Rosi Braidotti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Rosi Braidotti

Rosi Braidotti (Latisana, 28 settembre 1954) è una filosofa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rosi Braidotti, cittadina italiana e australiana, è nata in Italia (Latisana, provincia di Udine, 28 settembre 1954) ed è cresciuta in Australia, dove si è laureata all'Università nazionale di Camberra nel 1977 e ha ottenuto la Medaglia universitaria in filosofia e il premio universitario Tillyard. Rosi Braidotti si è poi trasferita per il suo lavoro di dottorato alla Sorbona, dove ha ottenuto il diploma in filosofia nel 1981. Insegna nei Paesi Bassi all'Università di Utrecht dal 1988. Nel 1995 ha assunto il ruolo di Direttrice fondatrice della Scuola olandese di ricerca in Women's studies, incarico che ha mantenuto fino al 2005. Ha fondato la rete inter-universitaria SOCRATES NOISE e la Rete tematica ATHENA, che ha diretto fino al 2005. È stata Professoressa invitata Leverhulme Trust al Birkbeck College nel 2005-6, Professoressa Jean Monnet all'Istituto universitario europeo di Firenze nel 2002-3 e ricercatrice alla Scuola di scienze sociali dell'Istituto per studi avanzati di Princeton nel 1994. Rosi Braidotti è attualmente Eminente Professore universitario (Distinguished University Professor) all'Università di Utrecht e Direttrice fondatrice del Centre for the Humanities.

Gli studi filosofico-politici sulla soggettività[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi di Rosi Braidotti si situano all'intersezione tra la teoria sociale e politica, le politiche culturali, la teoria femminista e di genere e gli studi etnici. Il nucleo del suo lavoro interdisciplinare è costituito da quattro monografie, interconnesse, sulla costituzione della soggettività contemporanea. La sua filosofia si dedica in particolare al concetto di differenza nella storia della filosofia europea e nella teoria politica. Ella si interroga sulla valenza positiva della differenza, sulle modalità di superamento della dialettica, dal momento che la dialettica si oppone alla differenza e la riduce alla nozione di identità. Ciò è evidenziato nel progetto filosofico impostato a partire dal suo primo libro Patterns of Dissonance: An Essay on Women in Contemporary French Philosophy, del 1991, e sviluppato nel seguito della sua opera. Nel libro successivo, Nomadic Subjects: Embodiment and Difference in Contemporary Feminist Theory, del 1994, questa questione è formulata in termini più concreti: possono le differenze di genere, etniche e culturali europee essere intese fuori dalla camicia di forza della gerarchia e dell'opposizione binaria? Così il volume seguente, Metamorphoses: Towards a Materialist Theory of Becoming, del 2002, non analizza soltanto le differenze di genere, ma anche altre distinzioni categoriali e binarie, come quella tra sé e altro/a, europeo/a e straniero/a, umano e non umano (animale/ambientale/tecnologico). Il suo pensiero mette a fuoco l'ambivalenza sistematica che struttura le rappresentazioni culturali del mondo che abitiamo: globalizzato, tecnologicamente mediato, meticcio, attraversato da differenze di genere. Per questo ella si chiede cosa occorra per produrre rappresentazioni culturali e politiche capaci di far fronte alle sfide di un mondo in rapido cambiamento. La sua metodologia si basa sul concetto di comprensione adeguata di Baruch Spinoza. La dimensione etica della differenza è indagata da Braidotti in Transpositions: On Nomadic Ethics, del 2006. Qui Rosi Braidotti interroga i diversi approcci etici elaborati intorno alle nozioni di differenza e diversità e giunge alla conclusione che ci sia molto da guadagnare nell'abbandonare la convinzione secondo la quale partecipazione politica, empatia morale e coesione sociale possano essere prodotte soltanto sulla base della nozione del riconoscimento dell'identità.

Rosi Braidotti sostiene dunque una visione alternativa della soggettività, dell'etica, dell'emancipazione e delle differenze contro la deriva post-modernista del relativismo culturale, levandosi al contempo contro i dogmi dell'individualismo liberale. Attraverso il suo lavoro Rosi Braidotti afferma e dimostra l'importanza di combinare preoccupazioni teoretiche e impegno attivo allo scopo di produrre un pensiero capace di contribuire a cambiare il mondo. La produzione di Rosi Braidotti comprende inoltre la cura di numerosi volumi. Il suo lavoro è stato tradotto in 19 lingue e tutti i libri principali in almeno tre lingue oltre all'inglese.

Il Postumano[modifica | modifica wikitesto]

Il suo libro più recente è The Posthuman (2013) che offre al contempo un'introduzione e un importante contributo al dibattito contemporaneo sul postumano. Partendo dall'affievolirsi della distinzione tradizionale tra l'umano e i suoi dissimili, esponendo la struttura non naturalistica dell'umano, The Posthuman inizia esplorando fino a che punto un movimento postumanista possa far mutare la concezione dell'unità umanistica tradizionale del soggetto. Invece di intendere tale situazione come una perdita di autocontrollo cognitivo e morale, Rosi Braidotti sostiene che la filosofia postumanista può aiutarci a dar senso alle nostre nomadi e multiple identità. Rosi Braidotti analizza poi l'escalation degli effetti del pensiero post-antropocentrico, che non coinvolge soltanto le altre specie, ma anche la sostenibilità dell'intero nostro pianeta. Le economie di mercato contemporanee profittano del controllo e della mercificazione di tutte le forme di vita, puntando sull'ibridazione che cancella le distinzioni di categorie tra l'umano e le altre specie, semi, piante, animali e batteri. Tali dislocazioni indotte da culture ed economie globalizzate permettono una critica dell'antropocentrismo, ma fino a che punto sono attendibili come indicatori di un futuro sostenibile? In conclusione, nel suo The Posthuman, Braidotti considera le implicazioni di questi spostamenti rispetto alla pratica istituzionale delle materie umanistiche. Ella ci presenta per questo le nuove forme di neo-umanesimo cosmopolita che emergono dallo spettro degli studi postcoloniali, così come dall'analisi di genere e dall'ambientalismo. La sfida della condizione postumana consiste nel cogliere l'opportunità di determinare un nuovo collante sociale e di costruire una nuova comunità, perseguendo al tempo stesso sostenibilità e responsabilizzazione.

Radici post-strutturaliste e prospettive neo-femministe[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 Rosi Braidotti ha pubblicato due nuovi libri: una versione aggiornata e riveduta di Nomadic Subjects e la collezione di saggi Nomadic Theory, The Portable Rosi Braidotti. La collezione contiene un'introduzione essenziale alla teoria del soggetto nomade e alle sue formulazioni innovative, passando per Gilles Deleuze, Michel Foucault, Luce Irigaray, e una schiera di questioni politiche e culturali. Disposti tematicamente, i saggi iniziano con concetti quali la differenza sessuale e la soggettività incarnata e continuano esplorando la tecnoscienza, il femminismo, la cittadinanza postsecolare e le politiche di affermazione. Influenzata da filosofi come Gilles Deleuze e soprattutto dalla pensatrice “femminista francese” Luce Irigaray, Rosi Braidotti traghetta il femminismo postmoderno nell'era dell'informazione con le sue considerazioni sul cyberspazio, sulle protesi macchiniche e sulla materialità della differenza. Braidotti riflette anche su come il concetto di differenza di genere possa influenzare la nostra interpretazione delle differenze uomo/animale e uomo/macchina. La sua opera esercita una significativa influenza sul femminismo di terza generazione.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2005 Rosi Braidotti è stata insignita di un Cavalierato reale dalla Regina Beatrice dei Paesi Bassi; nell'agosto del 2006 ha ricevuto la Medaglia universitaria dell'Università di Lodz in Polonia e le è stato attribuito un Diploma onorario in filosofia dall'Università di Helsinky nel maggio 2007. Nel 2009 è stata eletta Membro onorario dell'Accademia australiana di Umanistica. Dal 2009 è Membro del Consiglio direttivo (Board) del CHCI (Consortium of Humanities Centre and Institutes). Nel 2013 ha ricevuto un Diploma onorario in filosofia dall'Università di Linköping (Svezia).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Braidotti, Patterns of Dissonance: an Essay on Women in Contemporary French Philosophy, Polity Press Cambridge; USA: Routledge 1991. Second edition: 1996.
  • R. Braidotti, Nomadic Subjects. Embodiment and Sexual difference in Contemporary Feminist Theory, Columbia University Press, Cambridge 1994.
  • R. Braidotti, Metamorphoses: Towards a Materialist Theory of Becoming, Polity Press, Cambridge 2002.
  • R. Braidotti, Transpositions: On Nomadic Ethics, Polity Press, Cambridge 2006.
  • R. Braidotti, Nomadic Subjects. Embodiment and Sexual Difference in Contemporary Feminist Theory, Second Edition, Columbia University Press, New York 2011a.
  • R. Braidotti, Nomadic Theory. The Portable Rosi Braidotti, Columbia University Press, New York 2011
  • R. Braidotti, The Posthuman, Polity Press, Cambridge 2013.

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Braidotti, Dissonanze. Le donne e la filosofia contemporanea, trad. it. E. Roncalli, La tartaruga, Milano 1994.
  • R. Braidotti, Soggetto nomade: Femminismo e crisi della modernità, trad. it. T. D'agostini, Donzelli, Roma, 1995.
  • R. Braidotti, In metamorfosi: Verso una teoria materialistica del divenire, trad. it. M. Nadotti, Feltrinelli, Milano, 2003.
  • R. Braidotti, Madri, mostri e macchine, trad.it. A. M. Crispino, Manifestolibri, Roma 2005.
  • R. Braidotti, Trasposizioni: Sull‘etica nomade, a cura di A. M. Crispino, Luca Sossella Editore, Roma 2008.
  • R. Braidotti, Il postumano: la vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte, trad.it. A. Balzano, DeriveApprodi, Roma, 2014.
Controllo di autoritàVIAF (EN93514695 · ISNI (EN0000 0001 2143 8376 · SBN IT\ICCU\MILV\083436 · LCCN (ENn88290354 · GND (DE1025209281 · BNF (FRcb12565830w (data)