Soul Man (singolo)

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Soul Man
Artista Sam & Dave
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1967
Durata 2:40
Album di provenienza Soul Men
Dischi 1
Tracce 2
Genere Soul
Etichetta Stax/Atlantic
S-231
Produttore Isaac Hayes
David Porter
Formati 45"
Sam & Dave - cronologia
Singolo precedente
Soothe Me
(1967)
Singolo successivo
(1968)

Soul Man è una canzone scritta da Isaac Hayes e David Porter e registrata dal duo soul statunitense Sam & Dave. Fu pubblicata nel 1967 come singolo e si rivelò subito come uno dei brani più noti dei due artisti e anche il più celebre a livello commerciale. Arrivò infatti al secondo posto della Billboard, divenendo una hit degli anni sessanta.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il coautore Isaac Hayes trovò l'ispirazione per Soul Man nel tumulto della African-American Civil Rights Movement del 1960 e nei durissimi scontri di protesta di Detroit che si verificarono nel luglio del 1967. Vedendo i reportage in televisione e sui giornali, Hayes osservò che i residenti neri della cittadina del Michigan avevano scritto sui muri dei palazzi che non erano stati distrutti la parola "Soul".[2] Questi due fatti di cronaca, più una ri-lettura di un passo della Bibbia inerente alla Pasqua,[3] lo spinsero un giorno ad incontrare il suo amico compositore David Porter e a stendere insieme a lui la canzone che narrasse "la storia di una persona che lotta per superare le sue attuali condizioni di vita. È quasi una melodia [dove si sente] una specie di vanto 'I'm a Soul Man'. È un fatto di orgoglio."[4]

Distribuito da una filiale dell'Atlantic Records, la Stax, in cui lavorarono molto Hayes e Porter, il singolo divenne il pezzo più famoso mai pubblicato dall'etichetta discografica.[4] Nell'autunno del 1967 raggiunse il primo posto della "Billboard Hot Black Singles chart" e il secondo della Billboard Hot 100[5] e l'anno successivo vinse il Grammy Award per la migliore esecuzione R&B fatta da un Duo o Group vocale.[4]

L'esclamazione "Play it, Steve!" che si sente nel pezzo è riferita al chitarrista Steve Cropper dei Booker T. & the M.G.'s (gruppo che suonò sempre tutti gli strumenti nei singoli dei Sam & Dave) che eseguì la parte per chitarra elettrica. Curiosamente egli si prestò come chitarrista non solo nella versione originale del duo, ma anche nelle cover fatte dal vivo dei Blues Brothers.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante una stessa sessione, vennero registrate ed incise due versioni di Soul Man, che si distinguono principalmente per i primi trenta secondi iniziali: una infatti si apre con un ricco e complesso assolo di batteria su cui Sam Moore pronuncia in modo enfatizzato le parole "Comin' to you...", mentre l'altra parte da un'introduzione strumentale più pacata ad opera di una chitarra, di un basso e dei piatti senza nessun assolo di percussioni. Quest'ultima interpretazione è quella più facilmente disponibile in tutti i formati, mentre la prima tende ad essere più difficile da reperire, anche se può essere sentita spesso alla radio o su originali stampe in vinile a 45 giri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Soul Man - 2:58
  2. May I Baby - 2:35

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Soul Man
Artista The Blues Brothers
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1978
Durata 2: 55
Dischi 1
Tracce 2
Genere Blues rock
Etichetta Atlantic
Produttore Bob Tischler
Formati 45"
The Blues Brothers - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
Rubber Biscuit
(1978)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Template:Gilliland
  2. ^ name="bowman"
  3. ^ Filmato audio Morgan Neville, Robert Gordon, and Mark Crosby [directors, writers, producers], Great Performances - Respect Yourself: The Stax Records Story, New York, Tremolo Productions, Concord Music Group, Thirteen/WNET New York, 2007.
  4. ^ a b c Bowman, Rob (1997). Soulsville U.S.A.: The Story of Stax Records. New York: Schirmer Trade. ISBN 0-8256-7284-8. Pg. 128
  5. ^ Joel Whitburn, Top R&B/Hip-Hop Singles: 1942-2004, Record Research, 2004, p. 510.
  6. ^ Bubbling Under Hot 100 Week of May 26, 2012, su Billboard, Prometheus Global Media. URL consultato il 13 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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