Erio Asinio

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Erio Asinio, in latino Herius Asinius (... – 90 a.C.), è stato un politico e condottiero marrucino, magistrato dei Marrucini, fu uno dei principali capi militari degli Italici nelle prime fasi della Guerra sociale (90-88 a.C.)[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa molto della biografia di Erio Asinio. Appartenente a un'eminente famiglia di Teate (odierna Chieti)[2], ricoprì incarichi importanti fra la sua gente: Tito Livio lo definiva «praetor Marrucinorum» nel libro LXXIII della sua Storia di Roma di cui però è rimasta la sola epitome[3]. I Marrucini, come peraltro la gran parte delle altre popolazioni italiche alleate dei romani (socii), pur conservando una certa autonomia interna, aderivano completamente alla politica della repubblica romana per cui iniziarono a rivendicare la cittadinanza romana. L'uccisione di Livio Druso (91 a.C.), il politico romano che aveva proposto l'estensione della cittadinanza romana agli abitanti dell'Italia peninsulare, convinse gli Italici che non fosse possibile ottenere tale riconoscimento con mezzi pacifici spingendoli all'insurrezione armata («Guerra sociale»). Secondo la testimonianza di Velleio Patercolo[4], di Appiano[5] e di Eutropio[6], Erio Asinio fu fra i più autorevoli capi dell'esercito italico confederato. Sconfitto da Caio Mario, perdette la vita in battaglia[3]

Si ritiene fosse il nonno di Gaio Asinio Pollione. Asinio Pollione si vantava di essere suo nipote e diede al figlio il nome di Erio[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Abet, La guerra sociale: potere e autorità nei rapporti tra ordinamento giuridico e comunità nazionale, Napoli: Editoriale scientifica, 1987
  2. ^ Nicola Corcia, Storia delle due Sicilie dall'antichità più remota al 1789, Volume 1, Napoli: Tipografia Virgilio, 1843, p. 150 (Google libri)
  3. ^ a b T. Livius, Ab Urbe condita liber LXXIII Periocha (The Latin Library)
  4. ^ «Italicorum autem fuerunt celeberrimi duces Silo Popaedius, Herius Asinius, Insteius Cato, C. Pontidius, Telesinus Pontius, Marius Egnatius, Papius Mutilus» (Velleio Patercolo, libro II, 16)
  5. ^ Le guerre civili de' romani di Appiano Alessandrino tradotte dal greco dall'abate Marco Mastrofini già pubblico professore nel Seminario di Frascati, Roma: presso Vincenzo Poggioli alla Minerva, 1826, Vol. II, p. 40 (Google libri)
  6. ^ «Duces autem adversus Romanos Picentibus et Marsis fuerunt T. Vettius, Hierius Asinius, T. Herennius, A. Cluentius» (Evtropii breviarivm liber qvintvs, 3, TheLatinLibrary)
  7. ^ Literatur der augusteischen Zeit 1982, su books.google.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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