Silvio Bicchi

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Silvio Bicchi (Livorno, 1874Firenze, 1948) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si affermò, dopo essere stato con suo fratello Ottorino Bicchi allievo del Fattori all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, con una serie di illustrazioni della Divina Commedia. Fu quindi a Parigi, poi a Londra, dove risentì profondamente l'influenza dei grandi ritrattisti inglesi.

Durante il suo successivo soggiorno nell'America settentrionale raggiunse larga popolarità e dove, tra l'altro, nel 1893 vinse il concorso per la fusione delle porte della Biblioteca di Boston[1]. In seguito ritornò in Italia ove continuò ad operare prediligendo soggetti di genere popolare ed usando di preferenza la tecnica a tempera ed a pastello.

Partecipò a due edizioni della Esposizione internazionale d'arte di Venezia quella del 1914 e quella dl 1920.[2].

Tra il 1927 e il 1928 assume la direzione artistica della fabbrica Ceramiche Milani.[3] Realizza in Vita opere anche con la tecnica dell'affresco tra le opere note gli affreschi della Biblioteca della Villa Magni-Rizzoli a Canzo.[4]

Il comune di Livorno ha intitolato una strada a suo nome.

Musei e Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Una raccolta di opere di Silvio Bicchi si trova nel Museo civico di palazzo Guicciardini a Montopoli in Val d'Arno, paese in cui trascorse numerosi anni. Due opere Dante Riceve Farinata e Dante e Farinata si trovano presso la Pinacoteca Ambrosiana a Milano.[5] l'opera Ritratto del Banchiere Jjzef, Leopold Toepliz si trova presso la collezione permanente della Banca Intesa Sanpaolo.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Silvio Bicchi, ed. Bottega D'arte , LIvorno 1975;
  • presentazione di Sergio Zavoli, Bicchi, Silvio <1920->, Arti Grafiche F.lli De Gennaro, Roma 1994;
  • Silvio Bicchi un maestro della pittura del Novecento a Montopoli, catalogo della mostra del 21 settembre - 20 ottobre 2002, Montopoli in Val d'Arno.
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