Sibilla di Medania

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Sibilla e i presunti cospiratori contro Enrico VI

Sibilla di Medania, nota anche come Sibilla di Acerra (Acerra, 11531205), fu regina consorte di Sicilia dal 1189 al 1194 in quanto moglie di re Tancredi, nonché reggente del regno dal febbraio al dicembre del 1194 in nome del figlio Guglielmo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sibilla di Acerra.

Sorella di Riccardo di Acerra, Sibilla si unì in matrimonio con Tancredi di Lecce, poi re di Sicilia. Dall'unione nacquero:

Dei figli ed eredi di Tancredi e Sibilla, il primo, Ruggero, non arrivò ad essere incoronato re, poiché morì prima ancora del padre; il secondo, Guglielmo, salì al trono a nove anni nel febbraio del 1194 sotto la reggenza della madre.

Nello stesso anno l'imperatore Enrico VI di Germania (1165-1197), marito di Costanza d'Altavilla, avviò la conquista del regno, che nel 1189, alla morte di Guglielmo il Buono, era stato destinato a sua moglie.

Tancredi è sempre in lotta con la zia Imperatrice Costanza e suo marito, l'Imperatore Enrico VI, che era stato il Regno di Sicilia dal Tancredi che l 'adesione. Nel 1191 Enrico tentò di invadere la Sicilia, ma fallì e si ritirarono, mentre Costanza fu abbandonato e catturato. Tancredi inizialmente trova Costanza a Palermo sotto la supervisione di Regina Sibylla, con Costanza mangiando con Sibilla e dormire in camera sua. Sibilla fortemente contrari Tancredi in onore di Costanza, credendo che questo avrebbe implicitamente riconoscere la richiesta di quest'ultimo, trovare locale popolazione era simpatia di Costanza con la quale ha litigato, lei ha suggerito di essere messo a morte, ma Tancredi, preoccupante questo danneggerebbe la sua popolarità e visualizzando una vita Costanza in mano come un'occasione per forza Enrico in un cessate il fuoco, non era d'accordo. Quindi ha discusso con il Cancelliere Matteo d'Ajello sul posto per imprigionare Costanza e alla sua presenza Matteo scrisse una lettera riesce a convincere Tancredi di chiudere a Costanza nel Castel dell'Ovo a Napoli, un castello su un'isola circondata dall'acqua, invece. Tuttavia presto sotto la pressione di Papa Celestino III Tancredi dovuto mandare Costanza a Roma in cambio del suo riconoscimento da parte del Papa, e la Costanza fu liberato dai tedeschi, nell'estate del 1192.

Nel luglio del 1194 varcò i confini, ottenendo ovunque successi ed acclamazioni. La campagna fu fortunata e molte città si sottomisero senza combattere; perfino Napoli si arrese subito al vincitore, che proseguiva minaccioso verso la Sicilia. Espugnò le città che si opponevano alla sua autorità e in ottobre sbarcò con il suo esercito sull'isola: Messina si arrese subito senza combattere, nel timore di rappresaglie.

Palermo fu conquistata agli inizi di dicembre e Sibilla fu costretta a fare atto di sottomissione in segno di resa al vincitore. Il 25 dicembre Enrico VI si incoronò re di Sicilia, incamerando il regno normanno nei domini dell'impero. In cambio del trono, a Guglielmo e alla madre Sibilla venne offerta la contea di Lecce e Taranto ma pochi giorni dopo, il 28 dicembre, Enrico accusò Sibilla di complotto e fece arrestare lei, i figli e tutta la nobiltà a loro fedele, fra cui Niccolò d'Aiello, arcivescovo di Salerno, e Margarito da Brindisi, mentre designò Irene Angelo, vedova di Ruggero, come moglie del fratello Filippo di Svevia. Sibilla e le sue figlie furono incarcerate in un monastero in Alsazia e liberate solo dopo la morte di Enrico VI, avvenuta a Messina nel 1197.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina consorte di Sicilia Successore Coat of Arms of the House of Hauteville (according to Agostino Inveges).svg
Giovanna d'Inghilterra 11891194 Enrico VI di Hohenstaufen
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