Ramón Mercader

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Ramón Mercader.

F|militari spagnoli|dicembre 2009}} Jaime Ramón Mercader del Río Hernández (Barcellona, 7 febbraio 1913L'Avana, 18 ottobre 1978) è stato un agente segreto spagnolo naturalizzato sovietico operante nel NKVD durante il governo di Iosif Stalin nell'URSS.

Noto per essere stato l'assassino di Lev Trockij, era parente dell'attrice María Mercader, già seconda moglie del regista Vittorio De Sica e madre dell'attore Christian De Sica[1] e del musicista Manuel De Sica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Barcellona, in Spagna, il padre era Pau Mercader i Marina, un ricco mercante tessile, mentre la madre, Eustacia María Caridad del Río Hernández, cubana di simpatie comuniste, ebbe un ruolo importante per la formazione politica di Ramón. Ramón, infatti, trascorse gran parte della sua gioventù in Francia, dove la madre si era rifugiata con i figli dopo la fuga dal manicomio dove la famiglia del marito l'aveva rinchiusa per evitare che la sua relazione adulterina con un aviatore francese, Louis Delrieu, destasse scandalo.

Fin da giovane, ispirato anche dalle convinzioni politiche della madre, abbracciò le ideologie comuniste, cooperando con organizzazioni di sinistra spagnole verso la metà degli anni trenta. Venne anche imprigionato per attività politica e fu scarcerato nel 1936, quando in Spagna salì al potere un governo di sinistra. Nel frattempo, sua madre divenne agente segreto sovietico e lui la seguì a Mosca dove venne soprannominato dai suoi superiori "Gnome". Iniziò dunque ad operare per il NKVD, dal quale venne incaricato di assassinare Lev Trockij, che diversi anni prima era stato esiliato dall'Unione Sovietica, ma continuava a fare propaganda contro il leader sovietico Stalin, soprattutto attraverso i suoi scritti.

Assassinio di Lev Trockij[modifica | modifica wikitesto]

La piccozza utilizzata da Mercader per assassinare Trockij

Nell'attuazione del piano Mercader assunse una serie di false identità: dapprima Jacques Mornard, uomo d'affari nato a Teheran da un inesistente diplomatico belga, e successivamente, Frank Jackson, cittadino canadese. Attraverso la sorella di una segretaria statunitense di Trockij, Sylvia Ageloff, che aveva appositamente sedotto a Parigi e che aveva poi seguito dapprima negli USA, e nell'ottobre del 1939 in Messico, riuscì a venire in diretto contatto con Trockij. Il politico russo era appena sfuggito, nel maggio del 1940, all'assalto armato organizzato dal celebre pittore David Alfaro Siqueiros, di tendenza staliniana.

Il 20 agosto 1940 Mercader sfondò il cranio di Trockij nella sua residenza a Coyoacán, usando come arma una piccozza da ghiaccio dal manico tagliato. Mercader fu ferito e arrestato dalle autorità messicane, alle quali non rivelò mai la sua vera identità: fu condannato per omicidio a 20 anni di carcere.

Nel 1953 la sua vera identità fu scoperta, ma i suoi legami con NKVD rimasero segreti fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica. Il 6 maggio 1960 fu rilasciato dopo diverse richieste di grazia. Si trasferì a L'Avana dove fu accolto da Fidel Castro, che si era appena avvicinato all'URSS. Nel 1961 si recò in Unione Sovietica dove in precedenza il governo staliniano lo aveva insignito con la medaglia d'Eroe dell'Unione Sovietica, onorificenza revocata nel 1963 per ordine di Chruščëv.

Vita successiva e morte[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Ramón Mercader (in basso)

Trascorse il resto della vita tra Cuba, la Cecoslovacchia e l'URSS. Insignito durante la prigionia del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, cadde in disgrazia alla morte di Stalin: il suo successore, Nikita Kruscev, gli revocò l'onorificenza. Morì a L'Avana nel 1978 di un sarcoma e sepolto (sotto il nome "Ramón Ivanovich Lopez") a Mosca nel cimitero di Kuncevo.

Il fratello sostenne che Ramón presumibilmente morì a causa delle radiazioni emanate da un orologio da polso donatogli a Mosca dai vecchi compagni. Nell'orologio era stata nascosta una pastiglia di un radionuclide di tallio.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica (Revocata) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (Revocata)
— 1960
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 1960

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ “Mio zio? Fu davvero un assassino!” christiandesicaonline.com/
  2. ^ Pino Cacucci, Nessuno può portarti un fiore, Feltrinelli, 2012, ISBN 9788807018794

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