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Unione Monarchica Italiana

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Unione Monarchica Italiana
PresidenteAlessandro Sacchi[1][2]
SegretarioOronzo Cassa[3]
VicepresidenteEdoardo Pezzoni Mauri
Michele Pivetti Gagliardi[4]
StatoItalia (bandiera) Italia
AbbreviazioneUMI
Fondazione12 giugno 1944[5] (29 agosto 1944 secondo [6])
IdeologiaMonarchismo[5]
Organizzazione giovanileFronte Monarchico Giovanile[7]
Iscritti70.000[4] (2024)
Sito webwww.unionemonarchicaitaliana.it

Unione Monarchica Italiana (UMI) è un'associazione politica italiana di ispirazione monarchica.[5] Secondo l'Enciclopedia Treccani fu fondata il 12 giugno 1944 e riorganizzata dopo il referendum istituzionale del 1946 con lo scopo di creare un legame fra i sostenitori dell'istituto monarchico, indipendentemente dall'appartenenza politica.[5]

Secondo uno studio storico di Sandra Pileri, l'associazione svolse inizialmente attività in forma clandestina e nacque ufficialmente a Roma il 29 agosto 1944 (con sede in via dell'Umiltà 83), presentandosi come organizzazione aperta anche a iscritti di altri gruppi o partiti.[6]

In merito alla cosiddetta questione dinastica, nel 2024 un vicepresidente dell'UMI ha dichiarato che l'associazione riconosce come capo di Casa Savoia il principe Aimone di Savoia-Aosta.[4]

Origini (1944-1946)

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Secondo la ricostruzione di Pileri, l'UMI ebbe origine in ambienti monarchici che operavano anche in forma clandestina; l'organizzazione si costituì ufficialmente a Roma il 29 agosto 1944 su iniziativa di Augusto De Pignier, Luigi Filippo Benedettini, Carlo Calvosa e Giuseppe Gullo.[6] L'associazione si propose di accogliere i sostenitori della monarchia anche se politicamente indipendenti o già iscritti ad altri gruppi/partiti.[6]

Una pubblicazione del Consiglio regionale della Toscana riferisce che la struttura organizzativa prese forma a Firenze il 1º ottobre 1945, data del primo congresso, nel quale venne indicata come finalità principale quella di «istituire e difendere con metodo democratico la monarchia in Italia».

Nella stessa ricostruzione si indica che, nei mesi successivi, l'organizzazione si estese soprattutto nell'Italia meridionale e che nel congresso di Firenze del dicembre 1945 si formò un'UMI di dimensione nazionale comprendendo diversi gruppi monarchici attivi nel Nord e nel Centro Italia.[6]

Dopo il referendum istituzionale

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Treccani descrive l'UMI come riorganizzata dopo il referendum del 1946, con l'obiettivo di mantenere un collegamento fra i sostenitori della monarchia al di là delle appartenenze politiche.[5]

Esilio e rientro dei Savoia (quadro normativo e prese di posizione riportate dalla stampa)

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La XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana prevedeva il divieto di ingresso e soggiorno in Italia per gli ex re di Casa Savoia, le loro consorti e i discendenti maschi.[8] Con la legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1 è stata disposta la cessazione degli effetti dei primi due commi della XIII disposizione (a decorrere dall'entrata in vigore della legge).[9]

Nel gennaio 2002, nel contesto del dibattito politico sul rientro dei Savoia, il Corriere della Sera riportò dichiarazioni di Sergio Boschiero (indicato come segretario nazionale dell'UMI) e del presidente Gian Nicola Amoretti, favorevoli all'abrogazione dell'esilio e critici verso alcune esternazioni pubbliche di Vittorio Emanuele di Savoia.[10]

Attività e posizioni

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Obiettivi dichiarati

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In fonti giornalistiche recenti, esponenti dell'UMI hanno indicato tra gli obiettivi l'abrogazione o modifica dell'articolo 139 della Costituzione, che prevede la non modificabilità della forma repubblicana.[2][3][7]

Questione dinastica e riferimenti a Vittorio Emanuele

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Nel 2018 l'agenzia DIRE riportò che Alessandro Sacchi (presidente UMI) si dichiarava sostenitore della linea dinastica riconducibile al ramo Savoia-Aosta (all'epoca rappresentato da Amedeo di Savoia-Aosta).[2]

Nel 2024, in occasione della morte di Vittorio Emanuele, il Corriere Torino riportò che l'UMI affermava di riconoscere come capo dinastico il principe Aimone di Savoia-Aosta, pur annunciando la presenza alle esequie.[4]

Come riportato dal Corriere della Sera nel 2002, nel dibattito sul rientro dei Savoia l'UMI (attraverso dichiarazioni attribuite a Boschiero e al presidente Amoretti) espresse giudizi critici su alcune dichiarazioni pubbliche di Vittorio Emanuele e ribadì il sostegno all'abrogazione del divieto di esilio previsto dalla Costituzione.[10]

Il numero di iscritti è stato riportato in modo non uniforme da varie fonti giornalistiche nel corso del tempo. In un'intervista al Corriere Torino del 2024, un vicepresidente dell'UMI ha dichiarato che l'associazione conta 70.000 iscritti a livello nazionale.[4] In un'intervista del 2017, un rappresentante della sezione giovanile indicava una stima di circa 40.000 iscritti in quel periodo (e circa 70.000 fino al 2012).[11]

Presidenti, segretari e sedi storiche

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Periodo Indirizzo Presidenza Segretariato Presidenza onoraria
Durante la campagna elettorale del 2 giugno 1946 via dell'Umiltà 83/c[6]
  • Giuseppe Trotta
nessuna
Durante l'esilio di Umberto II (dal giugno 1946 al 18 marzo 1983) via Sistina
  • Enzo Avallone
via della Mercede
  • Benedetto Siciliani
via Piemonte
  • Nino Guglielmi
via Rasella 155
  • Sergio Dompieri,
  • Luigi Callegarini,
  • Giorgio di Vistarino
Dopo la morte di Umberto II (post 18 marzo 1983)
  • Rinaldo Taddei,
  • Giuseppe Costamagna,
  • Giuseppe Barberi,
  • Marino Bon Valsassina,
  • Matteo de Nardelli,
  • Pierluigi Nardis
  • Giovanni Semerano
via degli Scialoja
Dal 2002 al 2025 via Riccardo Grazioli Lante 15/A
  • Gian Nicola Amoretti,
  • Alessandro Sacchi
  • Giovanni Semerano,
  • Sergio Boschiero
Dal 2025 via Giovanni Bausan 11 (Napoli)
  • Alessandro Sacchi
  • Oronzo Cassa
nessuna

Segretari del Fronte Monarchico Giovanile

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Periodo Segretari
Durante l'esilio di Umberto II Mario Lucio Savarese, Nicola Torcia, Giovanni Semerano, Filippo Fusco, Emilio di Nunzio, Giorgio di Nunzio, Ernesto Frattini, Sergio Boschiero, Domenico De Napoli, Antonio Maulu, Antonio Parisi
Dopo la morte di Umberto II Ettore Laugeni, Francesco Di Bartolomei, Emanuele Balzari, Amedeo de Dominicis, Simone Balestrini, Fabrizio Ciotola (commissario straordinario), Amedeo Di Maio

Secondo Treccani l'UMI si colloca nell'area del monarchismo.[5] Fonti giornalistiche riportano che l'associazione sostiene il ritorno di una monarchia costituzionale e che tra i suoi obiettivi dichiarati vi è la modifica della disciplina costituzionale che rende non revisionabile la forma repubblicana.[2]

Benemerenze alla fedeltà

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Fronte e retro di una Medaglia della Fedeltà

L'UMI prevede una benemerenza denominata Medaglia della Fedeltà. In un inventario archivistico relativo al fondo Cesare Pagnini è registrato, tra i documenti personali, il conferimento della Medaglia della Fedeltà dell’Unione Monarchica Italiana (1982).[12]

Il sodalizio descrive la medaglia come conferita in tre classi (oro, argento, bronzo) e con nastro azzurro con due pali neri.

  1. Intervista ad Alessandro Sacchi sulla terza marcia in sostegno del popolo iraniano organizzata dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (13.01.2026), su Radio Radicale, 13 gennaio 2026. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  2. 1 2 3 4 La corona si divide, Unione monarchica: “No a Italia reale”, su Agenzia DIRE, 12 gennaio 2018. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  3. 1 2 Il coratino Oronzo Cassa segretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana, su CoratoViva, 25 novembre 2019. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  4. 1 2 3 4 5 Teresa Cioffi, Vittorio Emanuele, i monarchici: «Riconosciamo erede il cugino Principe Aimone. Però ai funerali ci saremo», in Corriere della Sera (ed. Torino), 7 febbraio 2024. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 Unione monarchica italiana, su Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  6. 1 2 3 4 5 6 Sandra Pileri, Appunti sulla destra romana nell'immediato dopoguerra. L'organizzazione monarchica e qualunquista nel 1944-46, in Archivio della Società romana di storia patria, vol. 114, 1991, pp. 201-205. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  7. 1 2 Niccolò Carradori, Band metal e legge salica: chi sono i giovani monarchici italiani, su VICE, 4 luglio 2016. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  8. La Costituzione - XIII disposizione transitoria e finale, su Senato della Repubblica. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  9. Legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1, su Parlamento italiano. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  10. 1 2 Marisa Fumagalli, Monarchici «alleati» con Forza Italia, Vittorio Emanuele scontenta tutti, in Corriere della Sera, 19 gennaio 2002. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  11. Lidia Baratta, Il leader dei giovani monarchici: “Solo un re potrebbe salvare la politica italiana”, su Linkiesta.it, 25 aprile 2017. URL consultato il 13 febbraio 2026.
  12. Pagnini, Cesare – inventario definitivo (a cura di Antonio Trampus, 9.12.2014) (PDF), su sa-fvg.cultura.gov.it (Sistema archivistico / Soprintendenza archivistica FVG). URL consultato il 13 febbraio 2026.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 143729420 · LCCN (EN) no2006068605