Molalità

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La molalità (simbolo m) è un'unità di misura della concentrazione di una specie chimica in una soluzione.

È definita come il rapporto tra le moli di soluto presenti e la massa in kg di solvente, quindi possiamo scrivere:[1]

m = \frac { moli\ soluto} {kg\ di\ solvente}

La molalità si esprime, quindi, in mol kg-1 (moli su chilogrammo).

Nel caso particolare dell'acqua, siccome l'acqua presenta una densità a temperatura ambiente di circa 1 kg/l, i valori di molarità e molalità sono vicini tra loro.

Frequentemente, è preferita alla molarità, in lavori di chimica fisica, per la sua indipendenza dalla temperatura. Se infatti consideriamo un litro di liquido (ad esempio acqua) dove sia disciolta una mole di una certa sostanza (chiamata soluto), all'aumentare della temperatura il volume dell'acqua aumenta mentre la massa resta costante (a parità di moli di soluto), per cui la molalità sarà rimasta uguale, mentre la molarità sarà diminuita (infatti le stesse moli di soluto dopo il riscaldamento si troveranno in un volume maggiore di liquido).

L'abbassamento crioscopico e l'innalzamento ebullioscopico di una soluzione dipendono dalla sua molalità.

Indice

Esempio [modifica]

Si abbiano 60 grammi di idrossido di sodio sciolti in 250 grammi di acqua.

Per calcolare le moli del soluto NaOH si può utilizzare la relazione seguente:

n(NaOH) = m(NaOH)/M(NaOH)

Nel nostro esempio abbiamo, dunque, 60/40 = 1,5 moli di idrossido di sodio

(n = moli, m = massa in grammi del campione, M = Massa molare)

Poiché 250 grammi equivalgono a 0,25 kg, abbiamo:

molalità = 1,5 mol/0,25 kg = 6 m

Note [modifica]

  1. ^ Silvestroni, op. cit., p. 235

Bibliografia [modifica]

  • Paolo Silvestroni, Fondamenti di chimica, 10a ed., CEA, 1996. ISBN 8840809988

Voci correlate [modifica]