Kind of Blue

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Kind of Blue
ArtistaMiles Davis
Tipo albumStudio
Pubblicazione17 agosto 1959[1]
Durata45:16
Dischi1
Tracce6
GenereJazz modale
EtichettaColumbia Records
ProduttoreTeo Macero
Irving Townsend
Registrazioneil 2 marzo e il 22 aprile 1959
Notei brani 1-3 sono stati registrati nella prima sessione, quelli dal 4 al 6 nella seconda.
Certificazioni
Dischi d'oro1
Dischi di platino7
Miles Davis - cronologia
Album successivo
(1959)
(EN)

« This record must have been made in heaven »

(IT)

« Questo album dev'essere stato fatto in paradiso.[2] »

(Jimmy Cobb)

Kind of Blue è un album realizzato da Miles Davis nel 1959 ed entrato nella storia del jazz, essendo fra i più venduti di sempre ed uno dei primi esempi di modal jazz. Ha raggiunto la settima posizione in classifica in Spagna e la decima nella Jazz Albums. Nel 1992 vince il Grammy Hall of Fame Award. Nel 2003 la celebre rivista musicale Rolling Stone, nella sua classifica sui 500 migliori album di ogni tempo, indicò Kind of Blue al 12º posto.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Kind of Blue fu registrato in due sessioni allo studio della Columbia Records situato sulla 30ª strada a New York; il 2 marzo furono incise le tracce So What, Freddie Freeloader, e Blue in Green, che costituiscono la facciata A dell'LP originale, e il 22 aprile Flamenco Sketches, e All Blues, la seconda facciata del disco. La produzione fu curata da Teo Macero, che aveva già prodotto i precedenti due album di Davis, e da Irving Townsend.

Per il disco non vennero fatte prove (questo non era insolito nelle registrazioni di Davis, come ad esempio durante le sessioni di Bitches Brew[3]) e i pezzi da registrare erano tutti nuovi. Come descritto nelle note di copertina originali dell'album dal pianista Bill Evans, Davis distribuì alla band solo dei bozzetti di linee melodiche sulle quali improvvisare. Una volta che i musicisti furono riuniti, Davis diede loro brevi istruzioni per ogni pezzo e quindi si preparò a registrare il sestetto in studio. I risultati di questo procedimento furono poi considerati - quasi unanimemente - eccezionali. Da questo fatto, e dalle note di copertina di Evans, nacque la leggenda secondo la quale tutti i brani dell'album sono "prime esecuzioni assolute"[4]. Questa leggenda, almeno nella sua accezione letterale, è falsa. Dei brani registrati nelle due sessioni solo Flamenco Sketches, fu suonata e registrata al primo tentativo. Questa registrazione non fu però pubblicata nell'album originale, e venne pubblicata solamente nel 1997 come brano extra nell'edizione estesa dell'album. La versione di Flamenco Sketches pubblicata sulla prima edizione è invece frutto di una seconda registrazione.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. So What (Miles Davis) - 9:22
  2. Freddie Freeloader (Miles Davis) - 9:46
  3. Blue in Green (Miles Davis, Bill Evans) - 5:37
  4. All Blues (Miles Davis) - 11:33
  5. Flamenco Sketches (Miles Davis, Bill Evans) - 9:26

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza ed influenza sulla scena musicale[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[5] 5/5 stelle
Entertainment Weekly[6] A+
Pitchfork[7] 10/10
PopMatters[8] 10/10
Rolling Stone[9] 5/5 stelle

Scena jazz[modifica | modifica wikitesto]

Kind of Blue venne pubblicato il 17 agosto 1959 su etichetta Columbia Records negli Stati Uniti, sia in formato mono che stereo.[10] Da allora, Kind of Blue è stato spesso considerato il capolavoro massimo di Davis e il suo album più acclamato, ed è stato citato come il disco di jazz più venduto di sempre,[11][12] nonostante sia stato il più tardo Bitches Brew del 1969 il primo album di Davis ad essere certificato disco d'oro dalla RIAA.[13][14][15]. Il critico musicale Chris Morris definisce Kind of Blue "la punta massima dell'arte di Davis". Kind of Blue viene anche considerato uno dei dischi più influenti della storia del jazz. Un recensore lo definì "un momento decisivo per la musica del ventesimo secolo".[16] L'autorevole sito All Music lo definisce "un disco generalmente considerato come l'album di jazz per eccellenza".[5] Praticamente tutti i brani dell'album sono diventati degli standard jazz. Infine Kind of Blue è costantemente indicato essere uno dei più grandi album di tutti i tempi.[17]

Nel 1958, l'arrivo di Ornette Coleman sulla scena jazz, e la pubblicazione di The Shape of Jazz to Come l'anno successivo, sminuì l'iniziale impatto che aveva avuto Kind of Blue, cosa che irritò Davis per il resto della sua vita.[18] Sebbene sia Davis che Coleman offrissero un'alternativa alle rigide regole imposte dal bebop, Davis non si riconciliò mai con le innovazioni stilistiche tipiche del free jazz anche se avrebbe in seguito incorporato musicisti affini al movimento free nelle sue formazioni degli anni sessanta, arrivando poi ad utilizzare stilemi "free" nella sua jazz fusion degli anni 1970.[19] La reputazione che l'album si conquistò, si riflesse in gran parte anche su tutti coloro che vi presero parte, molti dei quali proseguirono il loro percorso musicale al di fuori dell'orbita di Davis. Evans formò il suo influente trio jazz con il bassista Scott LaFaro e il batterista Paul Motian; "Cannonball" Adderley diede vita alla sua band con il fratello Nat; Kelly, Chambers, e Cobb - dopo aver trascorso alcuni anni con Davis - continuarono a suonare insieme in tour e in sala d'incisione (dove divennero una delle sezioni ritmiche più richieste), suonando in supporto a Coltrane e a Wes Montgomery, tra gli altri; Coltrane diventerà uno dei musicisti più rinomati ed innovativi della storia del jazz. Persino più di Davis, Coltrane portò avanti l'approccio modale sviluppandolo durante la sua carriera negli anni sessanta.[20]

Scena musicale generale[modifica | modifica wikitesto]

L'influenza dell'album andò ben oltre i confini del jazz, in quanto musicisti di altri generi come il rock e la musica classica furono massicciamente influenzati dall'opera, mentre la critica in blocco lo reputò uno dei dischi più importanti di tutti i tempi.[21][22] Molti musicisti rock degli anni sessanta indicarono di essere stati influenzati da Kind of Blue, insieme ad altri album di Davis, come anche da My Favorite Things (1961) e A Love Supreme (1965) di John Coltrane. Il chitarrista Duane Allman dell'Allman Brothers Band disse che i suoi assoli in canzoni come In Memory of Elizabeth Reed "provenivano da Miles e Coltrane, ed in particolare da Kind of Blue".[23] Il tastierista dei Pink Floyd Richard Wright diceva che le progressioni degli accordi sull'album, avevano influenzato la struttura di loro brani come Breathe in The Dark Side of the Moon (1973).[24] Il celebre produttore Quincy Jones, amico di vecchia data di Davis, scrisse: «Quel "Kind of Blue" sarà sempre la mia musica. Metto sul piatto del giradischi Kind of Blue ogni giorno, è la mia spremuta d'arancia. Suona ancora fresco come se fosse stato inciso ieri».

Un aspetto significativo di Kind of Blue è che l'intero disco, non solo una traccia, era rivoluzionario ma di facile presa. Insieme a Time Out del The Dave Brubeck Quartet (1959) e Giant Steps di Coltrane (1959), Kind of Blue viene spesso raccomandato dai critici ai "neofiti" del jazz, in quanto anche se non sono ascolti facili e immediati, la musica presente su entrambi i dischi è melodica, e la rilassatezza delle improvvisazioni è di facile comprensione per gli ascoltatori casuali senza che venga meno la sperimentazione artistica.[25]

Anche in ambito rap il disco è trattato con rispetto, in una intervista il rapper Q-Tip ribadì che Kind of Blue è "come la Bibbia, devi averne almeno una copia in casa."[26] Nel 2002, Kind of Blue è stato uno dei 50 dischi scelti quell'anno dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere conservati per i posteri nel National Recording Registry.[27]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Miles Davis' The Original Mono Recordings Collects Nine Of Miles' Earliest Columbia Albums, Recorded 1956 To 1961, Sony Music Entertainment, 4 settembre 2013. URL consultato il 19 settembre 2013.
  2. ^ Dalle note di copertina di una riedizione
  3. ^ Miles Davis con Quincy Trope, Miles: The Autobiography, Simon and Schuster, 1989, ISBN 0-671-63504-2. Edizione italiana: Miles: l'autobiografia di un mito del jazz, Rizzoli, 1990.
  4. ^ In inglese first takes, vale a dire pezzi registrati dall'inizio alla fine al primo tentativo
  5. ^ a b (EN) Stephen Thomas Erlewine, Kind of Blue, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 07 giugno 2017.
  6. ^ (EN) Greg Sandow, Remembering Miles Davis, in Entertainment Weekly, 11 ottobre 1991. URL consultato il 07 giugno 2017.
  7. ^ (EN) Ryan Schreiber, Miles Davis: Kind of Blue, in Pitchfork, Pitchfork Media. URL consultato il 07 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 05 ottobre 2002).
  8. ^ (EN) Lou Friedman, Miles Davis: Kind of Blue (DualDisc), in PopMatters, 09 marzo 2005. URL consultato il 07 giugno 2017.
  9. ^ (EN) Nathan Brackett e Christian David Hoard, The New Rolling Stone Album Guide, 4ª ed., Simon & Schuster, 2004, p. 214, ISBN 9780743201698, OCLC 56531290. URL consultato il 07 giugno 2017.
  10. ^ Discogs - Kind of Blue search. Discogs. Retrieved on September 27, 2008.
  11. ^ The All-TIME 100 Albums - Kind of Blue. Time Inc. Retrieved on August 30, 2008.
  12. ^ The Dozens - Jazz.com Archiviato il 7 gennaio 2014 in Internet Archive.. jazz.com. Retrieved on August 30, 2008.
  13. ^ MILES BEYOND The Making of the Bitches Brew boxed set. Paul Tingen. Retrieved on August 30, 2008.
  14. ^ Miles Electric: A Different Kind of Blue (DVD) - PopMatters. PopMatters. Retrieved on August 30, 2008.
  15. ^ Miles Davis' Bitches Brew - ColumbiaJazz Archiviato il 5 luglio 2008 in Internet Archive.. Columbia. Retrieved on August 30, 2008.
  16. ^ Philip B. Pape, All About Jazz: Kind of Blue — Review, All About Jazz. URL consultato il 19 settembre 2008.
  17. ^ Acclaimed Music - Kind of Blue (Rankings, rating, etc.. Acclaimed Music. Retrieved on August 11, 2008.
  18. ^ Kahn, p. 183.
  19. ^ Jazz Extra - the biography of Miles Davis Archiviato il 7 gennaio 2009 in Internet Archive.. Jazz Extra. Retrieved on August 11, 2008.
  20. ^ Lewis Porter, John Coltrane: His Life and Music, University of Michigan Press, 1999, pp. 281–283, ISBN 0-472-08643-X.
  21. ^ Miles Davis: Kind of Blue - NPR. NPR. Retrieved on August 19, 2008.
  22. ^ NPR's Jazz Profiles: Miles Davis Kind of Blue.
  23. ^ Randy Poe, Skydog: the Duane Allman story, San Francisco, Backbeat Books, 2006, ISBN 0-87930-891-5. pp. 182–183.
  24. ^ Andy Mabbett, The Complete Guide to the Music of Pink Floyd, Omnibus Press, 14/15 Berners Street, London, 1995, pp. 178–179, ISBN 0-7119-4301-X.
  25. ^ 1959: A Great Year in Jazz. All About Jazz. Retrieved on August 11, 2008.
  26. ^ Pitchfork: Kind of Blue 50th Anniversary Edition Archiviato il 20 ottobre 2008 in Internet Archive.. Pitchfork Media. Retrieved on November 23, 2008.
  27. ^ Library of Congress - Kind of Blue. The Library of Congress.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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