Pellegrino delle Alpi

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San Pellegrino delle Alpi
San-Pellegrino-52.JPG
San Pellegrino, in Caxias do Sul, Brasile
 

eremita irlandese

 
Morte643
Venerato daChiesa cattolica (devozione popolare)
Santuario principaleChiesa dei Santi Pellegrino e Bianco San Pellegrino in Alpe
Ricorrenza1º agosto

Pellegrino, detto san Pellegrino delle Alpi o san Pellegrino in Alpe (Irlanda, ... – Frassinoro, 643), era, secondo la tradizione, un principe irlandese[1] che avrebbe rinunciato alle ricchezze per effettuare un viaggio di pellegrinaggio in Terrasanta e sarebbe morto poi in Italia sull'Appennino tosco-emiliano, dove sorse presto un culto legato alla sua figura e a quella di san Bianco, che è tradizionalmente indicato come suo unico compagno di romitaggio. Sebbene oggetto di grande venerazione da parte dei cattolici tosco-emiliani che li celebrano il 1º agosto, entrambi non sono riconosciuti ufficialmente come santi dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda devozionale Pellegrino fu l'unico figlio di re Romanus di Scozia e della regina Plantula ai quali era stato preannunciato in sogno.[senza fonte] Ancora quindicenne perse il padre e spettava quindi a lui la corona. Tuttavia, asceta per natura e disdegnando i beni terreni, dopo essersi reso protagonista di prodigi fin dall'infanzia, lasciò le sue ricchezze e s'incamminò, vestito di soli panni da pellegrino, verso la Palestina per onorare il sepolcro di Cristo. Passò 42 anni nel deserto, dove superò le dure prove messegli dinnanzi inutilmente dal demonio. Andò poi fin dal sultano per cercare di convertirlo al cristianesimo.

Piazza San Pellegrino a Morsano di Strada

Fece ritorno poi verso l'Italia per poter visitare la tomba di san Pietro ed i luoghi sacri di Roma. La leggenda vuole che sia passato ed abbia pregato presso il santuario di San Michele Arcangelo del Gargano e che poi, su invito celeste, si sia recato nella Selva Romanesca presso l'abbazia di Frassinoro sull'Appennino tra le province di Emilia, Toscana e Lombardia (cioè il dominio che fu dei Longobardi, compresa l'Emilia). Decise quindi di rimanere in questa zona per vivervi da eremita fino all'età di 97 anni, 9 mesi e 23 giorni quando morì[senza fonte].

Poco prima della morte, prosegue la leggenda, si dice avesse scritto la sua vita su una corteccia ed avesse ricavato un sepolcro per sé nel tronco cavo di un albero. Secondo la tradizione popolare, gli angeli informarono la devota Adelgarda Ferniai e suo marito Pietro Modico i quali recuperarono le spoglie dell'eremita ed informarono il vescovo di Modena.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua morte sorse una diatriba tra toscani e lombardi per il possesso delle reliquie. Per risolvere la questione, le reliquie furono poste su di un carro trainato da due vitelli (uno toscano e uno lombardo) i quali si fermarono nel luogo conosciuto come Terme Saloni; luogo dove fu quindi eretto un primo sacello.

La tradizione vuole che l'unico compagno di Pellegrino fosse Bianco e anche lui sia morto pressoché contemporaneamente all'eremita irlandese. San Bianco viene ricordato dalla devozione popolare come un brigante convertito da Pellegrino, che decise di seguirlo nel romitaggio dopo aver mutato nome.[2]

La devozione a san Pellegrino delle Alpi si manifesta in modo particolare nella zona dell'Appennino tosco-emiliano dove ad esempio si trova un paese il cui nome è a lui dedicato, San Pellegrino al Cassero in provincia di Pistoia. Qui si trova anche il santuario di San Pellegrino in Alpe (Lucca), dedicato anche a san Bianco. Il luogo di culto si trova sul crinale a 1.525 metri s.l.m. in vista delle Alpi Apuane ed in origine fu parte dell'antico Spedale per i viandanti e gli ammalati che transitavano per la Via Bibulca; l'ospizio, sorto nel VII secolo, pressoché in coincidenza con il periodo in cui visse Pellegrino, fu gestito dai Frati di San Pellegrino, una congregazione caritativa di laici (conversi) che seguivano la regola agostiniana e rimase in attività fino al 1859, quando venne inaugurata la nuova strada del Passo delle Radici, posto in posizione più agevole a 3 chilometri di distanza verso Occidente. All'interno della chiesa è conservata un'urna in marmo di Matteo Civitali che raccoglie quelle che si suppone siano le spoglie di Pellegrino e di Bianco, l'uno vicino all'altro come fratelli, sia di viaggio che spirituali, perfettamente intatti e vestiti con abiti cerimoniali solenni.

La devozione a san Pellegrino delle Alpi si riscontra anche a Morsano di Strada (UD) dove fino al 1807, lungo la "Strada Alta" (l'odierna Strada statale 252 di Palmanova) sorgeva una chiesetta dedicata a lui. Demolita la chiesetta, la statua del santo che, pare, vi si trovasse all'interno, fu poi collocata al centro del paese sopra una colonna.

L'antico ospizio del passo San Pellegrino alla vigilia della prima guerra mondiale

Il santo ha dato il nome al Passo San Pellegrino, valico dolomitico tra i comuni di Moena, Soraga di Fassa e Falcade (provincie di Trento e di Belluno) giacché qui venne eretto, nel 1300 un ospizio per i viandanti ad opera, secondo i documenti di frate Gualtiero, dell'ordine di San Pellegrino delle Alpi. Non c'è però diretta venerazione al santo in questa località né in altre vicine, dato che la chiesetta è dedicata a sant'Antonio di Padova. L'ospizio del passo San Pellegrino, che si trovava proprio sul fronte della prima guerra mondiale, venne distrutto dai bombardamenti nel 1915 e venne ricostruito nel 1934.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spesso viene indicato come principe scozzese; in realtà era Scoto cioè abitante della Scotia medioevale ovvero l'Irlanda.
  2. ^ Per approfondimenti sull'ospizio e la sua vicenda vedi: Lorenzo Angelini, Storia di San Pellegrino dell'Alpe, Fazzi Editore, Lucca, 1996

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]