Postmacchiaioli

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I Postmacchiaioli furono un gruppo nutrito di pittori che, partendo dalle premesse pittoriche a cui erano addivenuti i Macchiaioli, svilupparono un progetto artistico autonomo e innovativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La pittura postmacchiaiola succede cronologicamente a quella macchiaiola, ma ha anche elementi diversi che possono essere rintracciati nel maggior interesse della prima verso la cultura dell'impressionismo francese.

Fu il pittore livornese Alfredo Müller, di ritorno da un viaggio in Francia, a introdurre in Toscana le novità pittoriche degli impressionisti. Il primo quadro postmacchiaiolo fu dipinto da Plinio Nomellini nel 1888, e prese il titolo de Il fienaiolo, presentato poi all'Esposizione universale delle belle arti di Parigi nel 1890. Si era appena consumato lo strappo tra i Macchiaioli e i Postmacchiaioli, suggellato da una lettera aspra scritta da Giovanni Fattori a Plinio Nomellini, con cui si avvertiva quest'ultimo dei rischi che avrebbe corso portando avanti una pittura appiattita su quella dei francesi Pissarro e Manet.

Negli anni successivi il gruppo dei Postmacchiaioli si arricchì di nuove personalità artistiche, che proseguirono nel tentativo di far evolvere la pittura macchiaiola. Considerati per molto tempo come degli epigoni, o dei pittori di secondaria importanza, i Postmacchiaioli sono stati recuperati a livello critico, a partire dagli anni settanta del XX secolo e oggi sono considerati come un valido trait d'union tra la pittura ottocentesca e quella di inizio Novecento.

Artisti postmacchiaioli[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Adorno, L'arte italiana, volume terzo, casa editrice G. D'Anna.
  • AA.VV, I pittori del lago. La cultura artistica intorno a Giacomo Puccini, Bandecchi e Vivaldi, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]