Simon Faithfull

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Simon Faithfull

Simon Faithfull (Ipsden, 1966) è un artista inglese. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre internazionali, in particolare al British Film Institute a Londra (2009), alla Haus der Kulturen der Welt a Berlino (2009), al Palais de Tokyo a Parigi (2013) e in Italia alla Biennale di Venezia (2007) e al Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (2014).[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Faithfull nasce a Ipsden, Oxfordshire, Inghilterra nel 1966.[3] È figlio di Robert Glynn Faithfull, professore all'Università di Liverpool, e fratellastro della cantante Marianne Faithfull. Trascorre l'infanzia nella comunità di Braziers Park e studia presso la Central Saint Martin's School of Art a Londra (1986–1989) e in seguito presso l'Università di Reading dove consegue il Master of Fine Arts (1994–1995).[2] La pratica artistica di Faithfull è fatta di ricerca e sperimentazione, e si concentra spesso sui concetti di fallimento, anti-eroismo e malinconia.[2][4][5][6] Un altro tema ricorrente è il viaggio, in particolare l'artista indaga il rapporto tra gli oggetti della vita quotidiana e gli estremi confini del pianeta.[4][5] Per rappresentare le proprie esperienze di viaggio Faithfull è solito usare un palmare PalmPilot, che gli consente di esprimere istantaneamente la propria esperienza soggettiva.[4] I disegni sono poi inviati via email, come fossero "piccoli messaggi in bottiglia".[4]

«I disegni non sono molto dettagliati perché lo schermo è piccolo e a bassa risoluzione. Però mi piace l'idea di creare qualcosa di significativo con mezzi ridotti, qualcosa di simile a una economia di linea".[7]»

(Simon Faithfull)

Nel 1996 Faithfull inizia il progetto Escape Vehicles, con lo scopo di sfidare la forza di gravità.[8] Il progetto prosegue fino al 2005, con sette veicoli composti da palloncini, sedie, insetti e rocce.[8] Il primo veicolo è una sedia attaccata a dei razzi, che si disintegra quasi subito.[8] Il quarto è una tuta attaccata a una mongolfiera improvvisata, e questa volta il veicolo riesce a decollare.[8] Il sesto porta nello spazio una sedia: il pubblico vede prima la sedia sparire nel cielo, legata a un pallone sonda, e poi uno streaming video in diretta mostra la sedia raggiungere un’altitudine di 30 km e infine distruggersi.[8][9] Nel 2009 le opere sono raccolte in una mostra dal titolo Gravity Sucks presso la galleria del British Film Institute.[2][8]

Dal 2003 Faithfull tiene lezioni presso la Slade School of Fine Art.[10] L'anno successivo è il primo artista visivo a ricevere la borsa di studio di Arts Council England per viaggiare in Antartide con il British Antarctic Survey.[11][12][13] Durante il viaggio, che si svolge tra novembre 2004 e gennaio 2005, Faithfull crea quotidianamente dei disegni su PalmPilot e li invia tramite email a chiunque ne faccia richiesta.[11][12][13] Nel 2006, durante la Biennale di Whitstable, Faithfull pubblica Lost, un libro che categorizza gli oggetti perduti dall’artista durante la sua vita, insieme alle storie che accompagnano queste perdite.[5] L'artista decide di spargere 500 copie del libro per Whitstable, invitando chiunque le rinvenga a registrare il ritrovamento e in seguito abbandonare nuovamente il libro.[5]

Nel 2009 l'artista realizza Liverpool-to-Liverpool, un viaggio da Liverpool in Inghilterra a Liverpool in Canada.[2][3] Ogni giorno Faithfull crea sei disegni su PalmPilot, in bianco su sfondo nero, e una volta arrivato in Canada invia 181 cartoline con i suoi disegni a indirizzi scelti a caso dall'elenco telefonico della Liverpool inglese.[2][3] I disegni sono infine incisi negli archi di pietra e vetro della Stazione di Liverpool Lime Street.[2][3] Nel 2011 Faithfull crea un'app per iPhone chiamata Limbo, che permette di vedere in diretta i disegni realizzati dall'artista e visualizza su una mappa il luogo in cui sono stati elaborati.[4][6][14] I disegni di Limbo sono poi raccolti nella mostra An Expanding Atlas of Subjectivity a Berlino, Lilla e Leicester.[4] Il libro omonimo è aggiornato in continuazione e ogni copia stampata include tutti i disegni presenti nel database Limbo fino a quel momento.[15]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La lista delle pubblicazioni è tratta dalla sezione "Publications" del sito ufficiale di Faithfull.[16]
  • Ideas, Vol. 1, Pump House Gallery, 2004.
  • Ice Blink: An Antarctic Essay, Book Works, 2006.
  • Lost, Laconic Books, 2006.
  • Accident Book, Laconic Books, 2009.
  • Going Nowhere, Film and Video Umbrella, 2009.
  • Liverpool-to-Liverpool, Liverpool University Press, 2010.
  • An Expanding Atlas of Subjectivity, ArtConnexion, 2011.
  • King's Cross: A Pictorial Guide (Unreliable), Ditto Press, 2012.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

La lista delle opere è tratta dalla sezione "Works" del sito ufficiale di Faithfull.[17]
  • Going Nowhere, 1995
  • Escape Vehicle No. 1, 1996
  • Escape Vehicle No. 2, 1996
  • Escape Vehicle No. 3, 1996
  • Escape Vehicle No. 4, 1996
  • Escape Vehicle No. 5, 1996
  • Container-ship, 1997
  • Hertford Union, 1998
  • Half Life, 2001
  • Orbital, 2002
  • 30 km, 2003
  • 13, 2004
  • Escape Vehicle No. 6, 2004
  • Escape Vehicle No. 7, 2005
  • Ice Blink, 2005
  • Falling, 2005
  • Antarctica Diaries, 2005
  • Antarctic Lecture, 2005
  • 44, 2005
  • 175 ft Above Birmingham, 2005
  • Postcards from Berlin, 2006
  • LOST, 2006
  • Lea Navigation, 2006
  • Liverpool Diaries, 2008
  • Aurora Borealis (Unseen), 2008
  • Shy Fountain (A Fountain Only Exists When No One Is There), 2008
  • 0°00 Navigation, 2009
  • Accident Writing, 2009
  • Fake Moon, 2009
  • Mobile Research Station No. 1, 2009
  • Liverpool-to-Liverpool, 2010
  • Liverpool – Lime St. Station, 2010
  • Direct from This Window (117 Degrees South-East, a View from the Bosphorus), 2010
  • Going Nowhere 2, 2011
  • EZY1899: Reenactment for a Future Scenario, 2012
  • Kings Cross Writing, 2012
  • An Expanding Atlas of Subjectivity, 2012

Mostre personali[modifica | modifica wikitesto]

La lista delle mostre personali è tratta dalla sezione "CV" del sito ufficiale di Faithfull e dalla biografia dell'artista sul sito della Slade School of Fine Art.[10][16]
  • Psychotopography, ArtSway, Hampshire, Regno Unito, 2002
  • Dogends, Transit Space, Londra, Regno Unito, 2002
  • Simon Faithfull & Bruno Peinado, Parker's Box, New York, Stati Uniti, 2002
  • Terrestrial Investigation #256, SPACE, Londra, Regno Unito, 2003
  • Dreamland, Turner Contemporary, Margate, Regno Unito, 2003
  • 30 km, Film and Video Umbrella Commission / Aspex Gallery, Portsmouth, Regno Unito, 2003
  • Vanishing Point, Pump House, Battersea, Regno Unito, 2004
  • Hard Drive, ICA, Londra, Regno Unito, 2004
  • Antarctica Dispatches, CCA, Glasgow, Regno Unito, 2005
  • Ice Blink, Cell, Londra, Regno Unito, 2005
  • Ice Blink, Stills, Edimburgo, Regno Unito, 2006
  • Ice Blink, Parker's Box, New York, Stati Uniti, 2006
  • Simon Faithfull – Selected Video Works, Gallerie Polaris, Parigi, Francia, 2008
  • Simon Faithfull & Carla Guagliardi – Schwerlos, Haus am Waldsee, Berlino, Germania, 2009
  • Gravity Sucks, British Film Institute, Londra, Regno Unito, 2009
  • Voyages Extraordinaires: Simon Faithfull & Christoph Keller, CRAC Alsace, Altkirch, Francia, 2010
  • Recent Findings: Simon Faithfull, Harris Museum, Preston, Regno Unito, 2010
  • Going Nowhere: Simon Faithfull, Parker's Box, Stati Uniti, 2011
  • An Expanding Atlas of Subjectivity, National Museum, Berlino, Germania, 2011
  • An Expanding Atlas of Subjectivity, ArtConnexion, Lilla, Francia, 2012
  • An Expanding Atlas of Subjectivity, Phoenix Arts Centre, Leicester, Regno Unito, 2012
  • Wanderings, ICIA, Bath, Regno Unito, 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eliza Williams, Simon Faithfull – BFI Southbank Gallery, London, UK, in Frieze Magazine, 30 luglio 2009. URL consultato il 16 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2015).
  2. ^ a b c d e f g (EN) Mr. Simon Faithfull – Profile, Institutional Research Information Service. URL consultato il 16 giugno 2014.
  3. ^ a b c d (EN) Dale Berning, Simon Faithfull on drawing, in The Guardian, 19 settembre 2009. URL consultato il 16 giugno 2014.
  4. ^ a b c d e f (EN) Robert Leeming, Escape Vehicles – A Conversation with Simon Faithfull, su robertleeming.wordpress.com, 1º marzo 2010. URL consultato il 16 giugno 2014.
  5. ^ a b c d (EN) Becky Hunter, Interview with Simon Faithfull, in Whitehot Magazine, 13 febbraio 2008. URL consultato il 16 giugno 2014.
  6. ^ a b (EN) Joan K. Smith, Simon Faithfull's Limbo: Mobile App as Anti-Heroic Art, in Huffington Post, 26 maggio 2011. URL consultato il 16 giugno 2014.
  7. ^ (EN) Simon Faithfull – An Expanding Atlas of Subjectivity, Phoenix. URL consultato il 16 giugno 2014.
  8. ^ a b c d e f (EN) Helen Brown, Simon Faithfull's 'Gravity Sucks': furniture’s giant leap, in The Telegraph, 10 luglio 2009. URL consultato il 16 giugno 2014.
  9. ^ (EN) Escape Vehicle No. 6, Simon Faithfull, in The Arts Catalyst. URL consultato il 16 giugno 2014.
  10. ^ a b (EN) Mr. Simon Faithfull – Exhibitions, Slade School of Fine Art. URL consultato il 16 giugno 2014.
  11. ^ a b (EN) Sarah Kent, Simon Faithfull: Interview, in TimeOut London, 18 aprile 2006. URL consultato il 16 giugno 2014.
  12. ^ a b (EN) Simon Faithfull's Antarctic diary, in The Guardian. URL consultato il 16 giugno 2014.
  13. ^ (EN) Simon Faithfull – Limbo, Simon Faithfull. URL consultato il 16 giugno 2014.
  14. ^ (EN) Simon Faithfull – An Expanding Atlas of Subjectivity, Simon Faithfull. URL consultato il 16 giugno 2014.
  15. ^ a b (EN) Simon Faithfull – CV, Simon Faithfull. URL consultato il 16 giugno 2014.
  16. ^ (EN) Simon Faithfull – Works, Simon Faithfull. URL consultato il 16 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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