Addio al re

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Addio al re
Titolo originale Farewell to the King
Paese di produzione USA
Anno 1989
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere drammatico, guerra
Regia John Milius
Soggetto Pierre Schoendoerffer
Fotografia Deam Semler
Montaggio Anne V. Coates; Carroll Timothy O'Meara
Musiche Basil Poledouris
Scenografia Bernard Hides
Interpreti e personaggi

Addio al re, il cui titolo originale è Farewell to the King, è un film drammatico del 1989, girato da John Milius per la Orion Pictures, tratto dall'omonimo romanzo di Pierre Schoendoerffer.

Ambientato alla fine della Seconda guerra mondiale, racconta della lotta che gli indigeni capeggiati da un eccentrico americano e armati dagli Alleati ingaggiarono contro le truppe giapponesi di stanza sull'isola di Borneo. La storia di Learoid, che presenta una stretta anologia con L'uomo che volle farsi re di Kipling (già portato sullo schermo da John Huston) è quella di un uomo libero, che cerca di mantenersi al di fuori di avvenimenti più grandi di lui e a cui non potrà sfuggire nemmeno in quell'angolo remoto del mondo. Girato in Malesia, con il sostegno della Camel adventures, è un'avventura esotica con un'ottima fotografia e una suggestiva colonna sonora di cui Basil Poulidoris è l'autore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La voce fuori campo di un uomo narra una storia accaduta tanto tempo fa, che è giunta l'ora di poter raccontare perché oramai il vento ha spazzato il fetore dei cadaveri. Parla della missione segreta che venne organizzata sul Borneo dai servizi segreti inglesi, per prendere contatto con gli indigeni aizzandoli alla rivolta contro gli occupatori giapponesi, in previsione di una prossima invasione dal mare degli Alleati. Era il 1944.

Lui è il capitano Fairbourne e ha un colossale aiutante, il sergente Tenga, un kikuyo dei Fucilieri Reali. Atterrati ruvidamente in mezzo alla foresta, si imbattono in uno strano indigeno che parla l'inglese, Gway, che si dichiara addirittura un Comanche. Li porta al suo villaggio, ma durante nella notte si ritrovano legati dagli indigeni e portati al cospetto del loro Re. Con sorpresa notano che si tratta di un bianco, con una leonina capigliatura bionda e lo sguardo di ghiaccio. Egli li guarda con disprezzo e non pare volere dare loro ascolto, ma dopo un giorno, li convoca per raccontargli la sua storia: scappato assieme ad altri disertori dalle Filippine, dopo che il generale Douglas MacArthur era fuggito, arrivarono a ridosso di una spiaggia, ma alte onde travolsero la barca, ed uno di loro morì prima di arrivare a terra; il Re, Learoyd, avvertì i suoi compagni che nelle case del villaggio c'erano ora i soldati giapponesi, loro non lo ascoltarono (o semplicemente vollero arrendersi) e vennero catturati. Learoyd vide terrorizzato i suoi commilitoni costretti a scavare le loro stesse fosse, prima di venire fucilati. Learoyd cercò di nascondersi alla caccia mortale dei soldati giapponesi. Aveva una pistola e si imbatté nel Colonnello, un misterioso ufficiale giapponese su di un cavallo bianco. Era nella condizione di sparargli, ma non osò. Si inoltrò nella foresta, tanto densa che non poteva nemmeno respirare. Non riuscendo a cacciare non aveva nessuna risorsa. Alla fine, 'qualcuno trovò lui'. Era la tribù delle lunghe capanne, che abitava sulle rive di un vicino fiume in enormi case di legno. Erano di religione animista e cacciatori di teste. Learoyd rischiava di morire. Lyam il magnifico voleva venderne la testa per calmare i giapponesi, che rendevano la vita difficile agli indigeni delle terre interne, controllando le coste e quindi gli scambi del sale. Ma le donne non volevano, poiché associavano al mare ed al sale i suoi occhi azzurri. E il sale, per il loro popolo, era 'la vita'. Inoltre il tatuaggio di un dragone, che Learoyd si fece fare una sera da ubriaco in un porto orientale, aiutò a considerarlo una creatura speciale. Ancora più importante, la sorella di Gway, Yoo, si prese cura di Learoyd e lo aiutò a ristabilirsi e ad imparare la lingua locale. Una sera Lyam il magnifico venne pubblicamente contraddetto da Learoyd e si decise di risolvere la questione con un duello. Learoyd vinse dopo un accanito combattimento. Lo zio di Gway morì poco tempo dopo, e nella grande adunata pubblica che ne seguì egli ne approfittò per fare un grande discorso. La popolazione acclamò Learoyd come il nuovo Re. In poco tempo era così riuscito a passare da merce di scambio con i giapponesi a Re del popolo del fiume.

Fairbourne non rinuncia alla sua missione, quella di convincere gli indigeni ad attaccare i giapponesi. Comunica con la radio ai suoi superiori descrivendogli del Re, ma ha trasmesso per troppo tempo e i giapponesi se ne accorgono. Il giorno dopo bombardano il villaggio, non facendo molto danno, ma allarmando Learoyd, a cui Fairburne cerca di far ammettere l'impossibilità di sfuggire alla Storia ma il re gli risponde infuriato: Il mondo è così pieno di merda che prima o poi finisci per pestarla, e questo lei la chiama Storia? Alla fine ammette che ha bisogno di allearsi con gli inglesi per potere resistere alla guerra che presto si sarebbe scatenata, ma con qualche condizione. Vuole 'fucili' per non farsi togliere la libertà, 'e granate e bombe' così non gli toglieranno i fucili. Arrivano armi e altri soldati delle truppe speciali, stavolta americani per istruire i 'selvaggi' all'uso delle armi moderne.

Durante una delle missioni Fairbourne viene quasi catturato dai giapponesi, solo il coraggio di Learoyd lo salva dalla cattura. Nel mentre, venne iniziato lo sbarco alleato sulle coste. Fairbourne viene rimpatriato momentaneamente per curarsi dalla debolezza data dalla malaria, che aveva contratto dopo il suo arrivo. Cercherà anche di accordarsi che gli Alleati non interferiranno con l'indipendenza del suo piccolo regno.

Tornato al suo quartier generale viene redarguito di non restare troppo affascinato da Laroyd e il suo regno. Tra i complimenti per la missione viene avvertito dal suo superiore, Ferguson (James Fox), che se non vuole restare tagliato fuori dagli altri, prima o poi sarà costretto a tradire la fiducia del popolo e del Re a cui ha dedicato molte parole entusiaste.

I due vanno addirittura da Mc Arthur che firma in qualità di comandante in capo l'accordo con il popolo di Learoyd. Mc Arthur si dimostra ironico ma apparentemente disponibile, e dice la Storia è fatta da uomini fuori dell'ordinario. Qualcuno di loro diventa re, mentre la maggior parte lascia la stessa traccia di una pietra lanciata nel mare. Ferguson frena l'entusiasmo per l'accordo sottoscritto da Fairbourne prevedendo che non sarebbe tale accordo non sarebbe mai stato rispettato. Tornano a Borneo ora che la fine della guerra si approssima (Hitler si è già suicidato) e trovano al villaggio i profughi della rivolta che i giapponesi hanno represso nel sangue. Learoyd è contento del trattato. Fairbourne lo avverte che è solo un trattato di carta, ma il Re è entusiasta, perché lo ha fatto per lui, qualunque cosa succederà in futuro. Il giorno dopo lo porta a vedere una vallata in cui vivono delle tribù ancora più arcaiche, che non conoscono nemmeno il concetto di proprietà. È la 'valle dei bambini', da cui si accede tramite il Passo delle Nubi. Da cui si può controllare l'interno del Borneo, e che il Re vuole difendere minando la grotta che ne costituisce l'unico accesso.

Con i monsoni occidentali inizia la battaglia contro i giapponesi: L'agonia dei giapponesi era triste come una grande nave..gente che si trascinava nelle tenebre, nel fango, mangiando erbacce, mangiandosi tra di loro. Per me, per noi, quello fu il periodo più felice della nostra vita. Che Dio ci perdoni. La battaglia iniziò massacrando i reparti di giapponesi, già sbandati.

Un pericolo più grave era la colonna del Colonnello fantasma (quello che ha un cavallo bianco). È veloce, ben armata e ben pasciuta, non fa prigionieri. Il Re va ad affrontarla con Fairbourne, Tenga e gli altri. Trovano un villaggio della zona totalmente distrutto. Degli abitanti restano solo le ossa, e si scopre così che pur di sopravvivere questa unità giapponese mangia i cadaveri di chi uccide. Sconvolto, Fairbourne dice che loro non faranno prigionieri contro questa colonna. Ma lo scontro notturno che ne segue è terribile per entrambi i contendenti e il grosso della colonna giapponese passa, raggiunge il passaggio della Valle dei Bambini e poi il villaggio di Learoyd. Il tentativo di far saltare la caverna prima che questo accada non arriva a buon fine perché i giapponesi sono arrivati prima e lasciano una retroguardia a presidiarla, mentre il grosso si dirige al villaggio. Qui fanno una strage, uccidendo anche la moglie del Re (che pure si batte armi in mano) e i suoi figli.

La vendetta non tarderà ad arrivare, sorprendendo i giapponesi vicini ad una cascata. È la mattina del 6 agosto 1945 e sembra che davvero la guerra sia finita. Learoyd ha apparentemente vinto ma ha perso tutta la sua famiglia, la sua gente, cadendo in una disperazione senza fine. Il Colonnello continua a scappare e a combattere indomito. Subito dopo questo massacro, mentre sente per radio la notizia del bombardamento di Hiroshima, Fairbourne viene colpito da un soldato giapponese con una baionetta e, gravemente ferito, viene riportato alla base alleata. Più tardi viene a sapere che anche il Colonnello si è arreso a Learoyd, depositando la spada da samurai ai suoi piedi.

Learoyd nel frattempo si è ritrovato in conflitto anche con gli Alleati, che ovviamente non hanno rispettato alcun accordo e non lo riconoscono come Re. Fairbourne convince gli Alleati a non usare l'artiglieria contro i ribelli, ma a spegnere la rivolta tagliando i rifornimenti di sale, così lui e i suoi guerrieri scendono lungo il fiume e si consegnano ad un reparto di australiani. I soldati non lo rispettano, ma lo seviziano e torturano.

Tra gli uomini arresisi con Learoyd c'è anche il Colonnello Mitamura, il capo della colonna fantasma, che aveva imbastito con loro una estemporanea alleanza contro gli Australiani. Egli è attualmente detenuto alla base, di lì a poco verrà impiccato per crimini di guerra. Fairbourne lo va a trovare per conoscerlo di persona e per chiedergli il perché di tanti eccidi. Il Colonnello, sereno e soddisfatto del suo ultimo pasto gli dice calmo che era suo dovere restare vivo e combattere. 'Tutti siamo sprofondati nell'orrore della guerra'. Si è unito a Learoyd perché è venuto da lui disarmato, a braccia aperte, come solo un Re poteva fare. Infine il colonnello risponde a Fairburne sul cannibalismo e i massacri: le dirò una cosa: non è la sete di sangue a rendere gli uomini simili a animali, ma è la fame di pane, o di riso.

Learoyd viene trasportato verso gli USA, dove verrà processato per diserzione. Fairburne è sulla stessa nave, disposto a seguire il processo. Ma ad un certo punto, nello stretto di Mindanao, questa si incaglia sulla barriera corallina e comincia ad affondare. Nella confusione del momento nessuno fa caso a Learoyd, ancora chiuso in una cella, ma Fairbourne va a liberarlo. Ma perché lo fa? gli chiede Learoyd Per il Re! gli risponde Fairburne. Learoyd si butta in mare e raggiunge la costa, pronto ancora una volta a scappare per rifarsi una vita. Quella è l'ultima volta che Fairburne lo vede, mentre raggiunge a nuoto la costa.

Sarebbe restato per sempre là, da uomo libero. Addio, mio Re, addio. Con questa frase la voce fuoricampo di Fairburne chiude la narrazione.

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