Tumori neuroendocrini

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Tumori neuroendocrini
Small intestine neuroendocrine tumour high mag.jpg
Tumore neuroendocrino al microscopio ottico
Specialità endocrine oncology
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSH D018358

I tumori neuroendocrini sono neoplasie che originano dalle cellule del cosiddetto sistema neuroendocrino diffuso (DNES). Il concetto di sistema neuroendocrino diffuso deriva dall'evoluzione del precedente concetto di sistema APUD (Amine Precursor Uptake and Decarboxilation) formulato da Pearse nel 1968. Il sistema neuroendocrino è costituito sia da cellule che hanno sia le caratteristiche tipiche delle cellule endocrine, che producono gli ormoni, sia quelle tipiche delle cellule nervose. Le cellule neuroendocrine sono presenti in tutto l'organismo e, nei diversi organi, svolgono funzioni specifiche come regolare il flusso di aria nei polmoni o la velocità del cibo nel tratto gastrointestinale.

Rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori a differente grado di differenziazione e malignità, caratterizzate da peculiari caratteristiche biologiche che permettono specifiche strategie di diagnosi e terapia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La prima descrizione di un tumore neuroendocrino nella letteratura scientifica si deve a Sigrifid Oberndorfer che nel 1907 pubblicò la prima descrizione di un tumore neuroendocrino, caratterizzato da bassa aggressività clinica che denominò pertanto carcinoide per distinguerlo dai già conosciuti e più aggressivi carcinomi dell'intestino (voce bibliografica 1).

Epidemiologia e fattori di rischio[modifica | modifica wikitesto]

I tumori neuroendocrini sono molto rari e nel mondo rappresentano lo 0,5% dei tumori maligni. In Italia si registrano 3-4 nuovi casi ogni 100000 persone ogni anno, il che equivale a 2500-2700 nuovi casi all'anno. Queste neoplasie sono più frequenti negli anziani, inoltre gli uomini, rispetto alle donne, sono più a rischio di sviluppare alcuni tumori neuroendocrini come il Feocromocitoma e il Carcinoma a cellule di Merkel. Il rischio aumenta anche nel caso di sistema immunitario particolarmente debole (ad esempio come nel caso di persone sottoposte a trapianto e con sindromi come AIDS), o in persone che nella loro storia famigliare presentano alcune malattie ereditarie come Neoplasia endocrina multipla di tipo 1 o 2, o Sindrome di Von Hippel-Lindau. Alcuni studi hanno suggerito che anche chi viene sottoposto a sovraesposizione da arsenico e al troppo sole corre un rischio maggiore di sviluppare il tumore a cellule di merkel.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

In base all'aspetto delle cellule tumorali al microscopio, i tumori neuroendocrini si possono suddividere in:

  • Ben differenziati: che crescono piuttosto lentamente e sono meno aggressivi di altri tipi di tumori neuroendocrini, ma sono comunque maligni e possono dare metastasi anche molti anni dopo la scoperta del tumore primario.
  • Scarsamente differenziati: che crescono molto velocemente e possono generare metastasi in tempi brevi.

In base alle caratteristiche cliniche si possono invece suddividere invece in:

  • Funzionanti: che si manifestano con un aumento della produzione e secrezione di sostanze attive dal punto di vista biologico (come gli insulinomi, dove aumenta la produzione di insulina)
  • Non funzionanti: sono circa il 70% dei tumori neuroendocrini e sono caratterizzati dal non produrre sostanze attive.

Una ulteriore suddivisione può inoltre essere fatta in base all'organo o al tipo di cellule interessate in:

I tumori neuroendocrini possono comunque colpire altri organi quali cistifellea, Vie biliari, Ovaia, testicolo, Vescica urinaria, prostata, rene e anche l'occhio.

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Spesso i tumori neuroendocrini restano per molto tempo completamente asintomatici portando così a ritardi nella diagnosi. In altri casi invece i sintomi sono aspecifici e correlati ad altre patologie non oncologiche.

In generale i sintomi dipendono dall'organo coinvolto e dalle sostanze biologicamente attive che il tumore produce (ad esempio serotonina, insulina, adrenalina e istamina).

Tra i sintomi comuni si riscontrano ipertensione, mal di testa, febbre, sudorazione, vomito, cambiamento delle abitudini intestinali e urinarie, sudorazione profusa, tachicardia, iperglicemia, ipoglicemia, diarrea, perdita dell'appetito, diminuzione o aumento del peso corporeo, Esantema, tosse persistente, arrossamenti della pelle, aumento della frequenza cardiaca e difficoltà respiratorie.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi di tumore neuroendocrino è per tutti i medici molto difficile, ma come per tutte le malattie la visita diretta è il primo e fondamentale passo.

Per la diagnosi dei tumori neuroendocrini possono essere di utilità clinica la determinazione dell'acido vanilmandelico nelle urine delle 24 ore o le più specifiche catecolamine urinarie o la ricerca dei loro metaboliti (metanefrine) nel sospetto di feocromocitoma ed il dosaggio dell'acido 5-idrossi-indolo-acetico (5-HIAA) sempre nelle urine nei casi associati a sindrome da carcinoide. Tra i markers circolanti aspecifici il più utilizzato nella pratica clinica è il dosaggio della Cromogranina A circolante. È inoltre, possibile avvalersi anche della ricerca di altri marcatori neuroendocrini circolanti quali l'enolasi neurono specifica (NSE) utile tuttavia solamente nel follow up del microcitoma polmonare e del neuroblastoma. Sono utilizzabili inoltre alcuni markers neuroendocrini specifici circolanti per individuare l'ipersecrezione da parte del tumore, come l'insulina, il glucagone, la gastrina, il VIP, la somatostatina.

In campo diagnostico sono molto utili anche le tecniche per immagini (Tomografia Computerizzata, TC e Risonanza Magnetica, RM) che possono permettere di individuare la sede del tumore primitivo, i rapporti che tali neoplasie contraggono con i tessuti circostanti e le eventuali localizzazioni metastatiche. Sono disponibili alcune specifiche tecniche medico-nucleari, come l'Octreoscan e la PET con il Ga68-DOTATOC o DOTATATE, che utilizzano sostanze che presentano un'elevata affinità per il tessuto neuroendocrino analoghi della somatostatina radiomarcati. Queste metodiche sono utilizzabili per la diagnosi, la stadiazione e il follow-up di tali neoplasie.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi sono stati proposti numerosi sistemi di classificazione e stadiazione, ma non ne esiste ancora uno uniformemente accettato.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Primariamente per la cura dei tumori neuroendocrini è di fondamentale importanza rivolgeri a centri altamente specializzati nei quali sia possibile stabilire una terapia personalizzata con approccio multidisciplinare. In Italia i centri d'eccellenza accreditati sono quatto e si trovano a:

  • Milano
  • Rozzano (vicino a Milano)
  • Roma
  • Napoli

Tra le diverse opzioni terapeutiche quella chirurgica è sicuramente la più usata perché se il tumore viene asportato interamente in molti casi viene così curato completamente e si possono, in questo modo, rimuovere eventuali metastasi o comunque ridurre la massa tumorale a scopo palliativo. Le opzioni chirurgiche possono anche includere interventi di tipo laparoscopico o, in casi estremamente selezionati, il trapianto di fegato.

Per alcuni tumori neuroendocrini è anche possibile utilizzare terapie loco-regionali quali la Chemioembolizzazione o l'alcolizzazione (per metastasi situate in zone del fegato difficilmente raggiungibili dalla chirurgia), oppure la Criochirurgia e la termoablazione ad ultrasuoni (meglio chiamata High intensity focused ultrasound). La radioterapia tradizionale risulta poco usata per queste neoplasie, mentre più usata è la radioterapia mirata che si basa sulla capacità di alcuni tumori neuroendocrini di concentrare al loro interno sostanze radioattive che raggiungono soltanto le cellule malate, risparmiando quelle sane. Un esempio è la terapia con Iodio-131-MIBG: la meta-iodo-benzil-guanidina è una sostanza che viene assorbita dalle cellule del carcinoide e che, una volta legata allo stadio radioattivo, porta all'interno della cellula malata anche la sostanza radioattiva capace di eliminare il tumore. Lo stesso tipo di terapia si può effettuare anche utilizzando l'Octreotide, un farmaco analogo della somatostatina che viene in genere legato all'isotopo radioattivo Ittrio-90 (Y-90). La chemioterapia sistemica (cioè che raggiunge tutto l'organismo) viene usata in genere come combinazione di diversi farmaci chemioterapici. L'utilizzo dell'interferone alfa si è ridotto drasticamente nel corso degli anni, mentre in Italia sono state approvate nuove molecole di origine biologica, come everolimus e sunitib per i tumori neuroendocrini di origine pancreatica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oberdorfer S. (1907). Karzinoide Tumouren des Dünndarms. Frankfurt Zeitschr. Pathol. 1, 426-432
  • Solcia E, Kloppel G, Sobin LH, et al. Histological Typing of Endocrine Tumours (World Health Organization. International Classification of Tumours) 2nd edn. Heidelberg: Springer-Verlag; 2000
  • Travis W.D., Brambilla E., Muller-Hermelink H.K., Harris C.C. (Eds.): World Health Organization Classification of Tumours. Pathology and Genetics of Tumours of the Lung, Pleura, Thymus and Heart. IARC Press: Lyon 2004
  • airc ([1])

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