Alexander Keewatin Dewdney

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Alexander Keewatin Dewdney (London, 5 agosto 1941) è un matematico, informatico e filosofo canadese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto diversi libri sul futuro e sulle implicazioni dell'informatica moderna, oltre ad aver pubblicato il romanzo The Planiverse (Il Planiverso. Il computer e un mondo bidimensionale)[1].

Dewdney vive a London (Ontario, Canada), dove ricopre la carica di Professore Emerito alla University of Western Ontario. Figlio dell'artista canadese Selwyn Dewdney e fratello del poeta e scrittore Christopher Dewdney, è musulmano praticante da 35 anni[2].

In gioventù, sotto lo pseudonimo "Keewatin Dewdney", girò diverse pellicole sperimentali, fra cui Malanga (film sul poeta Gerard Malanga), Four girls, Scissors ed il suo lavoro più ambizioso, il pre-strutturalista Maltese Cross Movement.

Informazioni sulle attività da cineasta di Dewdney sono reperibili in The Exploding Eye[3], di Wheeler Winston Dixon, una storia della cinematografia sperimentale negli anni '60.

Dewdney è succeduto a Martin Gardner e Douglas Hofstadter come autore della colonna di matematica ricreativa su Scientific American's (dal 1984 al 1993), da lui inizialmente ribattezzata Computer Recreations e successivamente Mathematical Recreations. Gli articoli sono stati raccolti in tre libri e spaziano tra svariati argomenti, quali i virus informatici, i giochi Core Wars, Alak e Tinkertoy, automi cellulari quali il Gioco della vita e Wator, il rumore browniano e lo Spaghetti sort.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, Dewdney pubblicò alcune teorie relative a tali eventi, affermando che le chiamate effettuate dagli aerei furono contraffatte e che l'aereo che colpì il Pentagono non era in realtà il volo 77. Nel 2003, egli rese disponibile sul suo sito web Physics911 un articolo di Germar Rudolf, un negazionista dell'Olocausto, sull'impossibilità delle chiamate effettuate l'11 settembre. Alcuni membri del Movimento per la verità sull'11 settembre non sono d'accordo con le affermazioni secondo cui un Boeing non avrebbe potuto colpire il Pentagono e le chiamate sarebbero state contraffatte, e hanno scritto saggi per confutarle.[4][5][6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • The Planiverse: Computer Contact with a Two-Dimensional World (1984). ISBN 0-387-98916-1.
  • The Armchair Universe: An Exploration of Computer Worlds (1988). ISBN 0-7167-1939-8. (collection of "Mathematical Recreations" columns)
  • The Magic Machine: A Handbook of Computer Sorcery (1990). ISBN 0-7167-2144-9. (collection of "Mathematical Recreations" columns)
  • The New Turing Omnibus: Sixty-Six Excursions in Computer Science (1993). ISBN 0-8050-7166-0.
  • The Tinkertoy Computer and Other Machinations (1993). ISBN 0-7167-2491-X. (collection of "Mathematical Recreations" columns)
  • Introductory Computer Science: Bits of Theory, Bytes of Practice (1996). ISBN 0-7167-8286-3.
  • 200% of Nothing: An Eye Opening Tour Through the Twists and Turns of Math Abuse and Innumeracy (1996). ISBN 0-471-14574-2.
  • Yes, We Have No Neutrons: An Eye-Opening Tour through the Twists and Turns of Bad Science (1997). ISBN 0-471-29586-8.
  • Hungry Hollow: The Story of a Natural Place (1998). ISBN 0-387-98415-1.
  • A Mathematical Mystery Tour: Discovering the Truth and Beauty of the Cosmos (2001). ISBN 0-471-40734-8.
  • Beyond Reason: Eight Great Problems that Reveal the Limits of Science (2004). ISBN 0-471-01398-6.

Opere tradotte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alexander Dewdney, Il Planiverso. Il computer e un mondo bidimensionale, Bollati-Boringhieri, 2003, ISBN 978-8833914466.
  2. ^ Cell Phone Experiments in Airliners, Germar Rudolf, luglio 2003
  3. ^ The Exploding Eye: A Re-Visionary History of 1960s American Experimental Cinema. State University of New York Press, 1997. ISBN 978-0791435663.
  4. ^ Phone Calls: Alleged Oddities of Phone Calls from Doomed Flights
  5. ^ ERROR: 'The Wings of a 757 Should Have Been Visible Outside the Pentagon'
  6. ^ Critique of David Ray Griffin’s 9/11 Fake Calls Theory by Erik Larson

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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