Gaio Asinio Gallo: differenze tra le versioni

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Morì di fame in prigione nel [[33]], non sappiamo se volontariamente o perché obbligato.<ref>[[Publio Cornelio Tacito]], ''[[Annales (Tacito)|Annales]],'' VI,23.</ref> Quando Agrippina morì nell'ottobre dello stesso anno, Tiberio la accusò di immoralità e di adulterio con Asinio Gallo, la cui morte l'avrebbe indotta a rifiutare la vita.<ref>[[Publio Cornelio Tacito]], ''[[Annales (Tacito)|Annales]],'' VI,25.</ref> Il suo nome fu cancellato dai pubblici monumenti (secondo la pratica della [[damnatio memoriae]]), e successivamente venne esposto e ripresentato dopo la morte di Tiberio.
Morì di fame in prigione nel [[33]], non sappiamo se volontariamente o perché obbligato.<ref>[[Publio Cornelio Tacito]], ''[[Annales (Tacito)|Annales]],'' VI,23.</ref> Quando Agrippina morì nell'ottobre dello stesso anno, Tiberio la accusò di immoralità e di adulterio con Asinio Gallo, la cui morte l'avrebbe indotta a rifiutare la vita.<ref>[[Publio Cornelio Tacito]], ''[[Annales (Tacito)|Annales]],'' VI,25.</ref> Il suo nome fu cancellato dai pubblici monumenti (secondo la pratica della [[damnatio memoriae]]), e successivamente venne esposto e ripresentato dopo la morte di Tiberio.

==Albero Genealogico==
{{Asinii Pollioni}}


== Note ==
== Note ==

Versione delle 21:36, 28 mar 2015

Gaio Asinio Gallo (in latino: Gaius Asinius Gallus; 40 a.C. circa – 33) è stato un senatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia.

Gallo era figlio di Gaio Asinio Pollione. Nel 11 a.C. sposò Vipsania Agrippina, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e della sua prima moglie Cecilia Attica. Vipsania era inoltre la precedente moglie di Tiberio. Asinio fu console nell'8 a.C., proconsole d'Asia nel 6 a.C.-5 a.C.

Asinio Gallo aveva avanzato il diritto di paternità sul figlio di Tiberio e Vipsania, Druso, e per questo era malvisto da Tiberio.[1] Gaio corteggiò anche la vedova di Gaio Giulio Cesare Germanico, Agrippina. Questo e la sua acuta personalità lo portarono ad un'inimicizia con Tiberio. Nel 30, sotto istigazione di Tiberio, che era preoccupato di un possibile complotto e della vicinanza di Asinio col prefetto del pretorio Seiano, il Senato lo dichiarò nemico pubblico.[2] Asinio venne tenuto in una condizione di assoluto isolamento: "Non aveva compagni o servi con lui, non parlava con nessuno e non vedeva nessuno, eccetto quando qualcuno doveva portargli del cibo, di scarsa qualità e quantità, tanto che non gli dava nessuna forza o beneficio, ma neppure da consentirgli di morire: questo, infatti, era l'aspetto più tremendo."[3]

Morì di fame in prigione nel 33, non sappiamo se volontariamente o perché obbligato.[4] Quando Agrippina morì nell'ottobre dello stesso anno, Tiberio la accusò di immoralità e di adulterio con Asinio Gallo, la cui morte l'avrebbe indotta a rifiutare la vita.[5] Il suo nome fu cancellato dai pubblici monumenti (secondo la pratica della damnatio memoriae), e successivamente venne esposto e ripresentato dopo la morte di Tiberio.

Albero Genealogico

Note