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Ryūnosuke Akutagawa

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« Il sole era al tramonto. A Rashōmon, una delle porte della città, un servo aspettava che la pioggia cessasse. »
(Ryūnosuke Akutagawa, incipit di Rashōmon, ottobre 1915)
Ryūnosuke Akutagawa

Ryūnosuke Akutagawa (芥川龍之介 Akutagawa Ryūnosuke?; Tokyo, 1º marzo 1892Tokyo, 24 luglio 1927) è stato uno scrittore e poeta giapponese.

I primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato da genitori anziani, fu presto affidato alle cure degli zii materni, a causa del disturbo mentale che aveva colpito la madre poco dopo il parto. Crebbe con la famiglia adottiva, di ascendenza samuraica. Fin da bambino si interessò alla letteratura cinese classica, per poi avvicinarsi ai testi di Mori Ōgai e di Natsume Sōseki, oltre che ai romanzi di importazione occidentale.

Nel 1913 si iscrisse all'Università Imperiale di Tokyo, dove seguì i corsi di letteratura inglese. Si appassionò così alla letteratura europea di fine Ottocento, soprattutto francese (Maupassant e France) e russa (Dostoevskij). Nel 1914, insieme agli ex compagni Kikuchi Kan e Kume Masao, diede nuovamente vita alla rivista letteraria Shinshichō, sulle cui pagine pubblicò alcune traduzioni, nonché il suo primo racconto, Rōnen (Vecchiaia, 1914). Successivamente, iniziò a comporre haiku sotto lo pseudonimo di Gaki.

Akutagawa Ryūnosuke (secondo da sx) in una fotografia del 1919.

La carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Il 1915 vide la pubblicazione di Rashōmon (Rashōmon, 1915), uno dei suoi racconti divenuti più celebri, sulle pagine di Teikoku bungaku. Sempre nello stesso anno, grazie all'intercessione di Matsuoka Yuzuru, incontrò Natsume Sōseki, il quale lo incoraggiò a proseguire nella carriera di scrittore. Fu Sōseki a segnare il debutto letterario di Akutagawa, scrivendo una lettera di elogio del racconto Hana (Il naso, 1916). La sua morte, avvenuta poco dopo, turbò Akutagawa profondamente.

Nel 1917 si laureò con una tesi su William Morris e trovò impiego come insegnante di lingua inglese. Questo è l'anno che vide la pubblicazione delle sue prime raccolte, con cui ottenne un discreto successo: Rashōmon, dal titolo del racconto omonimo, e Tabako to akuma (Il tabacco e il diavolo, 1917). In questo periodo, diede alle stampe alcuni dei suoi racconti ritenuti più emblematici, tra cui Gesaku zanmai (Letteratura popolare, 1917) Jigoku hen (La scena dell'Inferno, 1918) e Kumo no ito (Il filo del ragno, 1918). Molte delle sue opere di questi anni prendevano ispirazione da testi precedenti, come il Konjaku monogatarishu, e si caratterizzarono per l'uso dell'ironia e per l'ambientazione storica. Le tematiche trattate erano principalmente legate al valore dell'arte, all'egoismo e alla miseria della condizione umana.

Nel 1919 decise di abbandonare l'insegnamento e firmò un contratto con il quotidiano Osaka mainichi shinbun, affinché potesse intraprendere la carriera di scrittore a tempo pieno. Si tratta di una delle fasi più frenetiche della sua attività letteraria, che in poco tempo vide la stesura di numerosi testi, tra i quali Mikan (I mandarini, 1919), Aki (Autunno, 1920) e Butōkai (Il ballo, 1920). A questo periodo risale, tra l'altro, una manciata di racconti ambientati durante il cosiddetto secolo cristiano giapponese (1549-1650), chiamati kirishitanmono. Fra questi, citiamo: Hokyōnin no shi (La morte di un cristiano, 1918), Juriano Kichisuke (Juliano Kichisuke, 1919), Nankin no Kirisuto (Cristo di Nanchino, 1919).

Nel 1921 si recò in visita a Nagasaki, in compagnia di Kume Masao. Nello stesso anno venne mandato in Cina in qualità di cronista, ma nel corso del viaggio le sue condizioni fisiche si aggravarono e iniziò a soffrire di nevrastenia. Poco dopo il suo ritorno riuscì comunque a pubblicare Yabu no naka (Nel bosco, 1922) e Kamigami no bishō (Il sorriso degli dei, 1922), due dei suoi racconti più acclamati.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Akutagawa

La produzione letteraria degli ultimi anni fu segnata da un progressivo deterioramento delle sue condizioni di salute, fisica e mentale. Molti dei suoi ultimi lavori sono nettamente autobiografici: testi come Daidōji Shinsuke no hansei (Mezza vita di Daidōji Shinsuke, 1925) e Tenkibo (Il registro dei morti, 1926) sembrano riflettere la depressione e il senso di inadeguatezza crescenti con il deteriorarsi della sua psiche. Altri, come Haguruma (La ruota dentata, 1927) e Aru ahō no isshō (Vita di uno stolto, 1927), vennero pubblicati soltanto dopo la sua morte.

Fra gli ultimi scritti, tuttavia, non figurano solamente narrazioni più o meno autobiografiche: Kappa (Kappa, 1927), per esempio, è una satira che prende nome da una creatura del folklore giapponese, mentre Saihō no hito (L'uomo da Occidente, 1927) è un saggio dedicato alla figura di Cristo.

Durante l'ultimo anno di vita, diede inoltre origine a un acceso dibattito con Tanizaki Jun'ichirō a proposito della trama del romanzo. I suoi interventi, inizialmente apparsi su una rivista letteraria, sono raccolti in Bungeiteki na, amari ni bungeiteki na (Letterario, troppo letterario, 1927).

Il 24 luglio del 1927, si suicidò assumendo una dose letale di Veronal.

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935, il filosofo e compagno di studi Kikuchi Kan istituì in suo onore il Premio Akutagawa, il premio più prestigioso dedicato agli scrittori giapponesi di letteratura pura (jun bungaku).

Adattamenti e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

È del 1946 la prima trasposizione cinematografica di un racconto di Akutagawa: si tratta di Kumo no ito, cortometraggio d'animazione dal racconto Il filo del ragno, diretto da Noburô Ôfuji.

Dal racconto Yabu no naka, unendo anche elementi dell'altro racconto Rashōmon, nel 1950 il regista giapponese Akira Kurosawa trae l'ispirazione per il film Rashōmon, mentre nel 1960 il regista statunitense Sidney Lumet ne dirige una versione per la televisione americana. Nel 1964 il regista statunitense Martin Ritt ne riadatta la storia, modernizzandola, nel film L'oltraggio (The Outrage).

Altri film sono Jigokuhen (1969) da La scena dell'inferno, di Shirô Toyoda e Yoba (1976), di Tadashi Imai.

Rashomon è servito alla compositrice giapponese Mayako Kubo come modello per un'opera del 1996.

Nell'anime e manga Hanbun no tsuki ga noboru sora la presenza di citazioni o titoli delle opere di Akutagawa è molto frequente.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo originale Titolo italiano Traduzione
1915 Rashōmon Rashōmon Keiko Ghio, 1983; Alessandro Tardito, 2015
1916 Hana

Hankechi

Tabako to akuma

Imogayu

Il naso

Il fazzoletto

Il tabacco e il diavolo

Zuppa di riso

Keiko Ghio, 1983; Alessandro Tardito, 2015

Keiko Ghio, 1983; Lydia Origlia, 1990; Alessandro Tardito, 2015

Cristiana Ceci, 1995; Alessandro Tardito, 2015

Alessandro Tardito, 2015

1917 Ogata Ryōsai oboegaki

Mujina

Nyotai

Gesakuzanmai

Un

Samayoeru yudayajin

Rapporto di Ryōsai Ogata

Il tasso

Corpo di donna

Letteratura popolare

Fortuna

L'ebreo errante

Keiko Ghio, 1983; Alessandro Tardito, 2015

Cristiana Ceci, 1995

Lydia Origlia, 1990

Alessandro Tardito, 2015

Alessandro Tardito, 2015

Alessandro Tardito, 2015

1918 Kumo no ito

Jigoku hen

Kesa to Moritō

Hōkyōnin no shi

Il filo del ragno

La scena dell'Inferno

Kesa e Moritō

Morte di un cristiano

Keiko Ghio, 1983; Cristiana Ceci, 1995

Keiko Ghio, 1983; Alessandro Tardito, 2015

Lydia Origlia, 1990

Alessandro Tardito, 2015

1919 Mikan

Inu to fue

Ryū

I mandarini

I cani e il flauto

Il dragone

Keiko Ghio, 1983; Alessandro Tardito, 2015

Cristiana Ceci, 1995; Alessandro Tardito, 2015

Alessandro Tardito, 2015

1920 Butōkai

Aki

Nankin no Kirisuto

Toshishun

Majutsu

Il ballo

Autunno

Gesù di Nanchino

Toshishun

Magia

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Cristiana Ceci, 1995; Alessandro Tardito, 2015

1921 Kamigami no bishō Il sorriso degli dei Lydia Origlia, 1990
1922 Yabu no naka

Torokko

Rokunomiya no himegimi

Sennin

Nel bosco

Il carrello

La principessa di Rokunomiya

Il sennin

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Cristiana Ceci, 1995

1923 Shiro Bianco Cristiana Ceci, 1995
1924 Ikkai no tsuchi

Momotarō

Un pugno di terra

Momotarō

Keiko Ghio, 1983

Cristiana Ceci, 1995

1925 Shinsuke Daidōji no hansei Mezza vita di Shinsuke Daidōji Keiko Ghio, 1983
1926 Tenkibo Il registro dei morti Lydia Origlia, 1990
1927 Genkaku sanbō

Kappa

Aru ahō no isshō

Anchū mondō

Haguruma

Aru kyūyū e okuru shuki

Casa Genkaku

Nel paese dei kappa

Vita di uno stolto

Domande e risposte nel buio

La ruota dentata

Memorandum per un vecchio amico

Keiko Ghio, 1983

Keiko Ghio, 1983

Lydia Origlia, 1990

Lydia Origlia, 1990

Lydia Origlia, 1990

Lydia Origlia, 1990

Traduzioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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