Vittoria Colonna de Cabrera

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Vittoria Colonna, coniugata Enriquez-Cabrera (Marino, 10 dicembre 1558Medina de Rioseco, 4 gennaio 1633), fu Duchessa di Medina de Rioseco e Contessa di Modica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vittoria, era figlia di Marcantonio Colonna viceré di Sicilia nel XVI secolo. Per un accordo del fratello Ascanio sposò per procura il 31 dicembre 1586 Ludovico III Enriquez de Cabrera Almirante di Castiglia, duca di Medina de Rioseco.

Il marito divenne Conte di Modica nel 1596. Morto nel 1600 il consorte, Vittoria divenne Contessa di Modica in nome e per conto del figlio minorenne Juan Alfonso Enriquez de Cabrera ma suo malgrado si trovò a dover fronteggiare gravi difficoltà economiche. Infatti il marito Ludovico III aveva contratto una notevole mole di debiti a causa delle spese di rappresentanza affrontate per il matrimonio di Filippo III, re di Spagna, con Margherita d'Austria-Stiria nel 1599.

Vittoria Colonna decise così di richiedere al re di Spagna la concessione di un privilegio regio per la fondazione di un nuovo insediamento, che le avrebbe consentito di risollevare le sorti del patrimonio familiare. La richiesta venne accolta, ed il privilegio regio, concesso dal re Filippo III il 31 dicembre 1606 a Madrid, dispose la riedificazione dell'antica Camarina. La nuova città sorse con il nome di Vittoria (oggi in provincia di Ragusa) in onore della sua fondatrice, il 24 aprile del 1607, facendovi trasferire diversi nuclei familiari per aumentare lo sfruttamento agricolo della parte occidentale della contea modicana.

Raggiunta la maggiore età del figlio nel 1617 questi diventerà Conte di Modica, quindi Viceré di Sicilia (1641) e Viceré di Napoli (1644, fino al febbraio del 1646).

Vittoria Colonna si ritira in seguito in Spagna, dove muore nel 1633, e viene sepolta nella Chiesa di San Francesco di Medina de Rioseco.

La città di Vittoria ha intitolato il proprio teatro comunale (inaugurato nel 1863) alla contessa Vittoria Colonna, ed ha ottenuto nel 1990 la tumulazione delle sue spoglie in città, nella Chiesa madre di San Giovanni.