Usipeti

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La Germania Magna nel I secolo d.C. Gli Usipeti, probabilmente da identificarsi con gli Usipi, erano stanziati lungo il basso Reno

Gli Usipeti o Usipi[1] erano un antico popolo germanico occidentale stanziato nella Germania Magna, lungo la riva destra del Reno e quindi immediatamente al di là del Limes romano, probabilmente tra le valli del Lahn e del Sieg[senza fonte].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cesare ricorda gli Usipeti e i Tencteri come due popolazioni germaniche, che nel 55 a.C., spinte alle spalle dai Suebi, si ammassarono sul Reno, con l'intento di passare in Gallia. Alla confluenza tra questo fiume e la Mosa, Gaio Giulio Cesare e i capi di questi popoli si incontrarono per giungere a un compromesso. Con una scusa, il generale romano li fece però arrestare e poi, con azione fulminea, piombò su queste tribù, massacrandole.

Al tempo di Cesare, prima della loro migrazione in Gallia, si trovavano della regione sulla riva destra del Reno, compresa tra il popolo dei Catti, a sud, e dei Sigambri, a nord.[2]. Cesare racconta a proposito della loro abilità nel combattere a cavallo[3]:

« Tencteri ed Usipeti non appena scorsero la cavalleria romana, che era composta da 5.000 cavalieri, sebbene essi non fossero più di 800 [...] attaccarono i nostri con grande rapidità e li batterono [...] quando i nostri provavano a resistergli, secondo il loro costume i germani saltavano giù da cavallo a piedi e disarcionavano i nostri trafiggendo da sotto i cavalli, mettendo gli altri in fuga tra lo sbigottimento dei nostri. »
(Gaio Giulio Cesare, De bello Gallico, IV, 12.)

Dopo gli eventi narrati da Cesare nel De bello Gallico, si stabilirono sulla riva destra del fiume Reno, occupando gran parte delle terre degli Ubi, che avevano attraversato il fiume. Nel 16 a.C., insieme ai Sigambri, sconfissero in quella zona Marco Lollio. Nel 12/11 a.C. furono sconfitti da Druso. Forse nel I secolo confluirono nella confederazione dei Franchi. Tolomeo nella sua Geografia[senza fonte] e Tacito, sia nella Germania sia nell'Agricola, li ricordano come "Usipi". Nella Germania gli Usipi vengono descritti come una delle tribù che abitavano accanto ai Catti ed ai Tencteri durante il I secolo[4]. Più diffusamente Tacito se ne occupa in maniera più completa nell'Agricola[5], dove si racconta di come una coorte di Usipi fece parte dell'esercito romano durante una campagna in Britannia settentrionale (probabilmente sulla costa occidentale) guidata dal generale Gneo Giulio Agricola (probabilmente nell'82, nonostante la data sia tuttora in discussione[senza fonte]). Questa coorte si ribellò uccidendo il centurione, rubando tre navi e circumnavigando la Britannia settentrionale. Alla fine vennero obbligati al cannibalismo a causa della mancanza di cibo. Infine approdarono sul territorio controllato dai Suebi, dove alcuni vennero catturati. Altri vennero presi dai Frisoni ed i pochi sopravvissuti vennero venduti come schiavi per poter raccontare la loro storia. Cassio Dione racconta una storia simile, ma semplificata, in cui gli eventi sono ambientati pochi anni prima.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le due varianti, attestate presso autori differenti, sono generalmente considerate sinonimi: cfr. Bruno Zanco, p. 118.
  2. ^ Gaio Giulio Cesare, De bello Gallico, IV, 1-4.
  3. ^ Questa loro abilità era famosa anche ai tempi di Cornelio Tacito: De origine et situ germanorum, 32.
  4. ^ Tacito, Germania, XXXII, 2.
  5. ^ Tacito, Agricola, XXVIII.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno Zanco, Commento a Tacito, Germania, Società editrice Dante Alighieri, 19903