Pietro Ronzoni

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Ritratto di Pietro Ronzoni
Giovanni Carnovali, 1825, (Fondazione Cariplo)

Pietro Maria Ronzoni (Sedrina, 28 novembre 1781[1][2]Bergamo, 29 aprile 1862) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sedrina da Francesca Badala e Bartolomeo, dal 1801[3] studia disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida del fiorentino Pietro Saltini[4] e alla fine del 1802 completa la formazione a Roma con il collega Bortolo Fumagalli (1781-1863), sotto la guida del mantovano Luigi Campovecchio e del paesista francese François Marius Granet.
Qui viene a contatto con diversi esponenti del Neoclassicismo e del nascente Romanticismo, conosce Angelica Kauffmann e Antonio Canova e stringe amicizia con numerosi artisti, tra cui Pelagio Palagi, Martin Verstappen, Hendrik Voogd.

Nel 1809 torna a Bergamo dove opera, a fianco dell'anziano collega Paolo Vincenzo Bonomini, come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale; in questo periodo viene nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara allora diretta da Giuseppe Diotti, cui è legato da profonda amicizia e da una stretta collaborazione professionale (Paesaggio del 1814 viene realizzato a quattro mani, Diotti si occupa delle figure, Ronzoni dei paesaggi[5]).

Nel 1815 si trasferisce a Verona presso il podestà Da Persico affermandosi come paesaggista di successo, attivo per una colta committenza internazionale: nel 1819 l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nomina accademico d'onore. Dal 1824 è di ritorno a Bergamo, dove sposa Giacinta Ceresoli[6] e viene nominato socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti di Bergamo; nel 1834 partecipa alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara.

Dal 1840 la sua pittura, influenzata fin dagli esordi dai paesaggisti francesi, si rinnova verso una maggiore resa atmosferica della visione adottando una pennellata sfatta e morbida. Questa produzione matura risente dei modelli di Giuseppe Canella e della pittura innovativa dell'amico Piccio Carnovali[7]. Espone alla Prima Esposizione Italiana tenuta nel 1861 a Firenze con Paese.

Indebolito da una salute cagionevole e dal dolore per le gravi patologie psichiche sofferte dalla moglie, muore a Bergamo il 26 Aprile 1862[8]: in origine sepolto nell'antico cimitero di Valtesse, è ricordato da una lapide posta presso il cimitero monumentale di Bergamo[9].

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Pittore paesaggista, inizialmente legato alla tradizione seicentesca (Domenichino) e settecentesca (il paesaggismo eroico di Claude Lorrain e Nicolas Poussin) e di impostazione neoclassica, attua un rinnovamento della pittura di paesaggio e di veduta che si pone in continuità con il vedutismo veneziano settecentesco e influenzerà numerosi artisti posteriori come Luigi Deleidi, Costantino Rosa, Luigi Bettinelli e il conte Andrea Marenzi (1823-1891).

Molto attento nei confronti delle peculiarità e dei costumi regionali, si serve della pittura come strumento di narrazione della vita sociale contemporanea e della veduta urbana, rappresentando Bergamo in tutte le sue stratificazioni sociali e con grande fedeltà al dato reale.

A partire dagli anni Venti, Ronzoni ottiene numerose commissioni da importanti esponenti della società bergamasca, rivolte all'illustrazione delle loro attività imprenditoriali, come in La filanda, il quadro più noto del Ranzoni.

Ampia la produzione di schizzi, disegni e acquerelli, realizzati in particolare negli anni cinquanta.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Ronzoni, Filanda nel bergamasco (1825-1830), olio su tela, (Fondazione Cariplo)
  • Libro dei disegni tratti dal vero in Roma e dintorni (1806), olio su tela, Accademia Carrara, Bergamo;
  • Veduta dell’Augusteo da palazzo Corea (1808), olio su tela, collezione privata;
  • Paesaggio con figure (Campagna romana) (1814), olio su tela, Accademia Carrara, Bergamo[10];
  • Paesaggio con monti e acque (1815), olio su tela, collezione privata;
  • Veduta di Casa Canonici in Bergamo Alta (1817), olio su tela, collezione privata;
  • Veduta di Verona con Sant'Anastasia vista dall'Isolo (1818), olio su tela, Patrimonio Culturale Banco BPM[11];
  • Paesaggio con tempesta (1820), olio su tela, collezione privata[12];
  • Scorcio con l'ala dell'Arena (1820), olio su tela, collezione privata;
  • La tempesta (1821), olio su tela, collezione privata;
  • Paesaggio con scena classica (La Primavera) (1824), olio su tela, Fondazione Cariplo[13];
  • Paesaggio con danza classica (L'Autunno) (1824), olio su tela, Fondazione Cariplo[13];
  • Filanda nel bergamasco (1825-1830), olio su tela, Fondazione Cariplo[14];
  • Villa Canton a Trescore Balneario (1830), olio su tela, collezione privata;
  • Palazzi Bassi e Maffeis (1830), olio su tela, collezione privata;
  • Veduta ideale della valle di Astino (1833), olio su tela, Palazzo Frizzoni, Bergamo[15];
  • Veduta di Astino con passo della Madonna del Bosco (1833), olio su tela, Palazzo Frizzoni, Bergamo[16];
  • Complesso di Sant'Agostino: veduta meridionale dal Baluardo di San Michele (1837), olio su tela, Quadreria dell'Ottocento, Milano;
  • Paesaggio (non datata), olio su tela, Musei civici di Pavia[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in un'autobiografia, Ronzoni dichiara di essere nato il 29 novembre 1782.
  2. ^ Vecchi angoli, Pietro Ronzoni, Rea - Zanardi Ricci, 1993, pp.311
  3. ^ Bergamo o sia notizie patrie. Almanacco, Pagnoncelli, Bergamo, 1863, pp.145
  4. ^ Illustri bergamaschi studi critico-biografici. Parte seconda, Pasino Locatelli, Pagnoncelli, Bergamo, 1869, pp. 30
  5. ^ Giuseppe Diotti. Un protagonista dell’Ottocento in Lombardia, Valter Rosa, Biblioteca Mortara, Casalmaggiore, 2017, pp. 125
  6. ^ Dal Settecento bergamasco al romanticismo di Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Silvana Milesi, Corponove, Bergamo, 1994, pp. 30
  7. ^ Piccio e Ronzoni, storia di un’amicizia e di quadri alla Popolare di Bergamo, su bergamonews.it. URL consultato l'11 maggio 2022.
  8. ^ Bergamo o sia notizie patrie. Almanacco, Pagnoncelli, Bergamo, 1863, pp.145
  9. ^ Gli antichi cimiteri fuori le mura, su bergamodascoprire.it. URL consultato l'11 maggio 2022.
  10. ^ Ronzoni Pietro, su lacarrara.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  11. ^ Ronzoni Pietro, su patrimonioculturale.bancopopolare.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  12. ^ Ronzoni Pietro, su patrimonioculturale.bancopopolare.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  13. ^ a b Pietro Ronzoni, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  14. ^ Pietro Ronzoni, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  15. ^ Veduta ideale della valle di Astino, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  16. ^ Veduta di Astino con passo della Madonna del Bosco, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2022.
  17. ^ Paesaggio, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Bassi Rathgeb, Paesisti bergamaschi dell’Ottocento, Edizioni Orobiche, Bergamo, 1944
  • Fernando Rea, La pittura bergamasca da Marco Gozzi a Silvio Poma, Galleria San Marco, Bergamo 1983
  • Diego e Osvaldo Gimondi, Pietro Maria Ronzoni e il suo tempo, Ferrari Edizioni, Clusone, 1992
  • Francesco Rossi, Maestri e artisti. 200 anni dell’Accademia Carrara, Skira, Milano 1996
  • Lanfranco Ravelli, La bergamasca e dintorni di Pietro Ronzoni, Grafica ed arte, Galleria Previtali, Bergamo, 2002
  • Fernando Noris, Dizionario biografico dei pittori bergamaschi, Bolis, Azzano San Paolo, 2006
  • Giuliano Viviani, Riscoperta di Pietro Ronzoni,Tecnograph, Bergamo 2015.

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