Vai al contenuto

Petalite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Petalite
Classificazione StrunzVIII/J.03-10
Formula chimicaLiAlSi4O10
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinosilicato
Sistema cristallinomonoclino
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeP 2/a
Proprietà fisiche
Densità2,4 g/cm³
Durezza (Mohs)6/6,5
Sfaldaturafacile
Fratturaconcoide
Coloreincolore, grigio o biancastra
Lucentezzavitrea
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La petalite (o castorite) è un minerale.

Abito cristallino

[modifica | modifica wikitesto]

Cristallizza in cristalli monoclini irregolari, oppure colonnari o ramificati. Più frequenti sono le masse compatte, granulari, grossolanamente cristalline.

La petalite è un minerale raro, un tectosilicato alluminifero di litio, con formula chimica LiAl Si4O10, cristallizza nel sistema monoclino e si presenta sia in cristalli isolati irregolari o colonnari sia in masse compatte, di colore incolore, biancastro o rosa chiaro.[1]

Origine e giacitura

[modifica | modifica wikitesto]

Associata a rocce pegmatitiche, è presente in Svezia, in Finlandia, in Namibia, in Australia e in altre località della Russia, dello Zimbabwe e degli Stati Uniti. In Italia si trova con tormalina, lepidolite, ortoclasio, quarzo, nelle druse del granito dell'Isola d'Elba.

Forma in cui si presenta in natura

[modifica | modifica wikitesto]

La petalite, nota anche come castorite, è un minerale raro che si presenta in natura in diverse forme.[2]

Dal punto di vista cristallografico, ha un'alta sfaldatura basale che le conferisce aspetti tabulari simili a foglie (da cui deriva il nome, dal greco πέταλον che significa "foglia"). Ha durezza 6 e peso specifico tra 2,4 e 2,5. Si presenta sia in forma di cristalli isolati e visibili, sia in masse più compatte e granulari. Spesso è incolore o di colore chiaro, con superficie con lucentezza naturale e talvolta bianco crema opaca nelle forme grezze.[3]

Prime scoperte

[modifica | modifica wikitesto]

La petalite fu scoperta nel 1800 in Svezia, precisamente all'isola di Utö presso Stoccolma, dal naturalista e statista brasiliano José Bonifácio de Andrada e Silva. Il nome riflette appunto la sua caratteristica sfaldatura a foglie. Successivamente è stata trovata in diverse altre località del mondo, inclusi paesi come Namibia, Brasile, Canada, Italia (isola d'Elba), Australia, Birmania e Stati Uniti.[3]

  1. (EN) PubChem, Petalite, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  2. Petalite, su www.mindat.org. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  3. 1 2 (EN) Petalite (Petalite), su Rock Identifier. URL consultato il 23 ottobre 2025.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • (EN) Webmin, su webmineral.com.
  Portale Mineralogia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mineralogia