Alexander Cozens

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Alexander Cozens (San Pietroburgo, 1717Londra, 1786) è stato un pittore inglese, noto anche come disegnatore e acquerellista.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alexander Cozens, secondo alcune fonti leggendarie, sarebbe il figlio naturale di Pietro il Grande e di Mary Davenport, originaria di Deptford, mentre in realtà fu figlio di Richard Cozens (1674-1735), che lavorò per conto di Pietro il Grande.[1]

Alexander Cozens fu mandato in Italia a studiare arte, e successivamente, dal 1746, si stabilì in Inghilterra. Dal 1760 fu uno dei promotori di esposizioni pubbliche di opere di artisti, realizzate nelle sale della Royal Society of Arts. L'esibizione veniva organizzata da un gruppo di artisti, suddivisi in due società: i Free Society e gli Incorporated Society of Artists. Cozens contribuì allo sviluppo di entrambe le società.

Nel 1761 ottenne il premio indetto dalla Society of Arts all'esposizione di Strand, e negli anni seguenti si esibì anche all'Accademia Reale.[2]

Grazie alla sua predisposizione all'insegnamento, lavorò al college di Eton dal 1763 al 1768, e diede lezioni anche a Giorgio III del Regno Unito e ad altri esponenti della aristocrazia britannica.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Si impegnò al disegno elegante, nel pieno rispetto del gusto del suo tempo. Nei suo trattati insistette sull'uso della seppia e dell'inchiostro per abbozzare disegni di immaginazione da trasferire in un secondo tempo in pittura. Divenne celebre la sua tecnica detta a 'macchia'.

Nel 1778 pubblicò Principles of Beauty relative to the Human Head, oltre a The various Species of Composition in Nature, e The Shape, Skeleton, and Foliage of Thirty-two Species of Trees.

Nel 1785 pubblicò un manuale tecnico intitolato A New Method of Assisting the Invention in Drawing Original Compositions of Landscape". [3][4]

Anche il figlio, John Robert studiò in Italia e divenne un noto acquerellista evocatore di campagne romane, frutto di mescolanze di elementi storici a gusti pastorali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean-Claude Lebensztejn's L'art de la tache: Introduction a la Nouvelle methode d'Alexander Cozens, Parigi, 1990, p. 31
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.488
  3. ^ cite web url =http://www.oxforddnb.com/templates/olddnb.jsp?articleid=6546
  4. ^ A transcription of Cozens's New Method is available in Adolph Paul Oppé, Alexander and John Robert Cozens, Cambridge, Mass., 1954, 165-87; in Joshua C. Taylor, ed., Nineteenth-Century Theories of Art, Berkeley/Los Angeles/London, 1987, 63-71; and in Jean-Claude Lebensztejn's L'art de la tache: Introduction a la Nouvelle methode d'Alexander Cozens, Paris, 1990, 467-84 and plates.

Charles A. Cramer - Alexander Cozen's 'New Method': the blot and general nature - painter <http://findarticles.com/p/articles/mi_m0422/is_n1_v79/ai_20824298/print?tag=artBody;col1> Controllo di autorità VIAF: 49196261

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