Venere privata

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Venere privata
AutoreGiorgio Scerbanenco
1ª ed. originale1966
Genereromanzo
Sottogeneregiallo
Lingua originale italiano
AmbientazioneMilano, 1965
SerieDuca Lamberti
Seguito daTraditori di tutti

Venere privata è un romanzo giallo di Giorgio Scerbanenco pubblicato nel 1966, primo libro di una serie incentrata sulla figura dell'investigatore Duca Lamberti.

Dall'opera nel 1970 è stato tratto il film Il caso "Venere privata" (Cran d'arrêt) per la regia di Yves Boisset.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Duca Lamberti è un ex medico radiato dall'ordine perché colpevole di eutanasia e per questo condannato a tre anni di carcere. Quando viene scarcerato, il suo amico, il commissario Càrrua gli chiede aiuto per disintossicare il figlio di un potente industriale dalla dipendenza dall'alcol. Durante le vicende Duca si troverà ad affiancare l'amico poliziotto nelle indagini sulla morte di una giovane donna.[2]

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Metanopoli, ore cinque e mezzo del mattino. Marangoni Antonio, un anziano in bicicletta, trova una scarpa con dentro il piede del cadavere di una giovane donna, identificata come Alberta Radelli.[3]

Parte prima[modifica | modifica wikitesto]

Duca Lamberti viene ricevuto dall'ingegner Pietro Auseri, ricco industriale del settore della plastica, che vuole affidargli le sorti di suo figlio Davide, il quale da circa un anno non fa altro che ubriacarsi tutti i giorni, anche più volte al giorno. Questo strano ed insolito incarico a Duca è stato trovato da un caro amico di suo padre, il dottor Luigi Càrrua, amico anche dell'ingegner Auseri. Per il dottor Auseri, Duca è l'ultima speranza, dopo aver provato molte altre soluzioni. L'idea è quella di affiancare a suo figlio un uomo che gli faccia da amico e da medico, non è importante quanto tempo ci metterà e che sistemi utilizzerà, preferendo vederlo morto che alcolizzato. Se anche lui non dovesse riuscire nel disintossicare Davide dall'alcol il dottor Auseri lo farà interdire.[3]

Davide è un ragazzo alto e ben piantato: è alto circa due metri e pesa circa cento chili. Davide, poco dopo esser stato lasciato nelle mani di Duca Lamberti, cerca di suicidarsi tagliandosi le vene ma viene salvato da Duca per un puro e fortunoso caso. Duca Lamberti riesce a farsi dire da Davide il motivo del suo bere: si ritiene moralmente colpevole della morte di Alberta Radelli.[3]

Davide racconta a Duca le circostanze di come ha conosciuto Alberta: una mattina aveva dato un passaggio in macchina alla ragazza e, dopo essersi divertiti, lei gli aveva chiesto di portarla via per almeno tre mesi, altrimenti si sarebbe dovuta uccidere anche amando la vita. Davide rimane dapprima sconcertato dalla strana ed insolita richiesta di lei e inizialmente cerca di capirla e di calmarla ma poi, arrabbiatosi, alla prima occasione la fa scendere dall'auto per poi allontarsi.[3]

Tornato a casa, Davide per tutta la notte era tormentato dal rimorso, sperando che Alberta non dicesse sul serio quando parlava di volersi uccidere. Poi l'indomani lesse sul giornale che una donna si era uccisa a Metanopoli, identificata per Alberta Radelli. Questo episodio tormenta Davide che si incolpa del fatto che se fosse scappato via per tre mesi con lei, ora lei sarebbe ancora viva.[3]

Duca Lamberti si sente coinvolto e deve cercare di liberare Davide dal suo tormento per non sentirsi colpevole per sempre. Chiede a Davide il motivo per cui non ha raccontato questa storia a suo padre e la risposta è "perché non avrebbe mai capito". Mentre parlano Davide consegna a Duca un piccolo oggetto caduto dalla borsa di Alberta: un caricatore per una pellicola di una minuscola macchina fotografica.[3]

I tecnici della polizia scientifica riescono a sviluppare le foto: sono nudi di Alberta Radelli e di un'altra ragazza. Càrrua decide di riaprire le indagini sulla morte di Alberta Radelli e Duca, con il permesso del funzionario di polizia, si affiancherà alle indagini che saranno svolte da Mascaranti. Il ritrovamento delle foto accende i sospetti sulla vicenda. Inoltre, Alberta aveva nella borsetta cinquantamila lire dategli da Davide, ma ne sono state trovate solo poco più di diecimila[3].

Parte seconda[modifica | modifica wikitesto]

Mascaranti e Duca Lamberti incominciano ad indagare sul caso di Alberta Radelli. Vanno ad interrogare la sorella della morta e riescono a sapere che Alberta, Livia Ussaro e una certa Maurilia sono amiche. Duca riesce a mettersi in contatto con Livia che gli racconta una strana storia su Alberta e Maurilia e di come riuscivano a racimolare un po' di soldi. Gli dice che si prostituivano, ma non erano professioniste ma semplici dilettanti. Gli racconta anche di un tizio che era disposto a pagarle per delle fotografie di nudo integrale.[3]

Intanto la cura per disintossicare Davide Auseri sta incominciando a dare i suoi primi e timidi effetti positivi. Le indagini proseguono e Duca e Mascaranti scoprono che Maurilia Arbati è morta a Roma nel medesimo periodo di Alberta Radelli. Ora la polizia capisce che le due morti sono collegate e che non si tratta di un suicidio (Alberta Radelli) e di una disgrazia (Maurilia Arbati), ma di due omicidi collegati tra loro[3].

Il tempo passa e Davide Auseri sta migliorando dalla sua dipendenza dall'alcol. Càrrua, Mascaranti e Duca ipotizzano che dietro a questi due omicidi ci sia un'organizzazione a delinquere. Duca Lamberti ha un'idea, organizzare una trappola per trovarli ed incastrarli, ma non è semplice trovare una ragazza disposta a tanto[3].

Parte terza[modifica | modifica wikitesto]

Duca Lamberti propone a Livia Ussaro di fare da esca per poter catturare gli assassini di Alberta e Maurilia, facendosi passare per una prostituta indipendente. Duca spera che Livia non accetti l'incarico, veramente pericoloso, ma Livia non si lascia intimorire ed accetta immediatamente. Dopo molti giorni di inutili tentativi, un uomo anziano le propone di fare alcune foto di nudo. Livia accetta e riesce ad far sapere a Duca dove e quando si incontrerà con il fotografo della banda. Livia si presenta all'appuntamento, mentre Duca e Davide si sono appostati nei pressi del palazzo dello studio del fotografo.

Mentre Livia è nuda ed è pronta a farsi fotografare succede un imprevisto: un amico del fotografo entra nella stanza. È stato dietro di lei per tutto il tragitto da casa allo studio per controllare che non fosse seguita. Quest'uomo parla con il fotografo ed entrambi sospettano che Livia non sia ciò che ha detto di essere. Il sospetto diviene quasi certezza, ma nonostante tutto Duca e Davide riescono a risolvere il caso e a far catturare dalla polizia tutta la banda che ha anche legami con l'estero e con la mafia.[3]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Duca Lamberti: ex medico
  • Pietro Auseri: ingegnere ed industriale del settore chimico
  • Davide Auseri: figlio di Pietro Auseri
  • Luigi Càrrua: funzionario di polizia, amico del padre di Duca Lamberti
  • Alberta Radelli: nome della donna morta
  • Maurilia Arbati: amica di Alberta Radelli
  • Livia Ussaro: amica di Alberta Radelli
  • Lorenza: sorella di Duca Lamberti
  • Mascaranti: poliziotto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il caso "Venere privata", su Il Davinotti. URL consultato il 22 settembre 2015.
  2. ^ Andrea tognasca, Venere privata di Giorgio Scerbanenco, su Lo scaffale segreto, 3 ottobre 2011. URL consultato il 22 settembre 2015.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Scerbaneco (2007)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]