Periodo ipotetico

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Il periodo ipotetico è una struttura sintattica composta da una proposizione subordinata condizionale (detta protasi) e dalla sua reggente (detta apodosi).

Nella linguistica anglosassone si parla di conditional sentences: protasi e apodosi sono intese come clause (clausole) piuttosto che come proposizioni.

Protasi e apodosi[modifica | modifica wikitesto]

La protasi (dal tardo latino protăsis, dal greco πρότασις, prótasis, da protéino, "protendere", "mettere innanzi"[1]), esprime la premessa, cioè la condizione da cui dipende quanto predicato nella reggente; la apodosi, indica la conseguenza che deriva o deriverebbe dal realizzarsi della condizione espressa dalla proposizione subordinata.

Congiunzioni subordinative[modifica | modifica wikitesto]

Le subordinate vengono introdotte da una congiunzione, che per il suo specifico ruolo viene detta "congiunzione subordinativa"[2]. Quella tipica della protasi è, in italiano, se (dal latino tardo sē(d), incrocio tra il classico , "se", che ha origine indoeuropea, e quĭd, "che cosa"[3]). Tradizionalmente questi elementi vengono considerati congiunzioni e così pure accade per il corrispettivo inglese di se, if, e per though, "nonostante", che pure viene usato nelle conditional sentences. Potrebbe essere stato John Horne Tooke (1736–1812) a scoprire per primo che if e though sono verbi. If deriva dall'antico sassone gifan, imperativo, con il significato di "dare" (in inglese to give), "concedere", "ammettere", "riconoscere", "permettere": da gifan sono derivati gef, yef, yf. In scots è gin, contrazione di given, "dato", in modo che l'italiano Se x, ... può essere inteso come Dato per buono x..., Data per buona l'esistenza di x... Analogamente, though è, sempre in antico sassone, imperativo del verbo thafian, con significati analoghi a gifan, mentre although vale come "tutto (all) ciò dato per buono".[4]

Tipi[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di diversi modi verbali esprime il grado di connessione tra premessa e conseguenza. Così, ad esempio, in italiano è possibile usare nella protasi il congiuntivo o l'indicativo e nella apodosi il condizionale o l'indicativo. L'uso congiunto di congiuntivo e condizionale indica il grado minimo di connessione. Ciò significa che protasi e apodosi non sono per forza legate da un rapporto di condizione/conseguenza: il rapporto può consistere in mera coincidenza delle diverse circostanze di tempo o modo.[5] È spesso il punto di vista e l'atteggiamento del parlante, più che una stretta connessione logica a partire da condizioni oggettive, a determinare l'uso di un modo o di un altro.[6]

In base al grado di connessione tra protasi e apodosi, il periodo ipotetico viene tradizionalmente distinto in tre tipi, a seconda del grado di probabilità dei fatti indicati nella protasi. Si parla allora di periodo ipotetico della realtà, della possibilità e della irrealtà.

Uso dei modi in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

Tipo Correlazione tra ipotesi e conseguenza Protasi Apodosi Esempi
I. Della realtà Molto probabile o reale Indicativo Indicativo

Imperativo

  • Se mi inviti, vengo.
  • Se non studi, verrai bocciato.
  • Se potrò venire, te lo farò sapere.
  • Se c'è il sole, mettiti la crema abbronzante.
II. Della possibilità Possibile, ma non del tutto sicura Congiuntivo imperfetto Condizionale presente

Imperativo

  • Se fossi ricco, comprerei un'automobile.
  • Se me lo facessi sapere, ti sarei molto grata.
  • Se dovessi trovare il mio cellulare, mettilo in camera.
IIIa. Dell'irrealtà (presente) Irrealizzabile Congiuntivo imperfetto Condizionale presente
  • Se fossi nei tuoi panni, glielo direi.
IIIb. Dell'irrealtà (passato) Irrealizzabile Congiuntivo trapassato Condizionale passato
  • Se fossi stato nei tuoi panni, gliel'avrei detto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalla voce protasi del Vocabolario Treccani online, Istituto dell'Enciclopedia italiana.
  2. ^ Simone, Fondamenti di linguistica, 2008, cit., p. 260.
  3. ^ Nicola Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, ad vocem.
  4. ^ David Booth, An analytical dictionary of the English language, p. LVIII, J. and C. Adlard, Londra, 1830.
  5. ^ Carrera Díaz, Grammatica spagnola, 2007, cit., p. 527.
  6. ^ Carrera Díaz, Grammatica spagnola, 2007, cit., p. 529.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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