Alberico Crescitelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sant'Alberico Crescitelli

Sacerdote e martire

Nascita 30 giugno 1863
Morte 21 luglio 1900
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1951
Canonizzazione 2000
Ricorrenza 21 luglio

Alberico Crescitelli, in lingua cinese 郭锡德 (Guo Xi-de) (Altavilla Irpina, 30 giugno 1863Yentsepien, 21 luglio 1900), fu un sacerdote italiano appartenente al Pontificio seminario romano dei santi apostoli Pietro e Paolo per le missioni estere (seminario poi unito nel 1926 all'Istituto di Milano per le missioni estere, diventando il Pontificio istituto missioni estere), che morì martire in Cina durante la rivolta dei Boxer; fu proclamato santo il 1º ottobre 2000.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia profondamente devota, Alberico Crescitelli entrò nel Pontificio seminario romano dei santi apostoli Pietro e Paolo per le missioni estere nel 1880 e venne ordinato sacerdote il 4 giugno 1887. L'anno successivo venne inviato in Cina ed iniziò a lavorare nella parte meridionale della provincia di Shanxi.

Sull'appartenenza dei suoi assassini al movimento dei Boxer non esiste una versione unanime, dato che, secondo alcuni commentatori, il movimento dei Boxer non giunse mai fino alla provincia di Shanxi.

Comunque la morte riservatagli fu orribile:

« Umanamente parlando, la sua morte fu orribile, forse una delle più atroci registrate dalla storia. Nulla gli fu risparmiato, né la crudeltà dei tormenti, né la durata di essi, le più barbariche umiliazioni, né la sofferenza del cuore, né l'ipocrita tradimento dei falsi amici, né le urla ostili e minacciose dei suoi aguzzini, né l'oscurità del sentirsi abbandonato. »
(dal discorso di papa Pio XII in occasione della beatificazione di Alberico Crescitelli)

I processi di beatificazione e canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

I suoi confratelli, che lo conoscevano da molti anni, iniziarono la sua causa di beatificazione già fin dal 1908 ed i testimoni citati furono unanimi nel proclamare la santità della sua vita.

Egli fu dichiarato beato nella Basilica di San Pietro in Vaticano il 18 febbraio 1951 da papa Pio XII. Il suo discorso in quell'occasione fu particolarmente memorabile.

Papa Giovanni Paolo II lo ricomprese nell'elenco dei 120 Santi Martiri in Cina canonizzati in Piazza San Pietro il 1º ottobre 2000.

La sua canonizzazione sollevò le proteste dell'Associazione patriottica cattolica cinese, l'associazione filo-governativa che raggruppa i fedeli proclamantisi cattolici ma legati al regime, per bocca del loro vescovo Fu Tieshan, e lo stesso Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese si espresse duramente contro tale avvenimento, sostenendo che le persone canonizzate in quell'occasione si erano macchiate di gravi crimini contro il popolo cinese,[1] mentre il Centro Studi della chiesa cattolica del Santo Spirito in Hong Kong definì queste accuse contro i neo-canonizzati prive di qualsiasi fondamento.[2]

La memoria liturgica di sant'Alberico Crescitelli cade il 21 luglio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christopher Bodeen, China says Vatican's newest saints were sinners, rapists, Associated Press, 1 October 2000 [1]
  2. ^ [2]Father Alberico Crescitelli a martyr to incredible and unproven accusations

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sant'Alberico Cresciteli in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.