75/46 C.A. Mod. 1934

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
75/46 C.A. Mod. 34
Un 75/46 C.A. Mod. 1940 da posizione utilizzato da paracadutisti tedeschi.
Un 75/46 C.A. Mod. 1940 da posizione utilizzato da paracadutisti tedeschi.
Tipo cannone contraereo - anticarro
Origine bandiera Regno d'Italia
Impiego
Utilizzatori ItaliaRegio Esercito
ItaliaMVSN
Repubblica Sociale ItalianaEsercito Nazionale Repubblicano
GermaniaWehrmacht
ItaliaEsercito Italiano
Conflitti guerra civile spagnola
seconda guerra mondiale
Produzione
Costruttore Ansaldo
Entrata in servizio 1935
Ritiro dal servizio 1954
Numero prodotto 318
Varianti Mod. 34
Mod. 34M
Mod. 40
Descrizione
Peso 3380 kg in batteria
4405 kg in configurazione di marcia
Lunghezza 6 m
Lunghezza canna 3,450 m
Ampiezza 1,680 m
Calibro 75 mm
Tipo munizioni cartoccio proietto
Peso proiettile 6,5 kg
Cadenza di tiro 15 colpi al minuto
Velocità alla volata 750 m/s
Tiro utile 8500 m
Gittata massima 13000 m
Elevazione 0° - 90°
Angolo di tiro 360°

Le artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale, Filippo Cappellano, Storia Militare, 1998.

voci di armi d'artiglieria presenti su Wikipedia

Il cannone 75/46 C.A. Mod 34 (C.A. sta per contro-aerei) fu un'arma italiana utilizzata come cannone antiaereo e come difesa anticarro anche nel Vallo Alpino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

75/46 C.A. Mod. 1934 in configurazione di tiro.

Primo pezzo contraerei interamente realizzato in Italia, venne prodotto dalla Ansaldo nel 1934 sulle specifiche e le esperienze della Scuola di Artiglieria Contraerei di Nettuno. Destinato alla protezione sia dei reparti in prima linea che delle infrastrutture delle retrovie, era caratterizzato da buona cadenza di tiro, traiettoria tesa e buona velocità alla bocca, tali da renderlo ideale anche per il tiro controcarro, per il quale venne realizzato un apposito proietto che giunse al fronte solo nel 1942. Oltre a questo ritardo pesava, in tale ruolo, l'assenza di una scudatura a difesa dei serventi e la sagoma particolarmente alta. Fu superato, sia come arma contraerea che controcarro, soltanto dal 90/53 Mod. 1939.

Il 75/46 ebbe il "battesimo del fuoco" durante la Guerra civile spagnola con il Corpo Truppe Volontarie, mentre durante la seconda guerra mondiale venne impiegato con successo su tutti i fronti, dall'Africa Orientale Italiana alla Libia italiana, dalla Grecia alla Russia dove armò nel 1940 due Gruppi del CSIR e poi 5 dell'ARMIR nell'anno successivo. In Sicilia equipaggiava 8 batterie tra Regio Esercito e MACA. Al gennaio 1943, la dotazione "autocampale" del Regio Esercito risultava essere di 220 pezzi Mod. 34 e 6 Mod. 34M, mentre quella di pezzi "da posizione" della Milizia per la difesa antiaerea territoriale ammontava a 92 cannoni Mod. 40. Dopo l'8 settembre 1943 la produzione contuinuò per i tedeschi come "7,5cm Flak 264/3(i)", che lo utilizzarono anche in casamatta nelle opere di difesa costiera. Armò inoltre due batterie del IV Gruppo AR.CO. "Cavalli" e sei batterie del VI Gruppo AR.CO. "Paganuzzi" dell'artiglieria contraerea della Repubblica Sociale Italiana, mentre nel Regno del Sud fu impiegato dagli alleati per la difesa contraerea. Nel dopoguerra equipaggiò i primi reparti contraerei del neocostituito Esercito Italiano.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

75/46 C.A. Mod. 1934 in configurazione di marcia sul suo avantreno.
Graduazione automatica della spoletta prima di camerare il cartoccio proietto.

Nel primo modello, il Mod. 34, la canna è filettata ed innestata a freddo sulla culatta, permettendo una rapida sostituzione in caso di usura della rigatura della stessa. L'otturatore è a cuneo a scorrimento orizzontale, con chiusura automatica al momento dell'introduzione del cartoccio proietto, apertura automatica rapida ed estrazione ed espulsione del bossolo durante il ritorno in batteria. La canna è alloggiata nella culla a manicotto con due freni di sparo idraulici. La culla è incavalcata tramite orecchionerie su un affustino che brandeggia sul sotto-affusto a candeliere; quest'ultimo è solidale con una crociera a quattro code. In batteria quattro martinetti posti alle estremità delle code permettono il livellamento dell'affusto, mentre in configurazione di marcia le code si ripiegano, si monta il carrello a due ruote con semipneumatici e le code si agganciano ad un avantreno per il traino, effettuato da Pavesi P4 o SPA TM40. Fu il primo pezzo italiano a montare meccanismi di brandeggio elettrici e graduatore automatico delle spolette, asserviti al "tavolo previsore" delle centrali di tiro Mod. 1937 "Gala", Mod. 1940 "Gamma" e, dopo il 1941, telecomandati a distanza dalla moderna Centrale di tiro Mod. Borletti-Galileo-San Giorgio.

Il munizionamento era finalmente a cartoccio-proietto, con carica unica e spoletta a percussione ultrasensibile ed a tempo, che permettevano una maggiore efficacia rispetto al 75/27 C.K., al 75/27 A.V. ed al 76/40.

Il Mod. 34M (M. sta per modificato) differisce dal Mod. 34 per l'eliminazione dell'avantreno per il traino; questi due pezzi trainati sono definiti "autocampali", mentre il Mod. 40 è definito "da posizione"; questo era destinato alle installazioni fisse, con la crociera eliminata e l'affusto a candeliere bullonato direttamente alle piastre d'acciaio inchiavardate nel calcestruzzo.

I progetti per l'installazione in casematte controcarro nel Vallo Alpino e per l'installazione su semicingolato Breda 61 non ebbero seguito, mentre questo cannone equipaggiò il più potente cacciacarri italiano della seconda guerra mondiale, l'Ansaldo M43 da 75/46.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Davide Bagnaschino, Il Vallo Alpino - Le armi (versione in formato pdf priva di disegni), Mortola (IM), edizione completa (fuori commercio) a cura dell'autore [giugno 1994], terza ristampa aprile 1996. URL consultato il 10-6-2010.
  • Filippo Cappellano, Le artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale, Storia Militare, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra