Riccardo Gallo (professore)

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Riccardo Gallo, professore

Riccardo Gallo (Roma, 23 settembre 1943) è un ingegnere, economista e docente italiano.

Professore alla Sapienza, ha svolto compiti di risanamento del sistema produttivo italiano in ambiti governativi, finanziari, aziendali, riversando e incrociando le competenze acquisite. È stato definito il bastian contrario sia del management pubblico che del privatismo arrogante, estremista di centro[1]. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore. Oggi è opinionista de L’Espresso e de Il Foglio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato a Roma, dove ha conseguito la maturità classica al liceo Giulio Cesare nel 1961 e la laurea in Ingegneria Chimica nell'a.a. 1965-66.

Attività accademica e culturale[modifica | modifica wikitesto]

È stato professore all'Università degli Studi dell'Aquila dal 1972 al 1976 come incaricato di Organizzazione delle Aziende, poi alla Sapienza, fino al 2013 come ordinario di Economia Applicata nella Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale. Oggi è docente di corsi per le lauree magistrali in Ingegneria Chimica e Ingegneria della Sicurezza.

Tra il 1973 e il 1975 promosse una ricerca interdisciplinare, triangolando l'economia industriale con l'econometria della scuola di Federico Caffè e la teoria dei sistemi di Antonio Ruberti. Nel 1976 analizzò con Romano Prodi gli effetti di un'innovazione tecnologica sulla struttura industriale. Nel 1976 fu anche chiamato da Guido Carli, allora presidente dell'Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari «Luigi Einaudi»[2], a partecipare a una ricerca sui problemi dell'impresa. In quegli stessi anni, inoltre, sviluppò in modo moderno la cultura del cost engineering.

A partire dal 1976 collaborò con il Ceep, Centrostudi di politica economica di Giorgio La Malfa. Nel 1984-85 ne coordinò un gruppo di studio sull'industria pubblica, cui parteciparono tra gli altri Fabio Roversi Monaco e Fulvio Coltorti. Raccolse i risultati nel volume collettaneo “Risanamento e riordino delle partecipazioni statali”, edito nel 1986.

Nel 1988 fu lecturer al Dipartimento di Business Economics & Public Policy nell'Indiana University, Bloomington (Indiana, Usa) sul tema della privatizzazione delle imprese europee.

Tra il 2009 e il 2013 svolse una ricerca storica sulle origini della propria famiglia, risalendo al Medioevo e accertandone la presenza a Praiano fin dal XII secolo. Pubblicò il saggio Storia millenaria di una famiglia della costa amalfitana, edito dalla Società Napoletana di Storia Patria e dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana, e il racconto Dòmini, Magnifici, Mercadanti.

Dopo aver collaborato con i maggiori quotidiani e settimanali italiani, più assiduamente con il Sole 24 Ore dal 1981 al 2004, poi con il giornale radio Rai, a partire dal 2012 è opinionista de L'Espresso e de Il Foglio, dove ha invocato più volte un rilancio degli investimenti industriali, anche proponendo l’introduzione di un superammortamento .[3]

Attività negli istituti pubblici e nella Pubblica Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Apprese i fondamenti dell'economia e finanza d'impresa alla scuola dell'IMI Istituto Mobiliare Italiano, dove fu consulente tecnico dal 1969 al 1980.

Nel 1980 fu consigliere industriale del ministro del Bilancio e della Programmazione Economica Giorgio La Malfa. Nel 1982 fu nominato dirigente generale dello stesso Ministero con l'incarico di coordinatore della segreteria del Cipe e dei comitati da esso derivati, Cipi, Cipes, Cipaa. Nel 1983 curò la pubblicazione del volume “Attività concernenti il governo dell'Industria”.

Nel 1987 fu consigliere del ministro dell'Industria Adolfo Battaglia, per il cui Gabinetto guidò l'ufficio Vertenze.

Dal 2002 al 2007 fu membro del Comitato permanente di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni presso il ministero dell'Economia e delle Finanze.

Nel 2003 coordinò il Comitato di consulenza industriale per il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano e analizzò i fattori ricorrenti delle crisi industriali.

Attività societaria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 fu nominato membro del Comitato per l'intervento nella Società Italiana Resine, istituito a seguito del crack del gruppo petrolchimico. In questo ambito contribuì al risanamento di una parte delle attività industriali del gruppo, alla cessione di quelle appetibili sul mercato, alla liquidazione di quelle non risanabili né cedibili. Il Tesoro introitò un controvalore di 5 mila miliardi di lire[4].

Nel 1985 entrò nel consiglio di amministrazione dell'Efim in rappresentanza del ministero del Bilancio. Si dimise nel 1990 dopo non aver votato il bilancio degli ultimi tre esercizi, e dopo aver segnalato (inascoltato) irregolarità sia al Bilancio che alla Corte dei Conti[5][6]. Nel 1992, l'Efim fu commissariato. Ne seguì una crisi della lira sui mercati valutari perché i debiti dell'Efim erano stati garantiti dal Tesoro.

A partire dal 1988 fu commissario liquidatore del gruppo Autovox che, dopo essere stato produttore primario di autoradio, era finito in bancarotta. Nel 1991 fu nominato vicepresidente dell'IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale. Erano gli anni in cui, cessati i conferimenti di finanza pubblica al fondo di dotazione, si poneva la questione del futuro dell'industria di Stato. Nel 1992 guidò una delegazione delle partecipazioni statali a un convegno sul panfilo Britannia. Di ciò si parlò molto in termini impropri (Privatizzazioni in Italia). Decadde dalla carica quando, nel 1992, l'IRI fu trasformato da ente di gestione in società per azioni. Alla fine di quell'anno pubblicò un instant book “IRI SPA”, in cui raccontò i risvolti più significativi di quell'esperienza.

Dal 1994 al 1999 fu amministratore straordinario di Fidia Farmaceutici, che era stata dichiarata fallita dal tribunale di Padova, e in questo ambito fu anche chairman di Fidia Pharmaceutical Corp (Usa) e consigliere di amministrazione della partecipata Bioiberica (Spagna). Fu artefice del risanamento gestionale ed economico di questo gruppo farmaceutico italiano, finché riportò la capogruppo in bonis[7], primo caso in Italia. Dal 1997 al 2005 fu membro indipendente, esperto finanziario, del consiglio di Sorveglianza e del comitato d'Audit della STMicroelectronics NV (Netherlands), quotata al NYSE, al CAC e alla Borsa di Milano. Visse l'esperienza dell'applicazione del Sarbanes-Oxley Act del 2002.

Nel 2003 il ministro Marzano lo nominò presidente dell'IPI, Istituto per la Promozione Industriale, associazione controllata dal ministero delle Attività Produttive e partecipata con quote di minoranza da: Confindustria, Confapi, Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti, Abi, Unioncamere. Nel 2005 su sua iniziativa l'IPI promosse una ricerca sull'industria italiana. L'anno dopo raccolse i risultati nel volume collettaneo “Le condizioni per crescere”, di cui fu co-curatore. Nello stesso anno fu rinominato presidente dell'IPI dal ministro Pier Luigi Bersani. Nel 2008 decadde su provvedimento del ministro Claudio Scajola.

Storia politica[modifica | modifica wikitesto]

Trentenne aderì al PRI, Partito Repubblicano Italiano. Nella politica industriale fu consigliere della segreteria di Giovanni Spadolini e della presidenza di Bruno Visentini. Nel 1992 favorì l'adesione al PRI di Luciano Benetton, poi eletto senatore. Nel 2013, dopo essersi dimesso dal PRI, si candidò alle elezioni politiche per la Camera, vicecapolista in Lazio1 per il partito Fare per Fermare il Declino, che però non superò la soglia di sbarramento.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 fu insignito dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, in riconoscimento dell'attività svolta.[8]

Per la ricerca sulla storia millenaria della famiglia gli fu assegnato il premio 2014 "Radici. Territorio & Letteratura" dell'Associazione Italiana del Libro.[9]

Nel 2015 il Comune di Praiano gli conferì la cittadinanza onoraria per aver valorizzato con opere culturali la realtà locale.[10]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

    • Gallo R. (2016), I settanta anni di Mediobanca. Quale futuro? L’Acropoli Anno XVII n. 6, Rubbettino Editore, novembre
    • Gallo R. (2016), Torniamo a industriarci. A novant’anni dalla “grande crisi”, Guida Editori, Napoli
    • Calabrò M., Gallo R. (2015), Internazionalizzazione delle imprese nell'arco di cinquant'anni, L'Acropoli Anno XVI n. 4, Rubbettino Editore, luglio
    • Barbaresco G, Gallo R., Mauriello D. (2014), Main changes in the growth pocess of the Italian Industrial System, atti del Workshop "Explaining Economic Change", Sapienza, 12 novembre 2014, Roma
    • Barbaresco G, Gallo R., Mauriello D. (2014), Main changes in the growth pocess of the Italian Industrial System, atti del Workshop "Explaining Economic Change", Sapienza, 12 novembre 2014, Roma
    • Gallo R. (2013), Dòmini, Magnifici, Mercadanti, Youcanprint
    • Gallo R. (2013), Storia millenaria di una famiglia della Costa Amalfitana, Società Napoletana di Storia Patria e Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Società Napoletana di Storia Patria e Centro di Cultura e Storia Amalfitana
    • Gallo R., Mallone M., Zezza V. (2010), Technological transfer: the RIDITT Programme, «European Review of Industrial Economics and Policy» vol. 1
    • Gallo R., Silva F. (a cura di) (2006), Le condizioni per crescere, Il Sole 24 Ore S.p.A.
    • Bellei R., Gallo R., Maviglia R. (2005), Progetto per un monitoraggio delle crisi d'impresa, «Banca Impresa Società» vol. 2
    • Gallo R. (2003), Gli effetti delle privatizzazioni sulle imprese: gestione economica e struttura finanziaria, «Economia e Politica Industriale», vol. 118
    • Gallo R. (1992), IRI SPA, Sperling&Kupfer
    • Gallo R. et altri (1986), Risanamento e riordino delle partecipazioni statali – Diagnosi, critiche, idee, Ceep - Franco Angeli
    • Gallo R. (a cura di) (1983), Attività concernenti il governo dell'Industria, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma
    • Gallo R., Gasparri M. (1977), An Italian approach to the cost indices of industrial construction, «Engineering and Process Economics» vol. 2, Elsevier, Amsterdam
    • Gallo R., Prodi R. (1976), Effetti di una innovazione tecnologica sulla struttura industriale, in «Rivista di Economia e Politica Industriale», anno II, n. 2
    • Alessandroni A., de Julio S, Gallo R., Leporelli C., Lucertini M., Rey G. (1975), Modelli economici dinamici di settori industriali: applicazione al settore delle fibre chimiche, Rapporto dell'Istituto di Automatica dell'Università di Roma R.75.19, dicembre

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Gallo il bastian contrario, Uomini & Business", ottobre 1990, pp. 65-66
  2. ^ Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari «Luigi Einaudi»
  3. ^ Riccardo Gallo, Un’idea fiscale choc (ma fattibile) per risvegliare gli investimenti intorpiditi, in Il Foglio Quotidiano, 18 agosto 2016.
  4. ^ "Per il Tesoro 5mila miliardi dall’ex Sir", Il Sole 24 Ore, 10 giugno 1999
  5. ^ "Riccardo Gallo anti italiano", Corriere della Sera, 22 agosto 2014
  6. ^ “Sempre più grave la crisi dell’Efim e Gallo abbandona sbattendo la porta”, Il Sole 24 Ore, 5 settembre 1990
  7. ^ "Chi ha battuto Interbanca", Il Mondo, 5 marzo 1999
  8. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=245251
  9. ^ http://www.associazioneitalianadellibro.it/site/2014/06/05/riccardo-gallo-si-aggiudica-ledizione-2014-del-premio-radici-territorio-letteratura
  10. ^ http://www.comune.praiano.sa.it/italiano/istituzioni/Ufficio%20Stampa/Comunicati%202015/San%20Luca%20ott%202015/COMUNICATO%20STAMPA_%20Cultura%20e%20coscienza%20diffusa%20delle%20risorse%20territoriali.pdf

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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