Sinfonia n. 6 (Haydn)

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Sinfonia n. 6
Il mattino
CompositoreFranz Joseph Haydn
TonalitàRe maggiore
Tipo di composizioneSinfonia
Numero d'operaHob:I:6
Epoca di composizioneprimavera 1761
Prima esecuzionePalazzo Esterházy, Vienna
Organico2 flauti, 2 oboi, fagotto, 2 corni in Re, archi, clavicembalo
Movimenti
  • I. Adagio-Allegro
  • II. Adagio-Andante-Adagio
  • III. Minuetto-Trio
  • IV. Allegro

La Sinfonia n. 6 in Re maggiore, Hoboken I/6, fu composta da Joseph Haydn nel 1761. È caratterizzata da una partitura molto virtuosistica per quanto riguarda l'orchestra. È universalmente conosciuta con il nome Le matin (Il mattino).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Haydn compose questo lavoro, il primo lavoro sinfonico per il suo nuovo datore di lavoro Principe Nikolaus Eszterhàzy, durante la primavera del 1761. In questo lavoro, Haydn ha volutamente ripercorso lo stile del concerto grosso semplificato dai lavori di Antonio Vivaldi, Giuseppe Tartini e Tomaso Albinoni allora molto in voga tra le corti di tutta Europa. Tutte e tre le sinfonie (n.6, 7 e 8) sono caratterizzate da passaggi solisti per gli ottoni, il corno (strumento musicale) e gli archi, incluse anche delle rare parti per contrabbasso e fagotto nel terzo movimento. Il lavoro è scritto per flauto, 2 oboi, fagotto, 2 corni in re, primi e secondi violini, viola, violoncello, contrabbasso e clavicembalo ad libitum.[1][2]

Pare che Haydn volesse raccogliere il consenso sia del suo datore di lavoro (facendo riferimento ad una tradizione familiare e popolare) e, cosa più importante, dei musicisti dalla cui buona volontà egli dipendeva.[3] Specialmente in questo periodo, i musicisti che eseguivano passaggi difficili o che mostravano un insolito virtuosismo venivano ricompensati finanziariamente. Mettendo in risalto le qualità di tutti i musicisti, Haydn diffondeva letteralmente la ricchezza.

Il soprannome (Il mattino)[modifica | modifica wikitesto]

Il nome (che non fu scelto da Haydn, ma adottato in seguito) deriva dall'introduzione del primo movimento, che richiama l'immagine dell'alba. Il resto del lavoro è senza titolo, come, del resto, lo erano le altre due sinfonie della serie. Per questa associazione del movimento iniziale, le due sinfonie successive vennero presto chiamate mezzogiorno e sera.[4]

La sinfonia[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Esterhàzy a Wallnerstraße, Vienna, dove questa sinfonia fu eseguita per la prima volta.

La sinfonia si sviluppa in quattro movimenti:

  1. Adagio, 4/4 - Allegro, 3/4
  2. Adagio, 4/4 - Andante, 3/4 - Adagio, 4/4
  3. Minuetto e Trio, 3/4
  4. Finale: Allegro, 2/4

Seguendo le sensazioni del Mattino dall'introduzione, l'Allegro prende subito il via con passaggi solisti del flauto e dell'oboe. Alla fine dello sviluppo, un corno solista segue il flauto iniziale, riportando alla mente degli ascoltatori l'entrata prematura del corno alla fine dello sviluppo della Eroica di Ludwig van Beethoven, composta 40 anni più tardi.[5]

Il movimento lento è un Andante in cui si sviluppano i passaggi del violino e violoncello solisti. L'Adagio che segue è basato sull'Esacordo.[5]

Il minuetto presenta passaggi concertanti. Un flauto solo viene accompagnato dai violini ed il Trio inizia con il contrabbasso ed il fagotto solisti che sono presto raggiunti da una viola ed un violoncello solisti.[5]

Il finale continua a mo' di concerto grosso con passaggi virtuosistici per il violoncello, il violino ed il flauto.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi l'edizione di H. C. Robbins Landon della partitura della Sinfonia n. 6 al sito Haydn100&7.
  2. ^ Il clavicembalo è marcato con la dicitura ad libitum in quanto la sua presenza all'interno dell'organico è ancora oggetto di dispute. Nonostante Langdon insista sulla presenza, James Webster (per Christopher Hogwood) asserisce che non dovrebbe essere usato: Haydn era l'unico che sapesse suonare il clavicembalo nell'orchestra Esterhazy, ma conduceva l'orchestra suonando il violino. Inoltre non sono presenti parti per basso continuo nel manoscritto autografo di Haydn (riassunto tratto da Threasher, p.51).
  3. ^ D. McCaldin, Haydn Well Served in The Musical Times, Vol. 132, N. 1783 (Settembre 1991), p. 448
  4. ^ Per maggiori dettagli: H.C. Robbins Landon, The Symphonies of Joseph Haydn. (London: Universal Edition. and Rockliff, 1955)
  5. ^ a b c d Brown, A. Peter, The Symphonic Repertoire (Volume 2). Indiana University Press (ISBN 0-253-33487-X), pp. 71-72 (2002).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Threasher, David. "Four Seasons in One Day" in Gramophone, June 2009, pp. 48-53.
Controllo di autoritàVIAF: (EN174995867 · GND: (DE300070136
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