Via del blues

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Via del Blues
VIAdelBLUES.jpg
Da sinistra: Marco Barile, Dino Panza, Gaetano Quarta, Luigi Catella e Gino Giangregorio
Paese d'origineItalia Italia
GenereBlues
Swing
Blues rock
Boogie rock
Periodo di attività musicale1969 – in attività
EtichettaOtium Records, Gruppo ASD.
Album pubblicati6
Sito ufficiale

Via del Blues è un gruppo musicale barese nato nel 1969 su iniziativa di Gino Giangregorio e Dino Panza. Il complesso è tra i più longevi nel panorama del Blues in Italia[1].

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

La band Via del Blues si forma a Bari sul finire degli anni sessanta per volontà di Gino Giangregorio (chitarra e voce), Dino Panza (armonica) e Antonio Manzari (basso) con l'intento di ricreare un suono blues tradizionale acustico, avendo negli Hot Tuna il loro principale riferimento.

La band annovera numerose partecipazioni a festival e collaborazioni con artisti del calibro di Roberto Ottaviano, Manfred M. Junius, Ivan Graziani e Herbert Pagani.

Nel corso degli anni hanno militato nel gruppo numerosi musicisti che hanno contribuito a spostare il suono verso altri generi come il folk ed il country (su tutti il cantante e chitarrista Gianni Porta ed il batterista Ciro Neglia).

Nel 1983 la band (allora denominata La Via del blues) realizza il suo primo album in studio dal titolo Too Late[2]; l'album, composto da cover di brani blues, fu presentato all'interno della trasmissione televisiva RAI Una vacanza a Fasano[3].

Dal 1987 al 1990 la Via del Blues resta inattiva ed i vari componenti si dedicano ad altri progetti musicali come gli Urban Blues (Liborio Martorana, Dino Panza, Gino Giangregorio, Pino Di Giulio, Gianni Mele).

Nel 1991 Gino Giangregorio e Gianni Porta rimettono insieme la band con una insolita formazione a tre voci (loro due e Liborio Martorana).

Nel biennio 1997-1998, parallelamente alle attività della Via del Blues, Gino Giangregorio con Dino Panza e Gianni Mele forma la Trec Band (gli altri membri sono il pianista Sergio Langella e il bassista Gianfranco Quaratino).

Il 2002 è contraddistinto dal ritorno in formazione di Dino Panza dopo una personale pausa musicale durata 4 anni.

Nel 2003 l'ingresso del cantante Gaetano Quarta segna l'esordio discografico della Via del Blues nonché il ritorno ad un suono più marcatamente blues. L'album, intitolato Trouble Trouble, è composto da dieci tracce originali più una personale versione del brano Continental Op del chitarrista irlandese Rory Gallagher.

Nel novembre del 2004 il sassofonista jazz Roberto Ottaviano partecipa alla registrazione in studio del brano Devil's Blues che sarà incluso nell'album del 2005 Let the Band Play![4].

Nel 2005 nasce il duo folk The Doorways che vede riunita la coppia Giangregorio-Porta.

Nel febbraio del 2009, dopo due anni di lavorazione, la Via del Blues autoproduce il terzo CD Another way[5].

Nel 2010 il bassista e contrabbassista Luigi Catella entra stabilmente nel gruppo.

Nel luglio del 2011 la band partecipa al XIV Festival Blues Città' di Brindisi[6], condividendo il palco con il celebre bluesman americano Popa Chubby[7].

Nel febbraio del 2013, dopo l'ingresso del batterista Marco Barile, la band pubblica l'album World Out There[1].

A settembre dello stesso anno la Via del Blues partecipa alla prima edizione del Bitonto Blues Festival[8].

Il 24 ottobre 2014 (dopo 45 anni) si riunisce la formazione storica con Antonio Manzari al basso, in occasione della sessione pilota del progetto VDB Music Circus.

A febbraio del 2015 parte ufficialmente il VDB Music Circus, progetto musicale nato allo scopo di creare incontri tra musicisti che amano e professano il Blues. L'idea nasce dal desiderio di condividere un'esperienza che possa rappresentare un manifesto del Blues pugliese.

Ad ottobre dello stesso anno viene pubblicato il quinto album in studio Five by Five[9]; il titolo, oltre ad indicare il quinto lavoro dei cinque musicisti, è un esplicito riferimento all'omonimo EP del 1964 dei Rolling Stones.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Giangregorio - chitarra, dobro, tastiere e voce (1969-1986, 1991-presente)
  • Dino Panza - armonica (1969-1977, 1982-1986, 2002-presente)
  • Gaetano Quarta - voce (2003-presente)
  • Luigi Catella - basso e contrabbasso (2010-presente)
  • Marco Barile - batteria (2012-presente)

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Manzari - basso (1969)
  • Michele Signorile - basso (1970-1976)
  • Uccio Papa - chitarra ritmica, voce (1975-1976)
  • Renzo Bagorda - banjo, voce (1975-1976)
  • Ciro Neglia - batteria, cori (1974-1985, 1992-1993, 1999-2005)
  • Nico Salvemini - basso (1977-1982)
  • Gianni Porta - voce, chitarra ritmica, armonica (1977-1981, 1991-2000)
  • Luciano Neglia - chitarra (1981-1983)
  • Gagà Calabrese - armonica (1981-1982)
  • Mimmo Bucci - chitarra (1983)
  • Roberto Andreini - basso (1983)
  • Liborio Martorana - voce (1983-1985, 1991-1993)
  • Pino Di Giulio - basso (1984-1986, 1991-1996, 2000-2002)
  • Gianni Mele - batteria (1986, 1991-1992, 1994, 2005-2006)
  • Vito Attolico - batteria (1994-1996)
  • Guido Lioi - batteria (1996)
  • Fabio Buonamico - batteria (1997-1999)
  • Luca Fiorentino - basso (1997-1999)
  • Enzo Rocci - basso (2003-2005)
  • Antonio Fiengo - basso (2005-2008)
  • Mimmo Stano - batteria (2007)
  • Nicola Porcelli - batteria (2007)
  • Massimiliamo Guidetti - batteria (2008-2009)
  • Adriano Stellato - basso (2008)
  • Nicola Martino - basso (2009-2010)
  • Enzo Chiarappa - batteria (2009-2011)
  • Antonello Camero - chitarra (2014-2015)

Linea temporale[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni e Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • La Gazzetta del Mezzogiorno: "Via del blues - La ballata dei trent'anni", articolo di Nicola Morisco del 18 dicembre 2003
  • Buscadero: "Via del Blues - Trouble Trouble", articolo di Lino Brunetti pubblicato sul numero di Dicembre 2004
  • La Gazzetta del Mezzogiorno: "Il diavolo sulla Via del Blues", articolo di Nicola Morisco del 13 maggio 2005
  • la Repubblica: "I Via del Blues alla Feltrinelli presentano il secondo album", articolo del 6 luglio 2005[4]
  • La Gazzetta del Mezzogiorno: "Quarant'anni di avventure sulla Via del blues", articolo di Nicola Morisco del 21 aprile 2009
  • Buscadero: "Italians do it better?" (Via Del Blues - Another Way), articolo di Andrea Trevaini pubblicato sul numero di Luglio/Agosto 2010
  • Bluessummit.com: "Via del Blues - Another Way" articolo di Guido Sfondrini del 2010[5]
  • Brundisium.net: "Via del Blues - World Out There" articolo di Marco Greco sul Diario di Bordo Pagina 163 (Marzo 2013)[10]
  • it's still rock and roll to me: "Via del Blues (World Out There)" articolo di Enzo Curelli del 1º marzo 2013[11]
  • La Gazzetta del Mezzogiorno: "La 'Via del Blues' è sempre quella pure dopo 40 anni", articolo di Nicola Morisco del 6 maggio 2013[1]
  • Demo - Rai Radio 1: "Demo Vips - Mercoledì 6 novembre 2013", programma di Michael Pergolani e Renato Marengo
  • it's still rock and roll to me - La mia Playlist: dischi italiani 2013" articolo di Enzo Curelli del 23 dicembre 2013[12]
  • Brundisium.net: "Diario di Bordo. Pagina n. 212 - Martedì 28 gennaio 2014", articolo di Marco Greco[13]
  • Buscadero: "Italians do it better?" (Via Del Blues - World Out There), articolo di Andrea Trevaini pubblicato sul numero di Marzo 2014
  • Distorsioni: "Via del Blues - World Out There" articolo di Guido Sfondrini del 7 aprile 2014[14]
  • Brundisium.net: "E’ uscito Five by Five della Via del Blues" articolo di Marco Greco sul Diario di Bordo n. 291 (Novembre 2015)[15]
  • Distorsioni: "Via del Blues - Five by Five" articolo di Guido Sfondrini del 3 dicembre 2015[16]
  • Il Blues: "Via del Blues - Five by Five" articolo di Silvano Brambilla sul numero 133 - dicembre 2015
  • Barinedita.it: "La via del blues", il gruppo più longevo di Bari: Suoniamo solo pezzi nostri, dal 1969 (Giugno 2017)[17]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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