Abbassamento crioscopico
L'abbassamento crioscopico è la differenza osservata tra le temperature di fusione di un solvente puro e di una sua soluzione.
È una proprietà colligativa, come l'innalzamento ebullioscopico e la pressione osmotica.
Nel caso di soluzioni di non-elettroliti, è proporzionale alla molalità (m) della soluzione, per una costante Kc tipica del solvente (detta costante crioscopica).[1]
dove:
Nel caso di soluzioni elettrolitiche bisogna considerare anche il coefficiente di van 't Hoff i, per cui si ha:
È con questo principio che molti composti chimici vengono usati in funzione di antigelo (un esempio è il glicol etilenico). Un altro utilizzo di questa proprietà si ha quando si butta il sale nella neve: il generarsi di cloruro di sodio acquoso (che ha un punto di fusione inferiore a quello dell'acqua pura) impedisce la formazione del ghiaccio anche a temperature inferiori a 0 °C.
Dalla misura sperimentale del suo valore è possibile risalire al numero di particelle presenti in soluzione, e quindi al peso molecolare del soluto o al suo grado di dissociazione.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Paolo Silvestroni, Fondamenti di chimica, 10a ed., CEA, 1996. ISBN 8840809988
[modifica] Voci correlate


