Tirailleurs sénégalais

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Yora Comba, 38 anni, tenente nei tirailleurs sénégalais, nato a Saint-Louis (Exposition universelle de 1889)
Tirailleurs Sénégalais sotto il comando di Jean-Baptiste Marchand, 1898

I Tirailleurs sénégalais (letteralmente tirailleurs senegalesi) erano un corpo di fanteria coloniale dell'esercito francese. Essi vennero inizialmente reclutati dal Senegal, dall'Africa Occidentale Francese e successivamente da tutta l'Africa occidentale, centrale ed orientale: le principali regioni subsahariane dell'impero coloniale francese.[1] Il sostantivo tirailleur, che si traduce variamente come fuciliere, schermagliatore o tiratore scelto, fu la designazione nell'esercito francese della fanteria indigena reclutata nelle varie colonie e possedimenti d'oltremare dell'Impero francese nel corso dei secoli XIX e XX.[2]

Nonostante il reclutamento non si limitasse al Senegal, queste unità di fanteria assunsero l'aggettivo sénégalais dal momento che fu lì che si formò il primo reggimento tirailleur africano. I primi tirailleurs sénégalais vennero formati nel 1857 e servirono la Francia in una serie di guerre, tra cui la prima guerra mondiale (fornendo circa 200.000 soldati, più di 135.000 dei quali combatterono in Europa e 30.000 dei quali vennero uccisi[3]) e la seconda guerra mondiale (reclutando 179.000 soldati, 40.000 dei quali dispiegati nell'Europa occidentale). Altri reggimenti di tirailleur vennero reclutati nel Nord Africa francese dalle popolazioni arabe e berbere di Algeria, Tunisia e Marocco,[3] nel loro insieme essi vennero chiamati tirailleurs nord-africains o turcos. Reggimenti di tirailleur vennero reclutati anche in Indocina, chiamati Tirailleurs tonkinois.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Tirailleur del popolo Bambara (Mali) (incisione, 1890)

I tirailleurs sénégalais vennero formati nel 1857 ad opera di Louis Faidherbe, governatore generale dell'Africa Occidentale francese, per sopperire alla carenza di truppe francesi sufficienti al controllo del territorio e a soddisfare altri requisiti della prima fase della colonizzazione. Il decreto formale per la formazione di questa forza venne firmato il 21 luglio 1857 a Plombières-les-Bains da Napoleone III. Il reclutamento venne successivamente esteso ad altre colonie francesi in Africa. Durante i suoi primi anni, il corpo incluse prigionieri di guerra ed ex schiavi acquistati dagli schiavisti dell'Africa Occidentale. Il reclutamento successivo fu o ad arruolamento volontario o talvolta per mezzo di una forma arbitraria di coscrizione.

1870–1914[modifica | modifica wikitesto]

Zona musulmana del cimitero nazionale di Amiens (Saint-Acheul) - in primo piano si trova la tomba di un soldato del 45e régiment de tirailleurs sénégalais ucciso nella battaglia della Somme

In seguito alla guerra franco-prussiana i tirailleurs sénégalais continuarono a fornire la maggior parte delle guarnigioni francesi in Africa occidentale e centrale. Il loro numero complessivo rimase limitato. Tuttavia, in previsione della prima guerra mondiale, il colonnello Charles Mangin descrisse, nel suo libro del 1910 La force noire, la sua concezione di un esercito coloniale francese notevolmente ampliato, mentre Jean Jaurès, nel suo L'armée nouvelle, espresse il bisogno della Francia di guardare altrove per reclutare le proprie armate, a causa di un tasso di natalità decadente nella Francia continentale.

Un distaccamento di tirailleurs sénégalais, delle dimensioni di una compagnia, prese parte alla conquista del Madagascar (1895), anche se il grosso delle truppe non europee impiegate in questa campagna era composto da tirailleurs hausa e algerini.[4] Vennero successivamente arruolati in Madagascar reggimenti di tirailleurs malgache, utilizzando le unità senegalesi come modello.

Nel 1896 una piccola spedizione, costituita principalmente da 200 tirailleurs sénégalais, venne assemblata a Loango (Congo francese) sotto la guida del capitano Jean-Baptiste Marchand. Questa "Missione di Marchand" necessitò di due anni per attraversare centinaia di miglia di macchia inesplorata fino a raggiungere Fashoda sul Nilo. Qui incontrò le truppe britanniche ed egiziane ai comandi del maggiore generale Kitchener, che aveva appena distrutto l'esercito dei Dervisci del Mahdi vicino a Khartoum. Mentre l'"Incidente di Fashoda" sollevò la possibilità di una guerra tra la Francia e la Gran Bretagna, venne reso omaggio al coraggio e alla resistenza di Marchand e dei suoi tirailleurs senegalesi da entrambe le parti.

Durante i primi anni del '900 i tirailleurs sénégalais prestarono servizio attivo nel Congo francese e in Ciad, pur continuando a fornire presidi per i possedimenti francesi in Africa occidentale e centrale. Nel 1908 due battaglioni di tirailleurs sénégalais sbarcarono a Casablanca per iniziare quasi venti anni di servizio attivo in Marocco come unità senegalesi. Il 14 luglio 1913 il 1er regiment de tirailleurs sénégalais sfilò con la propria bandiera a Longchamps, prima occasione in cui vennero viste truppe senegalesi nella Francia metropolitana. Vennero presentate nuove bandiere ai 2e, 3e e 4e RTS nella stessa parata[5].

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera del 43º battaglione di soldati senegalesi decorato con la fourragère

Nell'agosto 1914 l'esercito francese contemplava ventuno battaglioni di tirailleurs sénégalais (BTS), tutti in servizio sia in Africa occidentale che in Marocco.

Con lo scoppio della guerra, 37 battaglioni di fanteria francese, nordafricana e senegalese vennero trasferiti dal Marocco alla Francia. Cinque battaglioni senegalesi servirono subito sul fronte occidentale, mentre altri fecero parte della ridotta guarnigione francese in Marocco. Il 5° BTS faceva parte di una colonna francese che venne spazzata via nei pressi di Khenifra, durante la battaglia di El Herri del 13 novembre 1914, con 646 morti. Successivamente il 10°, 13°, 16° e 21° BTS affrontarono pesanti combattimenti in Marocco, rinforzati da 9.000 fucilieri senegalesi arruolati nell'Africa Occidentale Francese.[6]

Sul fronte occidentale i tirailleurs sénégalais si distinsero servendo a Ypres e Diksmuide durante la battaglia delle Fiandre a fine 1914, alla conquista di Fort de Douaumont nell'ottobre 1916, durante la battaglia di Chemin des Dames nell'aprile 1917 e nella battaglia di Reims nel 1918. Le perdite furono particolarmente pesanti nelle Fiandre (stimate fra 3.200 e 4.800)[7] e a Chemin des Mains (7.000 caduti su un totale di 15.500 tirailleurs ingaggiati).[7]

Nel 1915 sette battaglioni di tirailleurs sénégalais furono tra i 79.000 soldati francesi inviati ai Dardanelli. Il totale delle vittime francesi in questa campagna raggiunse i 27.000 uomini, ma la fanteria senegalese e quella coloniale regolare spiccarono per l'alto morale che mantennero nonostante le perdite, in alcune unità, raggiungessero due uomini su tre.[8] I tirailleurs sénégalais si distinsero particolarmente anche nell'attacco durante gli sbarchi francesi iniziali sulla sponda sud dei Dardanelli.[9]

Nuova campagna di reclutamento[modifica | modifica wikitesto]

La politica militare francese verso l'uso di truppe africane in Europa cambiò nel 1915. L'alto comando francese si rese conto che la guerra sarebbe durata molto più a lungo di quello che aveva originariamente previsto ed autorizzò quindi una grande campagna di reclutamento in Africa occidentale[10]. Di conseguenza vennero reclutati altri 93 battaglioni senegalesi tra il 1915 e il 1918, di cui 42 presero servizio nella stessa Francia. La pratica usuale era quella di riunire i battaglioni di fanteria coloniale bianca e dei tirailleurs africani nei régiments de marche misti. Le dure condizioni della guerra di trincea erano una particolare fonte di sofferenza per i soldati africani non ambientati e dopo il 1914-1915 venne adottata la pratica di ritirarli nel sud della Francia per l'addestramento e il riequipaggiamento invernale. Nonostante le loro pesanti perdite in quasi ogni grande battaglia del fronte occidentale, la disciplina e il morale del "Corpo Coloniale" rimase alto per tutta la guerra.[11]

Alle commemorazioni del 90º anniversario della battaglia di Verdun, l'allora presidente Jacques Chirac fece un discorso che evocava i 72.000 combattenti coloniali uccisi durante la guerra, citando la "fanteria marocchina, i tirailleurs del Senegal, d'Indocina, (Annam e Cocincina) e i marsouins dell'Infanterie de marine.

L'occupazione della Renania[modifica | modifica wikitesto]

Tirailleurs senengalesi tra la Guardia d'Onore ispezionata da Paul Tirard e Jean Degoutte, 8 aprile 1920

L'armistizio del novembre 1918 fece provvedere all'occupazione alleata della Renania e la Francia ebbe un ruolo importante. Tra 25.000 e 40.000 soldati coloniali facevano parte di questa forza d'occupazione. Vennero fatti tentativi tedeschi per screditare l'uso di soldati non europei da parte dei francesi durante questa occupazione, come era accaduto in precedenza durante la prima guerra mondiale. Anche se non vennero prodotte prove concrete, molti attivisti sostenevano che i soldati coloniali - e i senegalesi in particolare - erano responsabili di un numero considerevole di stupri e di aggressioni sessuali. I bambini derivanti da queste unioni vennero stigmatizzati come "bastardi della Renania" e successivamente subirono le leggi razziali naziste.

Periodo interbellico[modifica | modifica wikitesto]

Una replica del 1930 della Grande Moschea di Djenné (Mali), costruita nella città francese di Fréjus per ad uso dei soldati coloniali

Durante la guerra, la ridottissima guarnigione francese in Marocco consisteva in gran parte di battaglioni di tirailleurs sénégalais, che non erano soggetti alle divisioni sociali tipiche delle truppe reclutate in loco e che avrebbero potuto essere più facilmente dispensati dal servizio sul fronte occidentale rispetto alle truppe francesi[non chiaro]. Il 13 aprile 1925 la guerra del Rif si estese nel Marocco francese quando ottomila combattenti berberi attaccarono una linea di avamposti francesi recentemente stabiliti nel territorio conteso, a nord del fiume Ouerghala. La maggior parte di questi avamposti erano presidiati da tirailleurs sénégalais e nordafricani. Alla data del 27 aprile 1925, 39 su 66 di questi erano caduti e le loro guarnigioni massacrate, oppure vennero abbandonati. Di fronte a quella che era diventata una grande guerra, i francesi aumentarono le loro forze in Marocco a circa 100.000 uomini. I tirailleurs dell'Africa Occidentale continuarono a svolgere un ruolo importante nelle operazioni successive sia nel protettorato spagnolo (fino al 1926) che nel Marocco meridionale (fino al 1934). In uno dei molti scontri, il 2º battaglione del 1er régiment de tirailleurs sénégalais guadagnò 91 citazioni per coraggio durante i combattimenti attorno ad Ain-Gatar il 22 giugno, 1926.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Tirailleurs senegalesi in servizio in Francia, 1940
1942, Brazzaville, Africa Equatoriale Francese. Un tirailleur viene insignito con la Croce della Liberazione dal generale Charles de Gaulle

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, cinque reggimenti di tirailleurs sénégalais stazionavano in Francia insieme ad una brigata situata in Algeria. La 2e division colonial senegalese venne schierata in modo permanente nel sud della Francia a causa della potenziale minaccia dell'Italia. Venne anche spiegato che il clima era più adatto ai soldati africani.[12] Questa distribuzione dei tirailleurs al di fuori delle loro regioni di assunzione e del tempo di pace tradizionale sorse perché le pesanti perdite della prima guerra mondiale avevano ridotto il numero dei francesi arruolabili nella fascia di età di 20-25 anni a meno della metà.[13] Fino a 200.000 tirailleurs erano attivi durante la guerra, costituendo circa il 9 % delle forze francesi.[14]

Durante la campagna di Francia le unità di tirailleurs sénégalais e di altri africani servirono con distinzione a Gien, Bourges e Buzancais. Le truppe tedesche, cui erano state inculcate le dottrine razziali naziste, espressero indignazione di fronte al dover combattere contro avversari "inferiori". A Montluzin i prigionieri senegalesi vennero giustiziati dai loro carcerieri tedeschi.[15]

I tirailleurs sénégalais prestarono servizio esteso in Africa occidentale, in Italia e in Corsica. Durante il 1944 contribuirono nella liberazione della Francia meridionale. La 9ª DIC (Divisione di fanteria coloniale) includeva il 4°, il 6º ed il 13º Reggimento di tiralleurs senegalesi nel corso di una campagna che li portò da Tolone fino al confine svizzero tra l'agosto ed il novembre del 1944.

Dopo la Liberazione della Francia, i tirailleurs conclusero il loro servizio in Europa. Essi vennero rimpiazzati da volontari francesi reclutati recentemente[16] su ordine di Charles de Gaulle. Il processo divenne noto come Blanchissement de l'armée francaise.[14] ("sbiancamento dell'armata francese"). Di fronte alle restrizioni americane sulla dimensione delle forze della Francia Libera, de Gaulle scelse d'integrare i vari gruppi partigiani (alcuni dei quali condotti dai comunisti) all'interno della struttura dell'esercito ufficiale.[17] Il complesso processo di scarico e rimpatrio dei tirailleurs, sommato al rifiuto della Francia di pagare gli arretrati salariali a causa dei prigionieri di guerra rilasciati, portò a diversi episodi di violenza. Il più noto di essi fu il massacro di Thiaroye nel 1944, durante il quale i francesi uccisero tra 35 e 300 (le fonti variano) tirailleurs.[14] Ai tirailleurs sénégalais era stato promesso che in riconoscimento del loro servizio sarebbero diventati cittadini della Francia alla pari, questo impegno non venne mantenuto dopo la fine delle ostilità.[14]

Dopo il 1945[modifica | modifica wikitesto]

La Place du Tirailleur Sénégalais con il Monumento a Demba e Dupont davanti la stazione ferroviaria di Dakar nel 2012.

Il 24e regiment de march de tirailleurs sénégalais, composto da due battaglioni, servì nella guerra d'Indocina tra il 1946 e il 1954. Molti battaglioni indipendenti di tirailleurs sénégalais combatterono nello stesso teatro di guerra[18]. I tirailleurs sénégalais comprendevano fino al 16% delle forze francesi durante la guerra d'Indocina.[14] Anche nella repressione della rivolta in Madagascar contro il dominio coloniale francese vennero coinvolti i tirailleurs.[14] Nel 1949 c'erano ancora nove reggimenti di tirailleurs sénégalais nell'esercito francese, in servizio in Africa occidentale, Marocco, Algeria, Tunisia ed Indocina.

Durante la guerra d'Algeria i tirailleurs sénégalais prestarono un servizio attivo esteso tra il 1954 e il 1962, principalmente nell'ambito del quadrillage, una griglia di distaccamenti d'occupazione destinata a proteggere le aziende agricole e le strade nelle zone rurali. Circa 12 unità separate senegalesi (o reggimenti di tre battaglioni o singoli battaglioni) servirono nel Nord Africa francese tra il 1954 e il 1967, quando vennero ritirate le ultime truppe francesi. Nel 1958-1959 le unità di tirailleurs furono in parte sciolte, dato che il personale africano si trasferì negli eserciti nazionali di nuova formazione quando le colonie francesi dell'Africa occidentale e centrale divennero indipendenti. Un numero considerevole di ex tirailleurs continuò a servire nell'esercito francese, ma come singoli volontari nelle unità di fanteria coloniale (precedentemente fanteria di marina) o d'artiglieria. I tirailleurs sénégalais persero la loro caratteristica identità storica durante questo processo. A titolo di esempio, il 1er RTS, formato nel 1857, divenne il 61º Reggimento fanteria di marina nel dicembre 1958[19].

L'ultima unità senegalese nell'esercito francese venne sciolta nel 1964.[14]

L'ultimo tirailleur senegalese ad aver servito nella prima guerra mondiale, N. Abdoulaye Ndiaye, morì all'età di 104 anni nel novembre 1998. Era stato ferito ai Dardanelli.[20]

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1857 al 1889 i tirailleurs sénégalais indossarono un'uniforme zuava blu scuro con calze gialle (vedi la prima foto in alto). Quest'uniforme venne sostituita da larghe tuniche blu scuro e pantaloni indossati con una fascia rossa e un fez shashia. I pantaloni bianchi erano indossati nella stagione calda e nel 1898 venne adottato un vestito di stoffa leggera da campo color cachi.[21] Le unità senegalesi inviate in Francia nel 1914 portavano una nuova divisa blu scuro introdotta nel mese di giugno dello stesso anno sotto le giacche blu medio standard della fanteria francese. La divisa cambiò in blu cielo nel 1915 e poi nel cachi scuro universale delle forze d'oltremare francesi l'anno successivo. Nel corso di questi cambiamenti il distintivo polsino giallo e il colletto della calza vennero mantenuti, insieme al shashia (indossato con una copertura grigia per ridurre la visibilità).[22]

Fino alla seconda guerra mondiale i tirailleurs sénégalais continuarono ad indossare le uniformi cachi descritte sopra, o in stoffa pesante o in stoffa leggera in base alle condizioni. Nelle campagne successive indossarono le stesse uniformi da campagna delle altre unità francesi, di solito con la bustina blu scuro dell'infanterie coloniale. Il fez rosso sopravvisse come oggetto di parata fino agli anni '50.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Emitaï (1971) raffigura gli effetti della coscrizione su un villaggio Jola.

Camp de Thiaroye, del regista senegalese Ousmane Sembène, 1987, 153 mins.

Le Tata, paysages de pierres, del regista francese Patrice Robin e dell'autore Eveline Berruezo, 1992, 60 mins.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cf. (FR) Éric Deroo ed Antoine Champeaux, La Force noire. Gloire et infortunes d'une légende coloniale, Parigi, Tallandier, 2006, p. 223, ISBN 2-84734-339-3.
  2. ^ Ricerca | Garzanti Linguistica, su www.garzantilinguistica.it. URL consultato il 14 novembre 2016.
  3. ^ a b (FR) Marc Michel, "Les Africains et la Grande Guerre. L'appel à l'Afrique (1914-1918)", Ed : Karthala, 24 October 2003
  4. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pag. 208-209 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  5. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pag. 471 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  6. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pages 289-291 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  7. ^ a b (FR) Eugène-Jean Duval, pag. 165 "Aux sources officielles de la colonisation française-2°période-1870-1940", ISBN 978-2-296-05430-1
  8. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pp. 379-380, Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  9. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pag. 380, Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  10. ^ (FR) Joe Lunn, 'Les Races Guerrieres': Racial Preconceptions in the French Military about West African Soldiers during the First World War, in Journal of Contemporary History, vol. 34, n. 4, ottobre 1999, pp. 517–536. URL consultato il 12 gennaio 2013.
  11. ^ Charles Lavauzelle, pag. 414 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  12. ^ pag. 36, Militaria No. 358 Mai 2015
  13. ^ (EN) Alistair Horne, p. 229 To Lose a Battle - France 1940, ISBN 0-333-53601-0
  14. ^ a b c d e f g (DE) David Signier, Frankreich verriet die Senegalschützen nach dem 2. Weltkrieg, in Neue Zürcher Zeitung. URL consultato il 7 maggio 2020.
  15. ^ (FR) Charles Lavauzelle, pages 431 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  16. ^ Charles Lavauzelle, pag. 434 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7
  17. ^ (FR) Myron Echenberg, Colonial Conscripts: The Tirailleurs Sénégalais in French West Africa, a cura di Heinemann, 1990, pp. 98–99, ISBN 978-0-85255-601-6.
  18. ^ (EN) Marin Windrow, pag. 15 The French Indochina War,ISBN 1-85532-789-9
  19. ^ (FR) Charles-Lavauzelle, page 490 Les Troupes de Marine 1622-1984, ISBN 2-7025-0142-7
  20. ^ (FR) Marc Michel, les Africains et la Grande Guerre, Paris, Kathala, 2003, p. 7, ISBN 9 782845 864177.
  21. ^ (FR) Argout-Editions,Les Armees de L'Histoire - Uniformes, September–October 1984
  22. ^ (FR) Andre Jouineau, Officers and Soldiers of the French Army 1918, ISBN 978-2-35250-105-3
  23. ^ Le Tata Paysages de pierres – Tirailleurs-Sénégalais, su tirailleurs-senegalais.fr.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Myron Echenberg, "Tragedy at Thiaroye: The Senegalese Soldiers' Uprising of 1944 ", in Peter Gutkind, Robin Cohen and Jean Copans (eds), African Labor History, Beverly Hills, 1978, p. 109-128
  • Myron Echenberg, Colonial Conscripts: The Tirailleurs Senegalais in French West Africa, 1857-1960. Heinemann (1990), ISBN 0-435-08052-0
  • Eveline Berruezo and Patrice Robin : Le Tata - paysages de pierres. Documentary film, 60', 1992. Espace Mémoire, France.
  • Christian Koller:»Von Wilden aller Rassen niedergemetzelt«. Die Diskussion um die Verwendung von Kolonialtruppen in Europa zwischen Rassismus, Kolonial- und Militärpolitik (1914–1930) (= Beiträge zur Kolonial- und Überseegeschichte, Bd. 82). Franz Steiner Verlag, Stuttgart 2001, ISBN 3-515-07765-0.
  • Nancy Ellen Lawler. Soldiers of Misfortune: Ivoirien Tirailleurs of World War II. Ohio Univ Press (1992) ISBN 0-8214-1012-1
  • Rafael Gutierrez and Dario Arce : Le Tata sénégalais de Chasselay : mémoires du 25° RTS" Documentary film, 52', 2007. Productions Chromatiques- TLM, France.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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