Acquedotto Mediceo (Pisa)
L'Acquedotto Mediceo è un antico acquedotto attivo tra il XVII e il XX secolo che attraversa la provincia di Pisa.
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[modifica] Storia
Fu fatto costruire su iniziativa del granduca Ferdinando I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanobi di Pagno tra il 1588 e il 1592. Nel 1594, in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici.
Per il finanziamento dell'opera vennero usati i proventi dalla tassa del sale e fu messo in vendita il legno dei pini abbattuti.
Nel 1632 vennero fatte alcune opere di restauro come i contrafforti per rendere più stabili i pilastri, la pulizia delle canalette, la riparazione degli schianti e alcuni archi ricostruiti più alti per migliorare la pendenza.
Fu attivo per circa tre secoli, fino al XX secolo, quando la quantità dell'acqua non era più sufficiente a soddisfare le esigenze della città sempre più in crescita.[1]
[modifica] Descrizione
L'acquedotto parte dal bottino di San Rocco nella Valle delle Fonti, presso Asciano, e lungo un percorso di circa 6 chilometri arriva fino alle mura di Pisa in Piazza delle Gondole. L'acqua trasportata dall'acquedotto veniva poi incanalata in condutture sotterranee per alimentare le varie fontane presenti in città.
È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia.[1]
[modifica] Conservazione
Attualmente lo stato di conservazione dell'acquedotto in tutto il suo tracciato è vario ma mediamente scarso. In dettaglio molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a sé stesse, senza alcun intervento fine ad assicurarne la conservazione nel tempo o addirittura da comprometterne la stabilità statica in alcuni punti. Molti archi hanno infatti una pendenza che arriva a 12°[2] e presentano vistose crepe.[3]
In vari punti dove l'acquedotto è crollato o artificialmente interrotto per questioni di viabilità, presenta mozziconi in evidente stato precario uniti da mezzane interrotte. Anche i diaframmi in muratura costruiti per mantenere la stabilità statica in alcuni punti sono attualmente dissociati dagli archi di alcuni centimetri.[4]
L'unico restauro degno di nota è quello effettuato dall'Istituto Tecnico Industriale "Leonardo da Vinci" di Pisa presso il casello idraulico di via Battelli all'interno del progetto "La Scuola Adotta un Monumento".[5]
A seguito della nuova tangenziale nord-est di Pisa in fase di approvazione[6], l'acquedotto verrà attraversato tramite un sottopasso dalla nuova arteria che a detta di WWF, Legambiente ed altre associazioni di cittadini, ne minerà ulteriormente la stabilità[7] e oltre al fatto che non sembra apportare reali benefici alla circolazione locale, muterà in negativo il paesaggio circostante divenendo pretesto per nuove edificazioni.[8]
[modifica] Note
- ^ a b Storia dell'acquedotto. URL consultato in data 27 aprile 2010.
- ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Inclinazione. URL consultato in data 27 aprile 2010.
- ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Crepe e Cedimenti. URL consultato in data 27 aprile 2010.
- ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Mozziconi di arco. URL consultato in data 27 aprile 2010.
- ^ YouTube - Restauro di una parte dell'Acquedotto Mediceo di Pisa.mov. URL consultato in data 27 aprile 2010.
- ^ Cinzia Colosimo. Tangenziale nord-est: presentato il progetto preliminare. Pisa Notizie. URL consultato in data 11 novembre 2010.
- ^ Tangenziale nord-est di Pisa. Il solito scempio alla faccia dei progetti di conservazione dell'acquedotto mediceo. WWF Pisa. URL consultato in data 11 novembre 2010.
- ^ "Salviamo l’acquedotto mediceo dalla nuova tangenziale nord-est". La Nazione. URL consultato in data 29 novembre 2010.
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