Petalite
| Petalite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | VIII/J.03-10 |
| Formula chimica | LiAlSi4O10 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | silicato |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Gruppo puntuale | 2/m |
| Gruppo spaziale | P 2/a |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 2,4 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 6/6,5 |
| Sfaldatura | facile |
| Frattura | concoide |
| Colore | incolore, grigio o biancastra |
| Lucentezza | vitrea |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La petalite (o castorite) è un minerale.
Abito cristallino
[modifica | modifica wikitesto]Cristallizza in cristalli monoclini irregolari, oppure colonnari o ramificati. Più frequenti sono le masse compatte, granulari, grossolanamente cristalline.
La petalite è un minerale raro, un tectosilicato alluminifero di litio, con formula chimica LiAl Si4O10, cristallizza nel sistema monoclino e si presenta sia in cristalli isolati irregolari o colonnari sia in masse compatte, di colore incolore, biancastro o rosa chiaro.[1]
Origine e giacitura
[modifica | modifica wikitesto]Associata a rocce pegmatitiche, è presente in Svezia, in Finlandia, in Namibia, in Australia e in altre località della Russia, dello Zimbabwe e degli Stati Uniti. In Italia si trova con tormalina, lepidolite, ortoclasio, quarzo, nelle druse del granito dell'Isola d'Elba.
Forma in cui si presenta in natura
[modifica | modifica wikitesto]La petalite, nota anche come castorite, è un minerale raro che si presenta in natura in diverse forme.[2]
Dal punto di vista cristallografico, ha un'alta sfaldatura basale che le conferisce aspetti tabulari simili a foglie (da cui deriva il nome, dal greco πέταλον che significa "foglia"). Ha durezza 6 e peso specifico tra 2,4 e 2,5. Si presenta sia in forma di cristalli isolati e visibili, sia in masse più compatte e granulari. Spesso è incolore o di colore chiaro, con superficie con lucentezza naturale e talvolta bianco crema opaca nelle forme grezze.[3]
Prime scoperte
[modifica | modifica wikitesto]La petalite fu scoperta nel 1800 in Svezia, precisamente all'isola di Utö presso Stoccolma, dal naturalista e statista brasiliano José Bonifácio de Andrada e Silva. Il nome riflette appunto la sua caratteristica sfaldatura a foglie. Successivamente è stata trovata in diverse altre località del mondo, inclusi paesi come Namibia, Brasile, Canada, Italia (isola d'Elba), Australia, Birmania e Stati Uniti.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Webmin, su webmineral.com.
