White Oleander
White Oleander è un film del 2002 diretto da Peter Kosminsky.
Il soggetto della pellicola è tratto dal romanzo omonimo di Janet Fitch.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]La bionda artista concettuale Ingrid Magnussen viene condannata a trentacinque anni di carcere dopo aver avvelenato il proprio amante con un veleno estratto dall'oleandro bianco. La donna lascia la figlia adolescente Astrid, che non ha mai conosciuto il padre dato che questo ha abbandonato la famiglia per un'altra donna quando Astrid aveva solo sei mesi. I servizi sociali mandano la ragazza a vivere con l'ex spogliarellista Starr Thomas. La donna è molto religiosa e sostiene di aver accettato Gesù come suo salvatore, nonostante il suo comportamento e i suoi vestiti dicano il contrario. Starr vive con Ray, un uomo sposato che però non vede la moglie e il figlio da cinque anni, e alcuni figli, sia suoi che adottati. Quando Ray passa del tempo con Astrid, la donna si ingelosisce e ricomincia a bere finché una notte tenta di uccidere la ragazza, sparandole una pallottola che ferisce Astrid alla spalla. Astrid, dopo essere stata ricoverata in ospedale, viene mandata in un istituto dove si trovano numerosi ragazzi che vivono situazioni simili alla sua. Lì, incontrerà delle ragazze aggressive che la picchiano poiché invidiose della sua bellezza; allora Astrid si taglia i capelli come segno di protesta. Poco dopo conosce Paul, un fumettista di cui si innamora.
Successivamente viene accolta da un'altra famiglia, in cui c'è Claire Richards, una donna fragile che tenta di sfondare come attrice. È sposata, ma il marito è spesso all'estero per lavoro. Nel tempo sviluppa un grande affetto ricambiato verso Astrid ma le cose prendono una brutta piega: il marito esasperato dalla sua gelosia, la lascia. La madre di Astrid, dopo aver conosciuta Claire in carcere dichiara di ritenerla inadatta ad accudire la figlia. Claire quindi cede allo sconforto temendo di perdere anche Astrid. Una notte Claire ed Astrid si addormentano sul letto matrimoniale ma la mattina seguente Astrid trova Claire senza vita dato che durante la notte si era suicidata con un'overdose di pillole. L'adolescente è costretta a tornare all'istituto dove rimane per qualche tempo, finché la sua assistente sociale non le trova una nuova famiglia. Nonostante questa sia perfetta per la ragazza ed i nuovi "genitori" siano persone gentili e amorevoli, Astrid decide di andare a vivere con una donna russa che si guadagna da vivere prendendo vestiti gettati nella spazzatura, aggiustandoli e vendendoli al mercato. Con lei vivono altre ragazze, tutte in stile punk. Anche Astrid decide di tingersi i capelli di nero, di truccarsi la faccia di bianco e di vestirsi come loro.
L'avvocatessa della madre vorrebbe convincerla a testimoniare a suo favore. Astrid, che aveva fatto visita alla madre ma che le aveva detto di non volerla più vedere, accetta di andare a parlarle. Ingrid le chiede se può testimoniare a suo favore. Astrid accetta ma in cambio vuole sapere la verità su tutto: se ha davvero ucciso il suo fidanzato, chi era suo padre, perché ha spinto Claire al suicidio. Ingrid risponde alle domande della figlia, la quale tenta ancora di convincerla a lasciarla andare, scontando la sua pena, ma poi dichiara di voler rispettare il patto e le dice che testimonierà a suo favore. Astrid e Paul vanno dunque al processo della madre di lei aspettando di essere convocati dall'avvocatessa. Il processo però finisce inaspettatamente in anticipo e, chiedendo cosa sia successo, alla ragazza dicono che la madre ha deciso di tenerla fuori da questa storia, lasciandola finalmente andare. Due anni dopo Paul e Astrid vivono insieme a New York e la ragazza, di nuovo con i capelli biondi e lunghi e senza trucco, fuori campo, racconta della nuova mostra fatta con i lavori della madre che aspetta un nuovo processo di revisione e dice che sua madre nonostante tutto l'amava.
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 2003 - Screen Actors Guild Awards
- Nomination Miglior attrice non protagonista a Michelle Pfeiffer
- 2003 - Kansas City Film Critics Circle Awards
- Miglior attrice non protagonista a Michelle Pfeiffer
- 2002 - Satellite Award
- 2002 - Phoenix Film Critics Society Awards
- Candidatura Miglior debutto a Alison Lohman
- 2002 - San Diego Film Critics Society Awards
- Miglior attrice non protagonista a Michelle Pfeiffer
- 2003 - Young Artist Awards
- Miglior attore giovane non protagonista a Marc Donato
- 2003 - Costume Designers Guild Awards
- Candidatura Miglior costumi a Susie DeSanto
- 2003 - Italian Online Movie Awards
- Candidatura Miglior attrice non protagonista a Michelle Pfeiffer
- 2002 - Washington DC Area Film Critics Association Awards
- Candidatura Miglior attrice non protagonista a Michelle Pfeiffer
- Candidatura Miglior attrice non protagonista a Renée Zellweger
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) White Oleander, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- White Oleander, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- White Oleander, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) White Oleander, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) White Oleander, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) White Oleander, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) White Oleander, su FilmAffinity.
- (EN) White Oleander, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) White Oleander, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) White Oleander, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) White Oleander, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- White Oleander - Press Book, su www.mimmomorabito.it/Archivio.htm