Valérie Kaprisky

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Valérie Kaprisky

Valérie Kaprisky, nata Valérie Chérès (Neuilly-sur-Seine, 19 agosto 1962), è un'attrice francese.

Valérie nasce nella banlieue parigina da un padre di origini turco-argentine e una madre di origini polacche, della quale adotterà in seguito il cognome. Quando Valérie ha 8 anni, la sua famiglia si trasferisce a Cannes, dove alcuni amici dei suoi genitori le faranno scoprire la settima arte grazie al Festival del Cinema. Nel 1975, assistendo al passaggio della splendida Romy Schneider sulla Croisette, Valérie si persuade a tentare anche lei una carriera nel grande schermo: a 17 anni, ritorna da sola a Parigi e si iscrive alla scuola si recitazione di Florent. Dopo aver recitato in alcuni spot pubblicitari, viene notata da Jean-Marie Poiré, che le offre il suo primo ruolo sul grande schermo nel film Les Hommes préfèrent les grosses.

Nel 1982 Valérie ottiene il suo primo ruolo importante in Afrodite, cui seguirà il suo debutto a Hollywood con All'ultimo respiro - remake statunitense, diretto da Jim McBride, del film Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard - nel quale è la sensuale partner di Richard Gere, con cui ha una tempestosa relazione anche fuori dal set. Stroncata dalla critica, ma apprezzata dal pubblico per la bellezza del suo corpo, torna a lavorare in Francia, dove nel 1984 il suo ruolo di spregiudicata aspirante attrice che intrattiene una relazione sessuale con un regista nel film La Femme publique di Andrzej Żuławski le vale una candidatura al premio César per la migliore interprete femminile. Il film, in cui la Kaprisky si mostra a lungo nuda, si rivela un successo e contribuisce ampiamente a far decollare la sua carriera.

Valérie Kaprisky continua ad essere associata a ruoli provocatori: adolescente seduttrice e manipolatrice in La medusa, focosa gitana che cambia completamente la vita di un uomo nel film La Gitane di Philippe de Broca, giovane donna misteriosa dall'equivoco passato in Milena o ancora madre divorata da un'inattesa passione in Mouvements du désir. Il fatto che si spogli con generosità ne La medusa come già ne La Femme publique contribuisce ad attirare l'attenzione sulla bella attrice francese.

Alla fine degli anni ottanta, la Kaprisky decide di non spogliarsi più sul set. In proposito dichiarerà in seguito: "è vero, di colpo ho iniziato ad avere un problema con la mia nudità. Avevo accettato di recitare nuda perché negli anni ottanta la maggior parte dei ruoli femminili lo esigeva, ma avevo l'impressione che venissi scelta solo per questa mia disponibilità. A un certo punto, ritrovarmi nuda in scena mi è sembrato insopportabile!", ammettendo sinceramente che questo suo rifiuto di girare scene di nudo integrale aveva contribuito a far sì che le proposte di ruoli da interpretare diventassero sempre più rare. Inoltre, la carriera della Kaprisky risulterà condizionata dall'insuccesso commerciale del film Milena.

Meno richiesta di un tempo, Valérie continuerà tuttavia a comparire sul grande schermo, diretta da Alexandre Arcady nel film Dimmi di sì (1995) e poi da Raoul Ruiz in Une place parmi les vivants (2003), nel quale interpreta uno dei ruoli principali.

Nel 2009 è una dei protagonisti della miniserie L'Internat, diffusa dall'emittente M6, che però non viene proseguita per una seconda stagione.

Eclettica, Valérie non esita a mettersi alla prova in generi cinematografici diversi, come nel film poliziesco Mon petit doigt m'a dit... nel quale ritrova André Dussollier, che era già stato suo partner in Mon ami le traître, o nel dramma sociale Les Irréductibles.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Come Valérie Chérès[modifica | modifica wikitesto]

Come Valérie Kaprisky[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

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