Abbazia di San Michele di Cuxa

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Coordinate: 42°33′N 2°17′E / 42.55°N 2.283333°E42.55; 2.283333

Abbazia di San Michele di Cuxa.
L'entrata dell'abbazia di Cuxa.
L'interno della chiesa principale.

L'abbazia di Saint-Michel di Cuxa (scritto anche Cuixà, dal nome catalano Sant Miquel de Cuixà ; si pronuncia Cuscià) è un monastero benedettino situato ai piedi del Canigou, nel comune di Codalet nei Pirenei Orientali.

Fondazione e apogeo dell'abbazia[modifica | modifica sorgente]

L'abbazia di Cuxa venne fondata in seguito alla distruzione, avvenuta nell'878, dell'abbazia di Sant'Andrea d'Eixalada a seguito di un'alluvione. Questa abbazia era stata costruita attorno all'840 ed era posta più a monte nella valle del Têt, presso le sorgenti calde conosciute già in epoca romana. I monaci scelsero di trasferirsi a Cuxa, dove si trovava una chiesa dedicata a san Germano, di proprietà del sacerdote Protasio (Protasius), che si era aggregato assieme a dei compagni alla comunità benedettina. Protasio ne divenne abate nell'879.

Nella sua nuova collocazione, l'abbazia continuò a beneficiare della protezione dei conti di Cerdagna, stato feudale che ai tempi era retto dal conte di Barcellona Goffredo il Villoso (Wifredus Pillosus). Attorno al 940, una nuova chiesa dedicata a san Michele venne eretta su iniziativa del conte Seniofredo. A partire dal 956 venne ingrandita e l'altar maggiore venne inaugurato il 30 settembre del 974, sotto l'abate Guarino, monaco venuta da Cluny, che era a capo delle cinque abbazie meridionali.

Questa chiesa è una delle più importanti testimonianze dell'architettura pre-romana ancora esistenti. Nel 978 vi trovò rifugio il Doge Pietro I Orseolo che vi morirà dieci anni dopo. Nello stesso anno si recò all'abbazia San Romualdo, dietro consiglio dell'abate Guarino, per completare gli studi di formazione monacale, restandovi per dieci anni, prima di fare ritorno in Italia nel 988.

Nel 1008, è il nipote di Seniofredo Oliba, a diventare abate di Ripoll e Cuxa. Nel 1017 diventerà anche vescovo diVic. Egli trasforma profondamente l'abbazia costruendo sul davanti della chiesa le due cappelle del presepe Pessebre e della Trinità, queste sono collegate alla chiesa tramite delle gallerie. La chiesa venne ampliata a tre navate e vi fu costruito il campanile. Fu un prelato di grande prestigio, ebbe modo di recarsi a Roma due volte, proclamò la tregua divina nella diocesi di Elne nel 1026. Morì nel 1046.

Nel XII secolo venne rifatto il chiostro con colonne di marmo scolpite e si eresse un pulpito in marmo nella chiesa. Questi interventi vennero fatti sotto l'abate Gregorio, che venne eletto vescovo di Tarragona nel 1136.

In seguito l'abbazia subì un lento declino, gli edifici non vennero più restaurati, pur rimanendo il complesso ancora molto ricco, con una proprietà fondiaria molto importante e una giurisdizione quasi vescovile, con una quindicina di parrocchie ad essa soggette, distribuite tra le diocesi di Elne e di Urgell.

Cuxa in epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

A partire dal XVI secolo, i monaci non vivono più con rigore la vita monastica. Le risorse dell'abbazia sono divise tra i monaci con varie funzioni (l'infermiere, il celliere, il sagrestano maggiore, etc) ognuno con una propria abitazione individuale all'interno dell'abbazia. La chiesa viene trasformata con l'aggiunta di cappelle laterali a scapito dei transetti laterali che ricevono una copertura a volta catalana in mattoni. L'abitazione del sagrestano maggiore viene costruita sulle rovine di quella che fu la cappella della Trinità, caduta in rovina già nel corso del XV secolo, secondo le indagini archeologiche.

Seguito al Trattato dei Pirenei (1659), la regione di Cuxa venne strappata dal Principato di Catalogna e consegnata alla Francia.

Dopo la Rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Questa vita monastica ridotta si protrasse fino alla rivoluzione. L'abbazia venne allora soppressa e gli stabili venduti. Gli stabili vennero utilizzati come sedi di industrie e a scopo agricolo. Il campanile posto a nord cadde nell'inverno del 1829. Durante questo secolo gli stabili si deteriorano poco a poco; il chiostro venne venduto capitello dopo capitello, come la fontana ad privati e collezionisti d'arte. Nel 1908 vi erano rimasti solo dodici capitelli.

Nel 1913, un scultore americano, George Grey Barnard, che era già in possesso di alcune statue e colonne, acquistate presso collezionisti di Parigi, si reca sul costo e incomincia a riacquistare nella regione, altri pezzi dell'abbazia. Con queste acquisizioni intendeva ricostruire il chiostro a New York. Non poté portare a termine il suo progetto in quanto la popolazione locale si era sollevata contro queste acquisizioni, non potendo più realizzare quanto era nelle sue intenzioni decise di donarle allo stato francese. Questo fatto permise nel 1955 di ricostruire la metà dell'antico chiostro. Nel 1919, Ferdinand Trullès acquista l'abbazia, per rintrodurvi un ordine monastico, quello dei cistercensi che nel secolo precedente era stato allontanato dalla Francia. Essi occuparono l'abbazia fino al 1965, quando nuovamente l'ordine dei benedettini riprese ad occuparla. Dal 1920 il complesso è oggetto di campagne di scavo. Nel 1936 i lavori sono marcati dalla presenza dell'archeologo esule spagnolo Josep Puig i Cadafalch; che fa riemergere la cripta del Pessebre. Nel 1952, sotto l'abitazione del sagrestano si riporta alla luce le rovine della cripta della Trinità. Nel 1954, Pablo Casals inaugurò il festival de Prades nella chiesa ancora sprovvista del tetto che verrà realizzato nel 1957.

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