Pianeta rosso

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Pianeta rosso
Titolo originale Red Planet
Paese di produzione USA, Australia
Anno 2000
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Antony Hoffman
Soggetto Chuck Pfarrer
Sceneggiatura Chuck Pfarrer, Jonathan Lemkin
Produttore Bruce Berman, Mark Canton, Jorge Saralegui
Produttore esecutivo Andrew Mason, Chuck Pfarrer, Charles J.D. Schlissel
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Robert K. Lambert, Dallas Puett
Musiche Graeme Revell
Scenografia Owen Paterson
Costumi Kym Barrett
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Pianeta rosso (Red Planet) è un film di fantascienza del 2000 per la regia di Antony Hoffman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 2057 la Terra è divenuta praticamente inabitabile a causa della sovrappopolazione e dell'inquinamento, che ha iniziato a causare seri problemi a partire dal 2025. Con l'intento di colonizzare Marte, negli ultimi anni sono state lanciate sul pianeta rosso delle sonde automatiche contenenti alghe geneticamente modificate per creare un'atmosfera respirabile dall'uomo, ma improvvisamente la percentuale di ossigeno ha cominciato a calare. Viene quindi inviato, alla ricerca di indizi, un gruppo di astronauti (Robby Gallagher, Ted Santen, Quinn Burchenal, Chip Pettengill, Bud Chantilas e il comandante Kate Bowman), con un viaggio di circa sei mesi, verso Marte; l'equipaggio sarà coadiuvato da AMEE (Autonomous Mapping Exploration and Evasion), un robot progettato per missioni di tipo militare ma adattato all'orientamento e navigazione sulla superficie del pianeta.

Entrato finalmente nell'orbita di Marte, mentre l'equipaggio si prepara alla discesa verso il pianeta, improvvisamente il veicolo spaziale Mars I viene colpito dal vento solare che provoca diversi focolai di incendio e nel giro di pochi minuti l'energia viene a mancare. Viene anticipato il lancio del modulo di ammartaggio NED, ma la comandante Bowman è costretta a restare sull'astronave per cercare di risolvere i guasti. Il NED sbaglia direzione e Santen, secondo pilota e diventato responsabile del gruppo, lo guida verso una scarpata. Dovendo perciò sganciare il modulo di propulsione, viene perso anche il robot AMEE. Vengono allora utilizzati i paracadute e gli airbag per cercare di attutire gli impatti.

Una volta arrestato, il gruppo esce dal modulo NED, ma Chantilas, rimasto gravemente ferito durante il violento atterraggio, si ferma sul luogo e muore poco dopo. I superstiti si dirigono verso una base habitat artificiale certi di potervi trovare cibo, acqua ed aria. Giunti sul posto, si accorgono che l'habitat è completamente distrutto e delle alghe portate sul pianeta non c'è alcuna traccia. Intanto, aspettando la morte per asfissia, sul bordo di un precipizio dove sono andati per ammirare il panorama, Pettengill e Santen litigano tra loro e quest'ultimo viene involontariamente spinto giù e muore. Dopo un po' gli altri membri dell'equipaggio rimangono senza ossigeno, ma aprono la visiera del casco e, inaspettatamente, riescono a respirare. I tre rimasti decidono di sostare la notte vicino alle rovine dell'habitat e accendono un fuoco con ciò che ne rimane. Durante la nottata appare il robot AMEE, visibilmente incidentata, quindi cercano di disabilitarne la intelligenza artificiale per usarla al solo scopo della navigazione. AMEE interpreta tali intenzioni come una minaccia e si rivolta violentemente contro gli astronauti, spezza una costola a Burchenal e si allontana.

Per cercare di stabilire un collegamento con Bowman sulla nave orbitante, gli astronauti si dirigono verso il rover dell'antica missione Mars Pathfinder per recuperare alcuni componenti e farne una radio. Dopo svariati tentativi riescono a contattare Bowman, la quale li indirizza verso il lontano luogo di atterraggio di una sonda russa, inviata per raccogliere campioni e la cui missione era fallita, per cercare di decollare e lasciare il pianeta. Durante il tragitto attraversano un'inattesa tempesta e viene loro comunicato che nel vano per i campioni della sonda russa possono entrare solo due persone. Pettengill, convinto di rimanere abbandonato su Marte, ruba la radio e scappa, ma viene intercettato e ucciso da AMEE. Gli altri due ne trovano il cadavere e recuperano la radio; mentre Gallagher armeggia con una piccola lancia termica per togliere il casco di Pettengill, improvvisamente, la salma è scossa da piccole esplosioni, come colpito da un'arma a ripetizione.

Durante il cammino notturno rinvengono moltissime alghe, che sono popolate da stranissime creature simili a scarafaggi. Queste cibandosi delle alghe creano ossigeno, ma sono molto voraci e tentano di mangiare tutto ciò che incontrano, compresi gli esseri umani. A milioni circondano Burchenal il quale, non volendo fare la fine di Pettengill, accende un torcia a fiamma e la lascia cadere sulle creature: improvvisamente l'area viene circondata da un'enorme e breve vampata di fuoco. L'unico superstite, Gallagher giunge alla sonda russa. Gallagher scopre tuttavia che il modulo non ha abbastanza energia elettrica per avviare la procedura di decollo; prepara allora una trappola con cui riesce a mettere fuori combattimento AMEE e sottrarre le sue batterie. Decollato, arriva nei pressi della nave orbitante Mars I: il comandante Bowman lo recupera quando è ormai privo di sensi a causa della mancanza di ossigeno e deve rianimarlo. Gallagher ha portato con sé un campione degli insetti marziani che viene analizzato e sequenziato, salvando così anche la missione. L'astronave può finalmente ripartire verso la Terra.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]