Vincenzo Morello

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Vincenzo Morello
Vincenzo Morello Rastignac.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXVI
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Norme per l'esercizio delle funzioni giudiziarie del Senato nei casi indicati dall'art. 37 dello Statuto del Regno"
  • Segretario della Commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori
  • Membro ordinario della Commissione d'istruzione dell'Alta Corte di Giustizia
  • Membro ordinario della Commissione d'accusa dell'Alta Corte di Giustizia

Dati generali
Titolo di studio laurea in Giurisprudenza
Professione giornalista

Vincenzo Morello anche conosciuto con lo pseudonimo Rastignac (Bagnara Calabra, 10 luglio 1860Roma, 30 marzo 1933) è stato un giornalista e politico italiano.

Fu senatore del Regno d'Italia nella XXVI legislatura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi a Napoli in giurisprudenza nel 1883, si esercita per qualche anno nell' avvocatura in terra natale, indi ritorna nella metropoli partenopea chiamato da Rocco de Zerbi a collaborare al quotidiano Il Piccolo, da questi diretto. Un'aspra polemica, dal punto di vista della Destra, contro il repubblicano Giovanni Bovio, gli apre intanto le porte del prestigioso Corriere di Roma, monopolizzato dal binomio Serao-Scarfoglio, il cui esempio formativo, non soltanto a livello giornalistico, resta decisivo nella vita e nell'opera dell'Autore.Durante il 1887 , sempre a Roma diventa collaboratore fisso del quotidiano La Tribuna (all'epoca il giornale più diffuso nel centro-sud), sul quale si avvia a firmare i propri articoli col nome d'arte «Rastignac» di balzacchiana memoria, inaugurando uno stile che lo accompagnerà nel fortunato proseguio dell'attività pubblicistica. Il 1890 viene nominato direttore del nuovo settimanale La Tribuna illustrata (passato alla storia come il primo periodico illustrato italiano) e ne coordina editorialmente otto uscite.Nell'aprile 1900 accetta la direzione del nuovo quotidiano palermitano L'Ora,che tiene sino al 1902, quando torna a La Tribuna[1].

Coltiva fin da giovane un' assidua amicizia col D'Annunzio, cui lo avvicina anche un identico disprezzo per la politica giolittina.

Nominato senatore il 19 aprile 1923, il giorno successivo fu incluso nella neonata commissione per le celebrazioni del Natale di Roma. Dal 1926 rivestì la carica di commissario della SIAE. Tra il 1926 e il 1927 diresse il quotidiano milanese Il Secolo, ormai del tutto fascistizzato dopo l'uscita di Missiroli durante il 1923. L'adesione di Morello al Fascismo ebbe, tuttavia, un profondo quanto rapido ripensamento, che lo indusse nell' aprile 1930 alle dimissioni dal Partito. Fermo anticlericale, nel suo ultimo libro, Il Conflitto dopo la Conciliazione (Bompiani ed., 1932), condanna le concessioni concordatarie mussoliniane alla politica ecclesiale, specie in merito educativo; concessioni che darebbero, più direttamente,al clericalismo una indebita chance di facile intromissione in ogni ulteriore ambito istituzionale laico.

Bibliografia scelta sull'Autore[modifica | modifica wikitesto]

Mario Missiroli - Rastignac e il suo tempo, in "Uomini e Giornali" , Firenze , 1947.

G. Gatti - Gabriele D'Annunzio e Vincenzo Morello, in "Almanacco Calabrese" del 1963, vol.13.

L. Anzalone - Storia di Rastignac. Soveria Mannelli, 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

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