Alinghi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alinghi
Logo
Bandiera dello Yacht Club
Anno fondazione 2000
Paese Svizzera Svizzera
Yacht Club Société nautique de Genève
Armatore Ernesto Bertarelli
Imbarcazioni SUI 59 (test)
SUI 64[1], SUI 75 (2003)
SUI 91, SUI 100[2] (2007)
Alinghi 5 (2010)
Sito ufficiale www.alinghi.com
Sfide
Louis Vuitton Cup 2003
America's Cup 2003(c), 2007(d), 2010(d)
Vittorie
Louis Vuitton Cup 2003
America's Cup 2003(c), 2007(d)
America's Cup.svg
Partecipanti alla Louis Vuitton Cup
Partecipanti all'America's Cup
Edizioni dell'America's Cup
Tutte le voci sull'America's Cup

Alinghi è il team svizzero vincitore delle edizioni 2003 e 2007 della coppa America. Il suo proprietario è l'imprenditore Ernesto Bertarelli, ex-patron della multinazionale farmaceutica Serono. Il nome "Alinghi" deriva da una parola usata da Bertarelli durante l'infanzia quando giocava con la sorella inventando un linguaggio incomprensibile per gli adulti. Il nome è tuttora usato per altre barche di proprietà di Bertarelli, in particolare partecipa ogni anno con una barca alla regata Bol d'Or organizzata sul Lemano dalla Société nautique de Genève.

Le imbarcazioni[modifica | modifica sorgente]

Prua di Alinghi
Ponte di Alinghi

In principio Alinghi aveva acquistato l'imbarcazione "59" dal team elvetico Fast 2000, che aveva partecipato all'edizione del 2000, per fare dei test e paragonare le prestazioni dei nuovi scafi costruiti.

Le imbarcazioni sono state concepite in stretta collaborazione con École polytechnique fédérale de Lausanne (il politecnico di Losanna, in breve EPFL). In particolare, responsabile per la simulazione fluidodinamica e la modellistica matematica è stato l'italiano Alfio Quarteroni dell'EPFL (già docente anche al Politecnico di Milano). La fabbricazione di tutti e 4 gli scafi (SUI 64, SUI 75, SUI 91 e SUI 100) è stata affidata alla Decision SA, impresa situata a Corsier-sur-Vevey nei pressi della cittadina svizzera di Vevey.

Gli scafi SUI 64 e SUI 75 sono stati modificati per essere conformi alle norme 5.0 della Classe America, le due imbarcazioni sono state usate per gli Acts della Louis Vuitton Cup e per testare le nuove imbarcazioni.

I due scafi (SUI 91 e SUI 100) costruiti per la difesa della 32esima America's Cup sono stati trasportati in camion dalla Svizzera fino a Valencia.

Base a Valencia[modifica | modifica sorgente]

Base di Alinghi a Valencia (vista frontale)

La base di Alinghi a Valencia è divisa sostanzialmente in 3 aree: pubblica, pubblica ad accesso limitato e privata. Quest'ultima ovviamente è accessibile solo dai componenti del team in quanto è l'area in cui avviene l'effettivo sviluppo e costruzione dell'imbarcazione e delle vele. La parte pubblica invece comprende una parte liberamente accessibile al piano terra divisa a sua volta in una sezione espositiva in cui vengono presentate al pubblico alcune delle tecnologie utilizzate a bordo, mediante filmati e simulazioni grafiche.

Prua di Alinghi (fotografata al porto di Valencia)

Un piccolo simulatore con 2 sezioni di scafo e un monitor al plasma offrono una simulazione molto semplificata ma suggestiva di come avviene un match race; si tratta in tutto e per tutto di un videogioco utilizzabile liberamente da parte dei visitatori.

Dall'area espositiva poi si passa ad una piccola sala cinema con un enorme schermo concavo su cui viene proiettato a ciclo continuo un filmato di 4 minuti di Alinghi in mare con inquadrature che alternano visioni aeree e riprese a bordo. La dimensione dello schermo, i suoni ad alto volume e surround, uniti a ventole che generano vento artificiale e spruzzi d'acqua, rendono molto realistico il filmato, e il visitatore si sente realmente a bordo dell'imbarcazione.

Base di Alinghi a Valencia (vista dal mare). In primo piano è visibile anche il simulatore per il pubblico

Infine all'uscita del cinema, si trova il negozio di merchandising. L'ultima area, quella pubblica ma ad accesso limitato, richiede uno speciale invito per poter essere visitata, e di conseguenza pochi spettatori sono in grado di accedervi.

All'esterno della base, ormeggiato al molo a lato del negozio, è presente un altro simulatore utilizzabile dal pubblico insieme ad un istruttore (vedi foto a destra). In questo caso non è più un videogioco ma un vero scafo di Alinghi adattato con tiranti e altoparlanti che emettono suoni che simula una regata. I partecipanti salgono a bordo e sotto la guida dell'istruttore manovrano gli winch per simulare le regolazioni sulle vele. A seconda delle regolazioni lo scafo si inclina ed emette dei suoni cercando di trasmettere le emozioni che si proverebbero in mare aperto.

Alinghi: un successo in parte italiano[modifica | modifica sorgente]

Una delle chiavi del successo di Alinghi in entrambe le edizioni della Coppa America a cui ha partecipato è dovuto al lavoro di sviluppo svolto presso il Politecnico di Losanna (il già citato EPFL) in cui hanno lavorato anche alcuni ricercatori italiani. Tra questi, si può citare il prof. Alfio Quarteroni, docente di Analisi numerica e direttore scientifico del "Laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico del Politecnico di Milano" (MOX) e docente di "Modelling and Scientific Computing" proprio presso l'EPFL. Il team diretto da Quarteroni ha avuto il ruolo di applicare i modelli matematici per trovare la configurazione ottimale della barca, ovvero di tutti gli elementi che la compongono: lo scafo, la chiglia, il bulbo, le alette, il timone, l'albero e poi le vele.

Tra i ricercatori più attivi nel progetto della barca vi sono anche due stretti collaboratori del prof. Quarteroni, Davide Detomi e Nicola Parolini, laureati in Ingegneria aerospaziale proprio al Politecnico di Milano, che hanno sviluppato nuovi modelli matematici che hanno consentito di migliorare la configurazione dei diversi elementi della barca con molta più precisione e, conseguentemente, di migliorare nettamente la performance. In particolare Detomi si è concentrato sulla simulazione e progettazione delle vele, mentre Parolini sulla forma dello scafo e, soprattutto del bulbo.

I progressi tecnici compiuti dal team nei 4 anni che sono passati tra le due edizioni della Coppa America sono notevoli: se per l'edizione del debutto di Alinghi, si era riusciti a simulare al computer circa 100 imbarcazioni di forma diversa usando circa 30 milioni di equazioni, per la nuova edizione del 2007 sono state simulate oltre 400 configurazioni, prima di costruire la barca migliore, risolvendo oltre 135 milioni di incognite. Tali simulazioni hanno permesso di quantificare le resistenze che la barca incontra, e come conseguenza di capire come trovare le forme migliori che minimizzano tali resistenze, aumentando pertanto la velocità della barca stessa. A questo si è aggiunta la nuova capacità di simulare la dinamica della deformazione delle vele sotto l'azione del vento.

Ma l'utilizzo del computer non è stato determinante solo per la fase di progettazione e messa a punto dell'imbarcazione: alcuni matematici, colleghi di Quarteroni, hanno approntato anche dei modelli di strategia per decidere matematicamente come e quando virare nella fase di bolina.

America's Cup 2003[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi America's Cup 2003.

La squadra[modifica | modifica sorgente]

Bertarelli ha ingaggiato lo skipper neozelandese Russell Coutts, vincitore delle due precedenti edizioni della coppa America (1995 e 2000) con un'imbarcazione neozelandese. Coutts ha condotto nel team elvetico diversi navigatori neozelandesi, ciò che ha provocato una violenta reazione patriottica in nuova Zelanda durante le competizioni.

Competizioni[modifica | modifica sorgente]

L'imbarcazione non ha avuto troppi problemi ad aggiudicarsi la Coppa Louis Vuitton. Questo successo le ha permesso in seguito di affrontare il detentore della coppa America, ossia il Team New Zealand. La sfida è stata vinta dal team elvetico con un chiaro 5 a 0.

America's Cup 2007[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi America's Cup 2007.

Essendo il detentore del titolo, Alinghi ha dovuto determinare in quale luogo svolgere la successiva edizione della competizione. Essendo la Svizzera un paese privo di sbocchi sul mare, la scelta è stata effettuata tra un gruppo di città candidate estere tra cui Marsiglia, Palma di Maiorca, Lisbona, Napoli, e Valencia. Quest'ultima si è infine aggiudicata la possibilità di ospitare la competizione.

Nel luglio 2004, in seguito a molteplici divergenze di opinioni, il proprietario Ernesto Bertarelli ha congedato lo skipper Russell Coutts. La collaborazione con École polytechnique fédérale de Lausanne è stata per contro confermata fino al 2007.

Durante i mesi invernali tra il 2006 e il 2007, l'intero team si è trasferito a Dubai per continuare i test sul nuovo scafo e le vele; sembra infatti che le condizioni di mare e vento a Dubai durante i mesi invernali siano molto simili a quelle presenti a Valencia durante l'estate.

Finale[modifica | modifica sorgente]

SUI 100 e NZL 92

La trentaduesima edizione della Coppa America si è svolta a partire dal 23 giugno e ha visto scontrarsi il defender Alinghi e il challenger Emirates Team New Zealand, vincitore della Louis Vuitton Cup 2007 grazie alla vittoria in finale sull'imbarcazione italiana Luna Rossa Challenge con un secco 5-0. La vittoria della Coppa delle 100 ghinee spetta nuovamente all'imbarcazione svizzera, che si è imposta per 5 regate a 2. L'ultimo incontro si è deciso il 3 luglio 2007, con Alinghi che taglia il traguardo con appena 1" su New Zealand (che ha dovuto anche scontare una penalità).

Alinghi, come annunciato il 20 giugno, ha iscritto SUI 100 per la finale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Finale dell'America's Cup 2007.

Commenti[modifica | modifica sorgente]

Hanno detto di Alinghi dopo la vittoria:

« La squadra Alinghi incarna una Svizzera moderna e multiculturale che apre le strade del futuro. E che non teme nello sport, nella ricerca e nell'economia i venti della rude concorrenza mondiale. Noi Svizzere e Svizzeri sappiamo trovare la nostra via non solo nelle montagne, ma anche su oceani lontani »
(Micheline Calmy-Rey, Presidente della Confederazione)
« I membri dell'equipaggio hanno condotto delle regate ottime e non sono mai stati così abili. Sono molto fiero di loro, ma Alinghi è stata migliore. »
(Grant Dalton, direttore del Team New Zealand)
« Hanno navigato bene, come sanno fare e ci hanno battuti con lealtà »
(Grant Dalton, direttore del Team New Zealand)

America's Cup 2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi America's Cup 2010.

Lo Yacht Club di Alinghi, la Société nautique de Genève, è stato coinvolto in una lunga battaglia legale contro il Golden Gate Yacht Club di San Francisco, promotore del sindacato BMW Oracle Racing, avente come oggetto l'organizzazione della nuova edizione dell'America's Cup. Alla fine, il trofeo venne messo in palio, ancora nelle acque di Valencia, in una sfida a due su multiscafi seguendo le antiche regole del Deed of Gift; per l'occasione, Alinghi varò l'8 luglio 2009 un catamarano di 90 piedi denominato Alinghi 5. Malgrado un budget di oltre 100 milioni di euro e 100 000 ore di lavoro, finalizzati alla progettazione, costruzione e sviluppo dell'imbarcazione, il trimarano presentato dallo sfidante ha largamente prevalso nelle due sole regate della competizione, svoltesi il 12 e 14 febbraio 2010, grazie a cui gli americani si sono aggiudicati la Coppa.

Il futuro del sindacato[modifica | modifica sorgente]

Dopo la pesantissima sconfitta subita e la perdita dell'America's Cup, non sono ancora chiari gli intendimenti della Société nautique de Genève e soprattutto di Ernesto Bertarelli riguardo alla partecipazione alla prossima edizione della manifestazione, stavolta di nuovo come sfidante; nel frattempo, comunque, il sindacato ha preso parte nel gennaio-febbraio 2009 alle Louis Vuitton Pacific Series, perdendo la finale con New Zealand, e non è esclusa una futura partecipazione a qualcuno degli eventi del Louis Vuitton Trophy previsti nell'arco del 2010-2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scafo che ha vinto la Louis Vuitton Cup 2003 e la 31esima America's Cup
  2. ^ Scafo che ha difeso e vinto la 32esima America's Cup

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]