Santuario di San Rocco (Roccamontepiano)

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Santuario di San Rocco
San Rocco Roccamontepiano 1.jpg
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàRoccamontepiano-Stemma.png Roccamontepiano
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Rocco
Arcidiocesi Chieti-Vasto
Inizio costruzioneanni '50 su preesistente struttura

Coordinate: 42°14′38.67″N 14°07′37.92″E / 42.244076°N 14.127201°E42.244076; 14.127201

Statua di San Rocco all'interno della chiesa.

Il santuario di San Rocco è un luogo di culto cattolico situato a Roccamontepiano, in provincia di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita nel '600 per scongiurare l'epidemia di peste che dal 1654 flagellava il Regno di Napoli. Nel 1575 esisteva già una statua dedicata al santo, e la chiesa barocca era di modesta fattura e piccole dimensioni, edificata proprio presso la grotta. Nel 1765 una grande frana distrusse il vecchio abitato che si spopolò nelle contrade sottostanti di Sant'Angelo e Giancamillo, ma il culto della chiesa provvisoria non scemò. Negli anni '50 le parti della vecchia chiesa, in particolare la base del campanile, furono usate nuovamente per l'edificazione di un santuario più moderno e spazioso.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale edificio, realizzato negli anni cinquanta, sostituì una precedente chiesa sopravvissuta al terremoto del 1765[1] costruita a metà Seicento, probabilmente in occasione dell'epidemia di peste che afflisse il Regno di Napoli nel 1654. Il moderno edificio, che si affaccia su San Rocco, è ricoperto in travertino bianco mentre le mura e il campanile sono di pietra travertino locale denominata pietra riccia.

Leggenda di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

L'Abruzzo é terra di antichi riti, tradizioni, santi e viandanti. Non vi é paese o borgo dove attorno ad una chiesetta, edicola o luogo naturale non sia nata una ritualità sacrale che molto spesso, affondando le proprie radici nella notte dei tempi, si ricolleghi direttamente ad antichi culti pagani e alle forze della natura. Roccamontepiano, piccolo centro pedemontano della Majella, ne racchiude una molto sentita.

Qui, l'abbondante presenza di acqua con numerose sorgenti, ruscelli e torrenti, essa rappresenta la forza, la purezza ed il sostentamento delle sue genti. Elemento di vita e rigenerazione, non viene vissuta con sacralità solo dai suoi roccolani ma è diffusa l'usanza, per diverse decine di migliaia di persone di tutto il territorio teatino-pescarese, di recarsi a bere, bagnarsi e raccogliere la "miracolosa acqua" che sgorga nella grotta di San Rocco e che alimenta anche l'annessa fontana.

Il culto è legato, indissolubilmente, al santo pellegrino Rocco, il protettore dalla peste e dei mali incurabili. Leggenda vuole che il santo, in viaggio verso e da Roma si fosse rifugiato nell'antica Rocca, tenimento della potente famiglia patrizia dei principi Orsini. Le festività di ferragosto dell'Assunta e San Rocco sono diventate così l'occasione di tanta devozione molto popolare e diffusa tra i credenti.

Qui, già dal 1600, esisteva una chiesa dedicata al santo francese che visse a cavallo del 400. Figlio di una nobile famiglia di Montpellier decise, alla morte dei genitori, di donare tutto ai poveri e partire pellegrino verso la tomba di San Pietro. Lungo la sua strada incontrò il terribile flagello della peste. Non curante di rischi a cui poteva incorrere si mise a disposizione dei malati appestati per aiutarli nelle cure.

La storia di Rocco è raffigurata nell'iconografia classica con un cagnolino con un pane in bocca. Una leggenda locale vuole che il giovane Rocco dimorò nella grotta che oggi è venerata è ritenuta miracolosa. Egli sopravvisse grazie alle cure amorevoli di un cane che rubava quotidianamente dalla mensa del padrone un pane e che portava al povero pellegrino.

Tra leggenda e devozione popolare il paese, il santuario, la grotta e la fontana vengono letteralmente presi d'assalto dai fedeli proprio in questi giorni per ottenere così l'assicurazione e la protezione del santo per tutto l'anno. Molti sono i devoti che acquistano il tipico boccale il ceramica con dipinta l'effige stilizzata del santo e l'anno della visita. La processione serale del 16 agosto viene accompagnata dalle conche devozionali fatte fiori di carta e allestite dalle ragazze del paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roccamontepiano, inabruzzo.it. URL consultato il 13 luglio 2014.

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