Wynton Kelly

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« Wynton non permette mai che la sua abilità tecnica - e ne ha a bizzeffe - rubi la scena. Con Wynton, il centro è lo swing[1] »
(J. J. Johnson)
Wynton Kelly
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Rhythm and blues
Periodo di attività 1944 – 1971
Strumento pianoforte

Wynton Kelly (Brooklyn, 2 dicembre 1931Toronto, 12 aprile 1971) è stato un pianista statunitense di musica jazz.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Brooklyn da una famiglia di immigrati giamaicani [2], Kelly – che era completamente sordo da un orecchio – iniziò la propria carriera fin da adolescente suonando in gruppi Rhythm and blues, con Eddie "Cleanhead" Vinson, Hal Singer, e Eddie "Lockjaw" Davis. Dedicatosi al jazz, lavorò con Lee Abrams, Lester Young, Cecil Payne, Dinah Washington, Charles Mingus e Dizzy Gillespie[3]. Nel 1959 fu chiamato a far parte del quintetto di Miles Davis, con cui rimase fino al 1963, come rimpiazzo di Bill Evans, ruolo che aveva già ricoperto per il famoso album di Davis,Kind of Blue, nel brano Freddie Freeloader (per il quale pare che Davis gli avesse chiesto di cercare di suonare in maniera più simile ad Ahmad Jamal). Prese anche parte all'album di John Coltrane Giant Steps, suonando in "Naima" al posto di Tommy Flanagan.

Wynton Kelly, che era considerato uno specialista del blues (per questo Davis gli affidò Freddie Freeloader che è una forma blues e forse il più tradizionale tra i brani di Kind of Blue), fu uno dei sideman più prolifici dei suoi tempi: per la Riverside, la Vee-Jay, la Verve Records, la Blue Note Records e la Milestone Records incise decine di album come sideman e come leader. Lasciato il gruppo di Davis, formò un trio con Paul Chambers e Jimmy Cobb (che lasciarono il gruppo di Davis assieme a lui) con cui continuò a lavorare per la maggior parte degli anni sessanta. Il trio, divenuto una delle sezioni ritmiche più popolari della scena, lavorò con molti solisti, tra i quali i tenorsassofonisti Hank Mobley e George Coleman (anch'essi ex-Davisiani), il trombettista Freddie Hubbard, e dando forse il meglio di sé in diversi ottimi album di Wes Montgomery.

« Mi piaceva molto come suonava Wynton, una specie di combinazione tra Red Garland e Bill Evans. Sapeva suonare praticamente tutto, e in più era un mostro quando accompagnava un solista. Cannonball e Trane ne andavano matti e io anche.[4] »
(Miles Davis)

Kelly fu correttamente descritto da Miles Davis come un ibrido tra Red Garland e Bill Evans[4]: Kelly accompagnava con la sensibilità ritmica di Garland unita ad un understatement che pareva derivato da Bill Evans. La sua sottigliezza e capacità di non imporsi come accompagnatore fecero purtroppo sì che la sua statura musicale passasse spesso inosservata, facendone uno dei pianisti più sottovalutati del periodo hard bop.[5] Una prova delle sue qualità come leader e come compositore si può trovare nell'eccellente "Kelly Blue"[6], dove dirigeva un sestetto che, oltre i già citati Cobb e Chambers, comprendeva Nat Adderley alla tromba, Benny Golson al sax e Bobby Jaspar al flauto traverso.

Wynton Kelly morì prematuramente a Toronto, in Canada, a seguito di una crisi epilettica[7]. La figlia Tracy Matisack, che Kelly ebbe nel 1963 dalla sua compagna Anne, diede il nome al brano "Little Tracy" nel disco "In Through the Back Door", ed è oggi una personalità televisiva a Philadelphia. Kelly era il secondo cugino del bassista Marcus Miller, che fu anch'egli un collaboratore di Davis alla fine degli ottanta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Wynton Kelly su All About Jazz
  2. ^ Jazz.com [1].
  3. ^ Down Beat Profile
  4. ^ a b Miles: The Autobiography with Quincy Troupe
  5. ^ I suoi colleghi erano però ben consci delle sue qualità: Kelly aveva tanto impressionato Ellis Marsalis da persuaderlo a darne il nome a suo figlio, il trombettista Wynton.
  6. ^ Riverside RLP-298,sessioni del 1959. Riedizioni OJC (1991), Riverside (2004).
  7. ^ Wynton Kelly su Oldies.com

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