408-0998-8.
  • Gmelin, Il Manuale di Chimica Inorganica (Max-Planck-Society, 1961)
  • Roberto Facecchia, Esposizione cronica al mercurio (Nuova italia Ed., 2012)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]