Val Visdende

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Val Visdende
StatiItalia Italia
RegioniVeneto Veneto
Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
ProvinceBelluno Belluno
Udine Udine
Località principaliSanto Stefano di Cadore, San Pietro di Cadore,
FiumeCordevole di Visdende
Altitudine1300 m s.l.m.
La Chiesa della Madonna della Neve

La Val Visdende è una valle alpina del Comelico situata tra Santo Stefano di Cadore e Sappada. Il nome deriva dal latino vices, ossia dall'avvicendamento nella custodia del bestiame ivi praticato nei secoli passati.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La vallata è formata dalla confluenza tra il torrente Cordevole (o Piave di Visdende) e il torrente Londo. Dal fondo valle è possibile vedere il monte Peralba nel suo versante occidentale. Dalla Val Visdende si può raggiungere, tramite sentieri e mulattiere, il confine con l'Austria, dove sono presenti alcune casermette costruite nel periodo fascista, come base per il controllo del confine di stato.

Benché la testata della valle sia aperta ed amena, l'accesso avviene invece attraverso una stretta gola, percorsa da una strada che nel 1966 venne spazzata via da un'alluvione. Per questa sua caratteristica di relativa chiusura la valle è stata risparmiata dal turismo di massa e presenta ancora un aspetto naturale molto suggestivo.

È attraversata dalla strada delle malghe, un panoramico percorso escursionistico che si sviluppa ad un'altezza media di 1 860 m . Impegnativo per la durata se percorso nella sua interezza, collega le malghe Dignas, Campobon, Cecido (2 014 m , quota massima della strada), Manzon, Chiastellin, Antola e Chivion. Può comunque essere scomposto in diversi tratti più brevi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia della valle si basa esclusivamente sul turismo estivo e sull'allevamento di bestiame da latte e la conseguente produzione di prodotti caseari di malga.

Storiche, per i valligiani, sono state le visite di papa Giovanni Paolo II e del presidente della Repubblica Sandro Pertini. La valle ospitò anche, nel 1906, alcuni allenamenti che il principe Scipione Borghese effettuò con la sua vettura in vista del raid Pechino-Parigi, essendo stata giudicata simile, per la sua morfologia, a certi territori che si prevedeva di attraversare in Cina (all'evento è stata dedicata una lapide commemorativa nel settembre 2007)[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]