Vi perdono ma inginocchiatevi

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Vi perdono ma inginocchiatevi
Vi perdono ma inginocchiatevi LA7.png
PaeseItalia
Anno2012
Formatofilm TV
Generedrammatico, storico
Durata100 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
RegiaClaudio Bonivento
SoggettoRosaria Schifani, Felice Cavallaro
SceneggiaturaClaudio Bonivento, Roberto Iannone e Francesco Massaro, Andrea Locatelli
Interpreti e personaggi
FotografiaAndrea Locatelli
MusicheGaetano Curreri, Fabio Liberatori, Stadio
ScenografiaClaudia Fiore
CostumiTiziana Mancini
Casa di produzioneBoniventofilm S.r.l., TI Media, Regione Siciliana
Prima visione
Data18 maggio 2012
Rete televisivaLA7

Vi perdono ma inginocchiatevi è un film per televisione del 2012, trasmesso in prima TV da LA7 il 18 maggio 2012 in occasione del ventennale della strage di Capaci (23 maggio 1992) che colpì Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta in un attentato da parte della mafia.

È stato prodotto da TI Media, Boniventofilm S.r.l., Cinesicilia e Regione Siciliana[1]. Questo film è stato visto da 1.597.000 con il 6.53% di share.[2]

Il titolo del film trae la frase dal discorso di Maria Rosaria Schifani, vedova di Vito Schifani, pronunciato durante i funerali successivi alla strage, la cui frase, testualmente, recitava: "io vi perdono però vi dovete mettere in ginocchio".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film narra della vita dei tre poliziotti della scorta del giudice Falcone (Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo) e dei loro familiari, fino alla "strage di Capaci" con la loro drammatica fine insieme a Falcone e alla moglie.

Antonio Montinaro sposato con Tina, nasce a Calimera. Capo scorta della Quarto Savona Quindici. Ha due figli di nome Gaetano (5 anni) e Giovanni (1 anno). Tina una donna premurosa e che tiene alla sua famiglia lavoro in un negozio. Il figlio Gaetano insiste nel convincere il papà a portarlo alle giostre ma purtroppo non è possibile per il lavoro duro e pericolo che svolge. Antonio credeva molto in Giovanni Falcone tanto da sembrare agli occhi dei colleghi quasi innamorato del giudice più che dell'attuale moglie.

Vito Schifani nato a Palermo e sposato con Rosaria Costa. Da poco ha avuto un bimbo di nome Antonio Emanuele. Rosaria una ragazza di 22 anni nonostante mamma cerca sempre di far si che Vito abbia un sabato libero per divertirsi con lui. Purtroppo il destino non ha voluto ciò. Rosaria Costa è stata la donna che durante i funerali di suoi marito e dei suoi colleghi leggeva la lettera che commosse tutta Palermo e andò in tutti i tg che trasmettevano il funerale. Lascio suo figlio Emanuele a soli quattro mesi di vita e adesso è entrato nella guardia di Finanza

Rocco Dicillo nato a Triggiano a Bari fidanzato con Alba prima della strage era appena entrato nella Quarto Savona Quindici. Amava i suoi genitori più di ogni altra cosa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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