Sindrome da astinenza da antidepressivi

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La sindrome da astinenza da antidepressivi[1] è una patologia iatrogena caratterizzata da una serie di sintomi neuropsichiatrici e vegetativi che si verifica a seguito della riduzione del dosaggio di un antidepressivo (graduale o non graduale). Sebbene quasi tutti gli antidepressivi possano causare una sindrome di astinenza, i più noti per causare questo tipo di disturbo sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e di inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI).

I sintomi più comuni consistono in mal di testa, disturbi del sonno, alterazione dell'umore, ansia, sintomi simil influenzali, vertigini e sensazione di scossa alla testa (brain-zaps). Generalmente i sintomi sono lievi, tendono a risolversi autonomamente in 1-2 settimane e possono essere diminuiti riducendo gradualmente il dosaggio del farmaco, tuttavia sono stati descritti casi di sintomi persistenti per molti mesi che richiedono un trattamento specifico.[2][3]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo di modelli animali per spiegare il meccanismo alla base di questo fenomeno clinico è stato molto difficile e gli studi sull'uomo sono ancora oggi assenti. Una possibile spiegazione è che i sintomi di astinenza da farmaci ad azione sulla ricaptazione della serotonina possano verificarsi a causa di una rapida riduzione della disponibilità di serotonina quando il trattamento viene sospeso in modo brusco. Tuttavia, sembra che non vi sia un ruolo soltanto dei recettori per la serotonina poiché i recettori per la serotonina sono parte integrante di altri sistemi recettoriali cerebrali. Quindi, i tentativi di spiegare i determinanti di questo fenomeno sono ancora speculazioni. Sono stati finora ipotizzati almeno 3 possibili sistemi recettoriali che potrebbero contribuire alla comparsa di questa sintomatologia: il sistema recettoriale per la serotonina, quello per la noradrenalina e quello colinergico[4].

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi comunemente riportati in seguito alla sospensione dall'assunzione di antidepressivi includono sintomi simil-influenzali (nausea, vomito, diarrea, mal di testa, sudorazione) e disturbi del sonno (insonnia, incubi, sonnolenza costante).[5] Sono stati segnalati anche disturbi del movimento e sensoriali, tra cui squilibri, tremori e vertigini. Sono riportati anche disturbi dell'umore come disforia, ansia o agitazione, così come disturbi cognitivi come confusione e ipereccitazione.

Nei casi associati all'improvvisa interruzione degli inibitori della monoamino ossidasi è stata osservata una psicosi acuta.[5][6][7] Più di cinquanta sintomi sono stati segnalati.[8]

La maggior parte dei casi di sindrome da astinenza ha una durata che varia da una a quattro settimane, con sintomi relativamente lievi e si risolvono da soli; in rari casi i sintomi possono essere gravi o duraturi.[5] La paroxetina (Paxil) e la venlafaxina (Effexor) sembrano essere particolarmente difficili da interrompere e con la prima è stata riportata una sindrome da astinenza di oltre 18 mesi.[9][10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fava GA, Gatti A, Belaise C, Guidi J, Offidani E. Withdrawal Symptoms after Selective Serotonin Reuptake Inhibitor Discontinuation: A Systematic Review. Psychother Psychosom. 2015 Feb 21;84(2):72-81.
  2. ^ Thibault Renoir, Selective Serotonin Reuptake Inhibitor Antidepressant Treatment Discontinuation Syndrome: A Review of the Clinical Evidence and the Possible Mechanisms Involved, in Frontiers in Pharmacology, vol. 4, 16 aprile 2013, DOI:10.3389/fphar.2013.00045. URL consultato il 3 settembre 2017.
  3. ^ (EN) Lut Tamam e Nurgul Ozpoyraz, Selective serotonin reuptake inhibitor discontinuation syndrome: A review, in Advances in Therapy, vol. 19, nº 1, 1º gennaio 2002, pp. 17–26, DOI:10.1007/BF02850015. URL consultato il 3 settembre 2017.
  4. ^ Blier P, Tremblay P. Physiologic mechanisms underlying the antidepressant discontinuation syndrome. J Clin Psychiatry. 2006;67 Suppl 4:8-13.
  5. ^ a b c Christopher H. Warner, William Bobo, Carolynn Warner, Sara Reid e James Rachal, Antidepressant discontinuation syndrome, in American Family Physician, vol. 74, nº 3, August 2006, pp. 449–56, PMID 16913164.
  6. ^ Peter M. Haddad e Ian M. Anderson, Recognising and managing antidepressant discontinuation symptoms, in Advances in Psychiatric Treatment, vol. 13, nº 6, October 2007, pp. 447–57, DOI:10.1192/apt.bp.105.001966.
  7. ^ Renoir T, Selective serotonin reuptake inhibitor antidepressant treatment discontinuation syndrome: a review of the clinical evidence and the possible mechanisms involved, in Front Pharmacol, vol. 4, 2013, p. 45, DOI:10.3389/fphar.2013.00045, PMC 3627130, PMID 23596418.
  8. ^ Haddad PM, Dursun SM, Neurological complications of psychiatric drugs: clinical features and management, in Hum Psychopharmacol, vol. 23, Suppl 1, 2008, pp. 15–26, DOI:10.1002/hup.918, PMID 18098217.
  9. ^ Peter M. Haddad, Antidepressant discontinuation syndromes, in Drug Safety, vol. 24, nº 3, March 2001, pp. 183–97, DOI:10.2165/00002018-200124030-00003, PMID 11347722.
  10. ^ L. Tamam e N. Ozpoyraz, Selective Serotonin Reuptake Inhibitor Discontinuation Syndrome: A Review, in Advances in Therapy, vol. 19, nº 1, January–February 2002, pp. 17–26, DOI:10.1007/BF02850015, PMID 12008858. URL consultato il 28 novembre 2012. Ospitato su SpringerLink.
  11. ^ Gerald Gartlehner, Richard A. Hansen, Laura C. Morgan, Kylie Thaler, Linda J. Lux, Megan Van Noord, Ursula Mager, Bradley N. Gaynes, Patricia Thieda, Michaela Strobelberger, Stacey Lloyd, Ursula Reichenpfader e Kathleen N. Lohr, Results, in Second-Generation Antidepressants in the Pharmacologic Treatment of Adult Depression: An Update of the 2007 Comparative Effectiveness Review, Comparative Effectiveness Reviews, nº 46, Rockville, MD, Agency for Healthcare Research and Quality, December 2011. Ospitato su NCBI Bookshelf.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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